storiadellamusicaclassifica

Aucan

Aucan

In periodi come quello che stiamo attraversando, così pigri ed avari di emozioni, anche un piccolo sussulto è sufficiente a scatenare euforie sopite. Se la scena indipendente italiana accusa i prodromi della paralisi, ecco che da più parti ci si prodiga per trovare la “next big thing”, o per scorgere in qualche accenno di vita il segnale della rinascita completa.

Le tracce di questa ritrovata vitalità conducono alla città di Brescia. Don Turbolento, Edwood, Le man avec les lunettes, Black eyed susan e, più recentemente, la rivelazione The Record’s (già segnalati su queste pagine). Entrano a far parte di questa “nuova scena bresciana” anche questi Aucan, giovane trio all’esordio sulla lunga distanza.

Aucan” è frutto di due anni di lavoro ininterrotto che hanno permesso ai tre musicisti di affinare una tecnica ed un affiatamento notevoli. Dal punto di vista stilistico si muovono su coordinate math-rock, creando composizioni quadrate e strutture ritmiche reiterate. Spesso esprimono quella cervellotica potenza tipica dei Don Caballero (“Iena”, Imho”), altre volte si lanciano in asimmetriche cavalcate post-hardcore (“Ac ha b”) o lasciano ampi spazi ai respiri elettronici dei synth (“Fauna”, “Urano”).

Niente che non sia già stato detto e fatto. Però gli Aucan lo fanno dannatamente bene. E quando riescono ad incastrare alla perfezione le ritmiche debordanti chitarra-batteria con le melodie elettroniche dei synth (“Tesla”) si rimane a bocca aperta. Se vi è capitato l’anno scorso ascoltando l’esordio dei Battles, fate un salto a Brescia appena potete.


"iena" è davvero perfetta: ritmo ai limiti dell'ossessivo, in un continuo di sterzate "chitarristiche"; cervellotica e geometrica, ibrido chiassoso di post e math rock. poi, l'intero album è assolutamente degno di nota: spiccano, tra le altre, "reset part.2" e "ac ha b". 7.5
2010-01-14 18:50:59
RE: Buoni, dai.
Lo split fra Teatro degli Orrori e Zu è veramente bellissimo, concordo. Peccato che siano solo due brani. Bravi anche gli Aucan, forse solo un po' troppo matematici per me.
2008-12-08 21:25:25
Diciamo che c'è qualcosa, qualcosa di bello e cattivo assieme, che si sta sbozzolando (vedi anche Le Luci della Centrale). Aspettiamo fiduciosi.
2008-12-08 19:24:02
Buoni, dai.
Sebbene non sia il mio genere, è un buon disco che, forse, alla lunga stanca. Comunque per me la vera zona "calda" d'Italia del 2008 non è stata Brescia, bensì Jesi (Butcher Mind Collapse e Lleroy). Questo 2008 è stato estremamente positivo per quanto riguarda la qualità delle produzioni italiane (oltre ai succitati Butcher Mind Collapse e Lleroy e ai qui recensiti Aucan, mi vengono in mente Dead Elephant, Samuel Katarro, lo split tra il Teatro degli Orrori e Zu, Ufomammut, et etc)... Chi è d'accordo?
2008-12-05 13:02:12


Effettua il Log-In o Registrati per poter inserire commenti
 
Aucan
segnala
discuti
 
etichetta
etichetta
Africantape-Ruminance
anno
2008
collabora

 


Aggiungi ai Preferiti

Aggiungi ai Feed

Manda una Recensione

Storia su MySpace

Storia su Facebook

Storia su LastFm

Storia su RateYourMusic


ARTICOLI COLLEGATI:

Don Caballero & No Age Live
Live - Rosolina Mar (Milano, 7 luglio 2007, CS Vittoria)
Live - Giardini di Mirò - (Milano, 16 febbraio 2007)
Live - Slint (Bologna, 28 Maggio 2007, Estragon)

CAPITOLI COLLEGATI:

Dal post rock al glitch pop
La rivincita dell'easy listening
Il “Kraut Rock”
L'ondata del new rock
La british Invasion