We don't need the outside
Una chitarra, degli amici e un un fuoco per scaldare l’anima.
Canzoni sull’amore.
Premesse banali per un disco che invece nasconde delle scintillanti gemme.
La chitarra è di Bob Corn, arpeggiata o gentilmente grattata, gli amici prestano alcune voci e tutti gli altri suoni che si possono sentire, dagli accenni di batteria ai fiati, a colorare degli scheletri di canzoni sull’amore, storie personali, non idealizzate, diverse da quelle che vanno bene per tutti e quindi per nessuno.
É tutto in tono minore e contenuto ma per questo più reale, vorresti essere davanti al caminetto con un the ad ascoltare queste canzoni.
La chitarra è suonata in maniera originale, ritmica, con pieni e vuoti, e molte pause; quasi un approccio pre war, dove la chitarra è un mezzo per narrare.
Legno e metallo.
La scrittura è buona, senza cadute di stile e con qualche punta di eccellenza da mettere nell’agenda delle citazioni da ricordare.
Per esempio una frase definitiva come “I’ve nothing to lose cause I’ve nothing to win, but now I wear my wings and I’ll flight straight to you” contenuta nella canzone di chiusura che finisce con goodnight; un epilogo in grande stile.
Gli stati d’animo che si accavallano sono tutti sommessi, ed è la serenità a dominare.
Una candela scossa dal vento che continua a bruciare |
tarassaco
Premetto che non l'ho ancora ascoltato, ( però conosco le puntate precedenti). Considerand che Bob Corn gira da un bel po' e questo è un sito per appassionati di musica, dovremmo ormai tutti sapere che musica fa senza fare riferimenti ad altri artisti, no? mi sembra un po' come ripetere un mantra... Bravo ricky, belle e suggestive le tue impressioni !
2008-02-01 18:27:05
Lezabeth Scott
Suvvia non impermalosiamoci. Grande la saggezza di Paul, invece, concordo. Recensione bignami in cui il non detto suggestiona più dell'emerso e quindi invita a scoprire il resto. Personalmente credo che me lo scaricherò...oooops, me lo comprerò... (salvata in corner). Baci! P.S: Pop Corn, però fa ridere in effetti, poteva Bob Barnleycorn a 'sto punto...
2008-01-17 17:50:30
Dr.Paul
2008-01-16 16:01:18
Riccardo Bertan
Mi sembra che meriti da quello che c'è scritto sopra... Uno scritto come un disco non si giudica dalla lunghezza, ma dal contenuto, secondo me.
2008-01-16 14:01:26
Peasyfloyd
lo prendemmo abbastanza in giro per il suo nome (bob corn o pop corn?) al concerto dei giardini di mirò dell'anno scorso che doveva aprire e che mancò. Quindi dici che merita? Mah, per scaldare la mia anima ce ne vuole... però bella copertina. Recensione forse un pò troppo breve ma suggestiva...
2008-01-15 23:59:15
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