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I cantautori degli anni’70


Se Bob Dylan rappresenta l’archetipo del cantautore anni ’60, politicamente e socialmente impegnato ed idealista, suono spoglio e fortemente ancorato al folk tradizionale, destinato ad arricchirsi e mutare, certo, ma comunque semplice e terreno, James Taylor e Jackson Browne rappresentano i cantautori-tipo degli anni ’70: le tematiche sociali si ripiegano sull’individuo (in un momento di forte confusione come quello post-hippie), il suono resta semplice ma si affina, si screzia di jazz come era già successo e succederà durante i ’70 nei dischi di un’autrice che spesso viene affiancata ai primi due: Joni Mitchell.

Si tratta di pezzi dal suono levigato e dal ritmo calmo e posato, ballate in cui piano e chitarra ai alternano come accompagnamento centrale e spesso si fanno fiancheggiare da violini e violoncelli creando un’atmosfera quasi cameristica.

Il lavoro che lancia questa nuova ondata di cantautori, all’interno della quale trovano posto numerosi artisti dei tardi ’60 come Joni Mitchell e Cat Stevens, è “Sweet Baby James” di James Taylor (1970), disco che in partesegue il filone ormai avviato del revival country-folk.

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