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8/10

Merz

Moi et Mon Camion

Conrad Lambert è un polistrumentista inglese, che ha esordito nel 1999 con lo pseudonimo Merz a firma dell’omonimo album. Un buon lavoro di folktronica, quello dell’esordio, che valse a Conrad il più che meritato plauso di critica e colleghi. Ma bisogna aspettare ben sei anni per avere nuovamente notizie di Merz, che nel 2005 pubblica il secondo album (“Loveheart”) e un EP (“Silver Tree”), entrambi per l’etichetta indipendente “Gronland”. In quell’anno l’artista si ripresenta al pubblico con un songwriting raffinato e maturo, tanto che “Loveheart” in molti dei suoi picchi artistici sfiora i contorni del capolavoro.

Questo “Moi et Mon Camion” del 2008, pubblicato ancora per la “Gronland”, da un parte conferma e dall’altra rafforza il talento del musicista inglese. Un album dalle atmosfere talvolta malinconicamente dolci, altre volte più cupe, in cui Merz riesce nell’impresa di far convergere tonalità e generi musicali differenti, dosando bene gli ingredienti e mantenendo un tono complessivamente pacato e sobrio.

È così possibile scorgere le variazioni in tema folk, dalle armonie americane della title-track, che apre l’album, alle sonorità celtiche delle conclusive “No Bells Left To Chime” e “The First And Last Waltz”; il pop che diventa catchy in “Lucky Man” o che si dipana in un frullatore jazz-country-blues in “Call Me”; le sonorità che si fanno oniriche in “Silver Moon Ladders” e ipnotiche in “Shun”. Spunti interessanti si possono cogliere negli arpeggi di chitarra di “Presume Too Much” e di “Cover Me” che tessono trame sonore repentinamente dissolte dal clapping di “Lucky Man”, che divide i due brani; nelle venature funk di “Shun” che si snoda su un tappeto di elettronica, con crescendo finale dagli accenni psichedelici; nelle orchestrazioni di “Malcolm” che riescono nell’intento di mantenere la sobrietà che fa da filo conduttore in tutto l’album.

Tra i brani migliori sono sicuramente da citare i brani folkeggianti più vicini alla tradizione britannica che non a quella americana, come “No Bells Left To Chime”, “The First And Last Waltz” e “Silver Moon Ladders”, con quest’ultima che avrebbe potuto trovare posto tranquillamente in “In Rainbows” dei Radiohead.

Nel complesso questo “Moi et Mon Camion”, sebbene non raggiunga i picchi di “Loveheart”, rappresenta un lavoro di buona fattura. Merz riesce nell’impresa di innestare alla perfezione su un pop-folk di base tonalità e generi musicali differenti, dosando bene gli ingredienti e mantenendo un tono pacato e sobrio.


Cas
Cas
mah, disco scialbo se confrontato con Loveheart...rimane confermato il talento di Lambert, ma questa volta non basta a farlo spiccare come potrebbe...6,5
2008-10-31 20:55:43


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Moi et Mon Camion
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etichetta
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Grönland Records
anno
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tracklist
1. Moi Et Mon Camion (The Eviction Song)
2. Call Me
3. Shun (Sad Eyed Days)
4. Malcolm
5. Silver Moon Ladders
6. Presume Too Much
7. Lucky Adam
8. Cover Me
9. No Bells Left To Chime
10. The First And Last Waltz
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