NosoundLightdarkdi Fabio Codias
I Porcupine Tree non mi sono mai piaciuti. Pur riconoscendone il valore artistico e l’assoluta perizia musicale, non sono mai riuscito ad ascoltare per intero un album della prog-band inglese. Da oltre dieci anni, Giancarlo Erra gestisce il sito e la community italiana dedicata alla musica dei Porcupine Tree. Inoltre, è leader e chitarrista dei Redshift, formazione attiva da diversi anni come cover-band dei (guarda un po’) Porcupine Tree. Con tali premesse, si potrà capire l’entusiasmo del sottoscritto di fronte a questo “Lightdark”, seconda opera dei Nosound, nati come solo-project di Giancarlo Erra e recentemente diventati una band a tutti gli effetti, con l’innesto di alcuni componenti dei Redshift. Più o meno lo stesso stato d’animo di chi si concede una pausa dalla dieta e finisce in un ristorante vegano. Invece “Lightdark” si rivela opera di spessore, perfettamente bilanciata tra adesione al modello di riferimento ed espressione di una precisa identità artistica. Il semplice riferimento al modello si trasforma in organica riconduzione filologica al modello stesso, laddove le sonorità prog-rock dei Nosound si riallacciano alla psichedelia dilatata dei Pink Floyd fine anni ’80 (“Places Remained”) o all’ambient liquido dei Bark Psychosis, o meglio, dei No-Man, vista la presenza di Tim Bowness alla voce in “Someone starts to fade away” (questa volta non servirebbe neanche citare i Porcupine Tree). Altre volte il suono diventa fibroso, come nel morbido ed evocativo post-rock di “Kites”, fino a rasentare la noia nella conclusiva “Lightdark”, dove l’intreccio di chitarre “floydiane” non basta a colmare l’assenza ritmico-melodica. Spicca invece la bella e pretenziosa sezione centrale, composta dal mantra teso e cupo di “The misplay” e dai quindici minuti e mezzo (!) di “From Silence to noise”, vero e proprio viaggio sviluppato su centri concentrici e progressivi, dalla stasi iniziale fino all’esplosione psichedelica, passando attraverso nebbie fittissime e laghi ghiacciati. Le cose sono due. O sono particolarmente bravi i Nosound, o dovrò provare a riascoltare i Porcupine Tree. |
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swansong
no no Fabio non era pignoleria ci mancherebbe;) era solo un "pour parler"! In effetti, gli altri accostamenti, tutto sommato, ci stanno...e comunque, al di là di tutto, complimenti, come al solito, per le tue recensioni che, anche su lavori "minori", denotano sempre una straordinaria perizia. Ciao!
2008-10-23 11:41:50
fabio codias
Ma cos'è? La giornata mondiale del pignolo? Comunque ribadisco che i collegamenti non sono miei, anche se adesso non mi sembrano così astrusi ...
2008-10-23 11:20:17
swansong
2008-10-23 10:50:35
fabio codias
automismo = automatismo
2008-10-23 09:29:44
fabio codias
2008-10-23 09:29:21
Peasyfloyd
2008-10-23 01:36:47
swansong
Ti sei fat to la domanda e, sotto sotto, credo ti sia dato pure la risposta! Se non ti dispiace il lavoro di un gruppo che si ispira senza mezzi termini agli originali...che dirti: prova a riascoltare i Porcospini và!;) I due album citati dal Doc (facenti parte dell'epoca psichedelica, periodo "Delirium Years") sono straordinari, soprattutto nelle recenti ri-edizioni rimasterizzate in doppio cd con bonus tracks di vario genere. Veramente splendidi! Io li adoro, li considero uno dei gruppi più interessanti attualmente sulla piazza in ambito rock a 360°. Tuttavia, quando mi chiedono quale sia l'album che meglio li rappresenta, quello da cui cominciare, consiglio sempre, senza alcun indugio, l'ascolto del live "Coma Divine" del 97, registrato interamente a Roma in 3 differenti serate...un'esperienza sensoriale unica! per me uno dei live sets più belli che abbia mai ascoltato!
2008-10-22 23:54:01
swansong
2008-10-22 23:33:56
Dr.Paul
2008-10-22 22:55:52
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