Small Rooms
Sebbene il giudizio di chi scrive su questo disco non potrà dirsi del tutto imparziale, essendo la band in questione a detta del sottoscritto uno dei migliori gruppi italiani in circolazione, c’è comunque da dire che “Small Rooms”, secondo lavoro della band mantovana Super Elastic Bubble Plastic, si dimostra, oggettivamente, degno di ricevere una valutazione positiva.
Il gruppo, per chi non lo conoscesse, si muove a metà strada fra indie e post punk, cimentandosi in ritmi ed accelerazioni improvvise, creando atmosfere elettriche e vibranti, ma è anche in grado di seguire con sapienza correnti e fasi più riflessive.
Small Rooms si presenta più maturo ed incisivo del precedente “The Swindler”: suonato in maniera meno frenetica (e più ragionata) del suo predecessore, si conferma comunque come una forte scarica di rock'n'roll. I Super Elastic Bubble Plastic passano anche dai colleghi/amici One Dimensional Man con lo spigoloso brano di apertura “In John’s shoes “.
Il primo vero impeto rabbioso del disco arriva però con “Rage Ape”, che assume toni Cobainian, per la frustrazione e la rabbia con cui è cantato. Più volte il pezzo riporta la stessa carica emotiva di “Rape Me” dei Nirvana, dei quali, del resto, il trio si dichiara amante, oltre che del cosiddetto Seattle Sound e delle produzioni del guru Steve Albini.
L’introspettiva “Need A Gun” si regge su ritmi noise, con palesi richiami a gloriosi gruppi come Jesus Lizard e Sonic Youth, che di sicuro avranno risuonato parecchio in passato nello stereo personale del gruppo. Stupisce per intensità la bella e vibrante “Fell Sleepy”, sostenuta in gran parte da accelerazioni percussionistiche e improvvisi riff, che sembrano essere la marcia in più di questa canzone. E’ un perfetto proiettile punk “Selfmade Popsong”, che colpisce in pieno l’ascoltatore: “ Guilty” si dimostra essere invece di minore impatto, pur esprimendo un ritmo acido e discontinuo difficilmente definibile ed inquadrabile. La strumentale “16 Bits vs. 16 Trks on 2” sfoggia grandi ritmiche, facilità di improvvisazione, elevata tecnica, tutte doti che non mancano ai tre S.E.B.P. e che in questo caso finiscono, inevitabilmente, per trovare la loro massima espressione: un (ipotetico) perfetto pezzo d’apertura dei potenti live del gruppo. L’attenzione dell’ascoltatore viene mantenuta viva dall’episodio indie “Julie The Splinter”.
E infine, la chiusura, affidata a “Grace Is Lost”, la prova del nove dell’intero disco, che conferma lo schema vincente della band modenese, fatto di cambi veloci, ritmi da cardiopalma che tendono a svanire, per poi tornare improvvisamente, rock’n’roll sparato in innumerevoli, taglienti schegge.
Se amate One Dimensional Man, Jesus Lizard, e le produzioni di Steve Albini, decisamente questo “Small Rooms“ non vi lascerà delusi: i Super Elastic Bubble Plastic sono un gruppo italiano che suona meravigliosamente “internazionale”, e che vale la pena di ascoltare anche soltanto per la carica di adrenalina che riesce a dare. |
bargeld
2009-02-08 23:23:44
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