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U2

Achtung Baby

Achtung baby” rappresenta per gli U2 il disco della svolta. Dopo l’innamoramento per il sound americano messo in musica nei precedenti “Theunforgettable fire ”, “The Joshua Tree” e nello sfortunato “Rattle and hum”, gli U2 ritornano a sonorità prettamente mitteleuropee. “Rattle and hum” aveva segnato la chiusura di un ciclo che aveva portato la band irlandese ad essere tra le più amate ed idolatrate tra i fan di mezzo mondo. Si chiudeva un ciclo con un disco sicuramente non all’altezza dei precedenti. Gli U2 furono sul punto di rottura. Fortunatamente così non fu e partorirono un gioiello degli anni ’90.

Indubbiamente l’aria della Berlino post-muro, dove è stato registrato il disco, ha inciso beneficamente sulla lavorazione dello stesso. La produzione di Brian Eno, Steve Lillywhite e Daniel Lanois ci ha offerto un lavoro di gran classe, moderno, attuale e profondamente europeo. Sì perché “Achtung baby” è il disco della “nuova” Europa, che ne cattura le pulsioni vitali e culturali. Gli U2 abbandonano la strada precedente e ne intraprendono una più sperimentale, come a suo tempo avvenne per David Bowie, che, non a caso, nella sua trilogia berlinese fu traghettato da Brian Eno. L’album si apre con la chitarra in distorsione di “Zoo station”, la voce di Bono è “sporcata” dagli effetti, tutto appare così diverso, quasi non fossero gli U2. Poi è la volta di “Even better than the real thing” che mostra un The Edge in notevole forma. Arriva il momento di quella che è considerata tra le canzoni più belle degli U2, One. La semplicità disarmante della canzone lascia di sasso, immobilizzati; la voce di Bono, calda e graffiante, scandisce uno dei migliori inni di amore universale “Siamo uno, ma non lo stesso”: chiaro il messaggio, accettiamoci senza negare le diversità, ma in virtù del fatto che siamo esseri umani. Bono elevato all’ennesima potenza espressiva. Lo straordinario timbro di voce di Bono domina il disco, in compartecipazione con la chitarra di The Edge. “Acrobat” è un piccolo capolavoro, accordi sospesi come su di un sottilissimo filo che sta per cedere. Bono rispolvera il falsetto in “The fly”, una sorta di alter ego dello stesso cantante. La chiusa del disco è “Love is blindness” che si apre con un organo quasi spettrale accompagnato da un canto che tocca tonalità così basse da far salire un brivido di intensa commozione.

Un disco dalle atmosfere molto compatte da ascoltare preferibilmente la notte.


RE: ultimi grandi u2?
daccordissimo....
2009-04-26 16:59:28
l'unico disco degli u2 che mi piace dall'inizio alla fine (ad eccezione di "who's gonna ride your wild horses"), e devo dire che mi piace anche parecchio. per me il classico esempio del compromesso commerciale che va di pari passo con il buon livello artistico. comunque i due capolavori deggli u2 (lemon e stay) sono nel successivo "zooropa". peccato che però non offra quasi niente altro.
2009-02-02 23:00:57
sono dei poveri mediocri
2007-10-27 18:10:11
ultimi grandi u2?
..no per me ci sono grandi canzoni (forse prese singolarmente anche superiori a quelle di Acthung Baby) su Zooropa e Pop! E' un peccato che con alcune scelte discutibili (a partire dagli ultimi due pietosi album, per finire con le discutibili collaborazioni con i Green Day..o l'ultima inutile e terrificante raccolta) questo gruppo abbia distrutto la propria immagine.. Avrebbero dovuto sciogliersi dopo Pop. A quest'ora si parlerebbe di un gruppo "mitico" e straordinario...un pò come i Beatles.
2007-08-06 14:39:04
Gli ultimi grandi U2.
2007-05-25 16:59:45


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Achtung Baby
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etichetta
etichetta
Island
anno
1991
tracklist
1. Zoo Station
2. Even Better Than The Real Thing
3. One
4. Until The End Of The World
5. Who's Gonna Ride Your Wild Horses
6. So Cruel
7. The Fly
8. Mysterious Ways
9. Tryin' To Throw Your Arms Around The World
10. Ultra Violet (Light My Way)
11. Acrobat
12. Love Is Blindness
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