Zooropa
Siamo nel 1993. I Nirvana hanno già inciso In Utero, il loro canto del cigno, ma il grunge ha ancora tanto da dare, anzi tantissimo: i Pearl Jam non hanno inciso il fortunatissimo Vs e lo storico Vitalogy. Soundgarden e Alice in Chains hanno ancora degli importanti assi nella manica (Superunknown, Jar of flies etc.). Cosa c'entra il Grunge con gli U2? Poco o addirittura niente. Ma l'influenza che il movimento di Seattle esercitò in molte storiche band della decade precedente fu enorme. Ed ecco che chitarre distorte e strutture cobainiane chorus-versus-chorus comparsero in gruppi come i R.E.M. (il loro album Monster è un esempio lampante) e il molte formazioni hard n' heavy che riposero negli insegnamenti di Seattle le loro ultime chance commerciali.
Gli U2 furono una delle poche grandi band anni '80 a rimanere praticamente incontaminati dal Grunge, anzi Bono e compari decisero di andare totalmenete contromano: si diedero all'elettronica.
Se Brian Eno giocò un ruolo fondamentale nella realizzazione dell'ottimo Achtung Baby, ma lasciò alla band un certo libero arbitrio, in questo Zooropa la mano del produttore è pressochè onnisciente. Alla pretesa sbornia elettronica non potè dissociarsi Flood, che collaborò in fortunatissimi album dei Depeche Mode e lasciò un segno indelebile nelle produzioni anni '90 alla corte dei Nine Inch Nails.
Ad aprire l'album ci pensa la title track, con un robotico riff di The Edge in stato di grazia e che da sola può essere considerata una delle più prezione incisioni U2 anni '90. Babyface purtroppo abbassa e non di poco la qualità dell'album: una ballata ruffiana con un ritornello da dimenticare, che ci consegna una band poco ispirata e a corto di idee. Bono cede il microfono al buon The Edge e ne viene fuori Numb, un brano elettronico con un riff di synth che procede lentamente fino alla fine e con una farcitura di chitarre distorte. Numb, pur essendo un ottimo pezzo, mette a nudo tutti i limiti dell'epoca sperimentale degli U2: si ha sempre la sensazione che l'idea, di per sè buona, poteva essere sviluppata meglio, e lascia l'ascoltatore con un certo senso di vuota insoddisfazione.
Lemon è uno dei momenti più alti di questo lavoro del '93: un delizioso brano dance che mette in evidenza tutte le qualità canore del frontman, qualità che sono un pò venute a mancare negli ultimi lavori della band; in particolare quel meraviglioso falsetto in cui la personalità e la maturità del cantante toccano il loro apice. Il resto della band riesce ad esse all'altezza, in particolare Adam Clayton con il suo ipnotico giro di basso. Un riff di chitarra semplice quanto delizioso introduce uno di quei pezzi che ogni band vorrebbe avere: Stay (far away so close), uno dei migliori pezzi di tutta la carriera della band irlandese.
Qui la glacialità elettronica riesce a fondersi meravigliosamente col sentimento e l'emozione. Un testo alienante quanto poetico, chitarre cariche di effetti e una base ritmica che fà il suo dovere con semplicità e grazia. Daddy’s gonna pay for your crashed car è sian dal titolo un omaggio a David Bowie, ma non si colloca sicuramente tra il materiale migliore di Zooropa, a differenza di Some days are better than others, con un basso da epoca d'oro New Wave e una sezione ritmica che per certi versi ricorda i Police degli esordi. The first time, una ballad in cui il piano suonato da Eno si fonde perfettamente con l'interpretazione drammatica di Bono, è una di quelle canzoni che che incarnano l'abc del pop: orecchiabilità e un pizzico di ruffianeria. Dirty day, dedicata al celebre scrittore Charles Bukowsky, stona un pò con il resto dell'album.
L'elettronica si fà da parte e cede il posto ad un riff di chitarra che sostiene il pezzo per tutta la sua durata, chitarra che si distorce al massimo a metà brano. Il pezzo è sostenuto da una base di synth suonata da Eno che sembra piombata direttamente dalla trilogia di Bowie. l'album si chiude con ritmi da far west e la band, avvalendosi della collaborazione di Johnny Cash, mette in luce tutta la sua versatilità il quel primo lustro di anni '90. Questo bizzarro "electro-country" non traccerà sicuramente un segno indelebile nella storia della band irlandese, ma sicuramente si fa apprezzare per la sua originalità.
Zooropa all'indomani dalla sua pubblicazione riuscì a spiazzare parte della critica e tutti quei fans che avevano amato la band per album come The Joshua tree e per le prime incisioni così ricche di dettami New Wave. Alcuni lo descrissero in modo impietoso, come un capitolo da dimenticare, Un errore dal quali bisognava imparare molto e rialzarsi al più presto. Nonostante ciò l'album non abbassò la media delle vendite U2, anzi divenne un best seller grazie a singoli come Numb, ottimo per le discoteche, e Stay (far away so close). La ricerca elettronica culminò nell'album Pop, che forse fu il vero passo falso dei quattro e che convinse la band a fare un passo indietro e a ritrovare quelle sonorità più sobrie e meno pompose che avevano fatto la fortuna di questi immensi musicisti.
Oggi, secondo il tipico metro revisionistico della critica musicale, l'album è stato rivalutato per quello che è: un'avventurosa ricerca sonora eseguita forse senza un'adeguata presa di coscienza. |
icominto
A me questo disco piace,e molto! sara' che e' stato il primo che ho ascoltato degli U2, sara' che all'epoca che usci' erano pochi i dischi che miscellavano elettronica, disco e rock, sta di fatto che lo trovo interessante. Cosa che non si posso dire del successivo POP!
2010-01-11 11:57:11
george
2009-04-26 17:01:44
Klan 70
Per completezza vorrei aggiungere che le sonorità Grunge non furono le sole a caratterizzare i primi '90. Non va dimenticato che non meno rivoluzionaria fu la scena dub - trip - hop che ebbe fulcro in quel di Bristol. Inoltre la scena elettronica era molto più vivace di oggi. E gli U2 prima con Zooropa ed ancor meglio con il successivo Pop vollero affacciarsi in maniera "spinta" su questo genere, ottenendo a parer mio risultati di tutto rispetto. Sono dischi registrati con troppo fretta (le registrazioni di Zooropa avvennero in pochi giorni ritagliati durante il lunghissimo ed indimenticabile tour di Achtung Baby), e con qualche rifinitura in più sarebbero potuti rimanere fra i migliori della band. Ed invece restano un pochino sotto la straordinaria media di Bono e compagnia.
2009-03-27 08:51:53
Lobo
2009-03-26 10:19:51
DonJunio
2009-03-11 01:40:18
s.m.a.c.
e infatti ero io che avevo appuntamento con andreoli... comunque penso che apprezzare o disprezzare una canzone non sia da pazzi (anche quelle di gigi d'alessio...oddio, però...), la mia era solo una battuta.
2009-03-10 23:26:45
tramblogy
(lemon insopportabile.imo)
2009-03-10 17:48:27
Dr.Paul
2009-03-10 14:37:59
Gulliver
2009-03-10 14:27:56
s.m.a.c.
2009-03-10 13:16:54
stokerilla
sto sito ormai è da psichiatria dopo crepet pure andreoli basaglia ha fatto i suoi danni ahahah questo è l'ultimo disco degli u2 che ho comprato, usato, e non è malvagio e la glammata lemon è parodistica e ironica al punto giusto con il gruppo che prende le distanze da certe pompe ideologiche del passato ricordo ancora che zooropa sparata in piazza san marco a venezia con diffusori stratosferici faceva davvero la sua porca stereo figura voto 7 discreto
2009-03-10 10:10:01
s.m.a.c.
2009-03-10 07:32:22
Gulliver
"lemon" è veramente una cosa oscena, il resto del'album ha alcuni ottimi momenti, in particolare lo spiazzante pezzo con cash....complessivamente un disco che si fa ascoltare senza problemi.
2009-03-10 03:09:51
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