A Brillantina & Pinups - Live Report

Brillantina & Pinups - Live Report

Roma rockin’ riot @ Mads - Roma - 14/02/09

Premetto che in questo articolo parle di rockabilly, di band e cover band rockabilly da neofita e a mio personale parere gruppi, che propongono in linea di massima canzoni di oltre 50 anni fa, non possono essere associati alle solite cover band accusate di impedire la crescita di gruppi che si sbattono per proporre la propria musica.

Roma rockin’ riot” è una serata a cadenza mensile che si tiene al Mads, che ospita e ospiterà band e cover band ispirate al 1950's & 60's Rockabilly, Rock'n'Roll Boogie, Surf, Country, etc, un segno che il fenomeno del “rockabilly revival” cresce, sia in fatto di numeri che qualità delle proposte. La serata inaugurale della rassegna - il 14 febbraio – prevede sul palco i Capone Bros, Miss Lady Flo e Greg (di Greg e Lillo).

Arrivo al Mads sul presto, così ho modo di vedere il locale gradualmente riempirsi di gente, in parecchi sono filologicamente acconciati per l’occasione: giubbotto di pelle e brillantina d’ordinanza per i ragazzi, molte ragazze, invece, sono vestite da pin-up. C’è gente “normale”,“fuori dal giro” - tra cui il sottoscritto - attirata, chissà, dalla presenza di Greg, dal non aver di meglio da fare a San Valentino, o più semplicemente dalla musica.

La musica, quindi. Cominciano i Capone Bros. Presenza scenica notevole, soprattutto del cantante/pianista Tony Capone, non annoiano e coinvolgono il pubblico in cori e balli scatenati -nonostante lo spazio angusto sotto il palco - ma non potrebbe essere altrimenti con un set esplosivo che mescola brani propri e cover in perfetto stile 50’s Rockabilly. Due momenti per tutti: il rifacimento di “Minnie The Moocher” di Cab Calloway, resa poi famosa dai Blues Brothers, con un micidiale riff di chitarra che sostituisce degnamente l’apertura epocale dei fiati nella versione originale e “Real wild child”, originariamente pubblicata su 45 giri nel 1958 da tal Johnny O’Keef e poi riconsegnata alla storia da Iggy Pop, con il nostro Tony Capone scatenato come non mai al piano, posseduto dal sacro spirito di Jerry Lee Lewis.

Apro una parentesi. Penso che sì, suonare oggi il rock’n’roll delle origini ha molto più che un senso. Per alcuni è una vera e propria missione: anche se lo scibile musicale è a portata di click di chiunque, riscoprire e proporre canzoni che sono state seminali per l’evoluzione del rock come lo intendiamo oggi è molto più di una fascinazione, perché fa sempre bene ricordare che se non ci fosse stato Elvis (e tanti altri prima di lui) sarebbe difficile concepire l’esistenza di gruppi come i Radiohead al giorno d’oggi. Parentesi chiusa.

La prima parte del concerto si consuma dopo un’ora circa, poi è la volta della francese Miss Lady Flo, sempre con i Capone Bros. come backing band. Che dire? Lei si presenta sul suo sito web come “glamour showgirl”, in effetti sul palco ci sa stare, e pure bene, tanto che le pose da avanspettacolo chiamano – e ottengono - le grida di ammirazione (e non solo) del pubblico maschile. La musica, però, non entusiasma particolarmente e, anzi, taglierebbe le gambe alla serata se non fosse per altri due momenti: una versione di “Funnel of love” di Wenda Jackson veramente degna di nota e un classico: “Fever”.

Qui la Flo comincia a togliersi i guanti in maniera molto sensuale e da una parte del pubblico comincia a salire il coro “Nuda, nuda!”, il che la irrita non poco. Alla fine della canzone, con molto stile e un italiano quasi impeccabile commenta “Io voglio molto bene a Roma ma non penso che Roma voglia molto bene a me…vestita”. Applausi a Miss Lady Flo e pollice verso per questi poveri scemi che magari anche per colpa del sindaco non sanno più come sfogarsi e non sanno distinguere un burlesque da uno strip-tease, anche se nella serata non era previsto nessuno show del genere.

…e alla fine arriva Greg, ancora coi Capone Bros. a fare da backing band (alla fine i veri eroi della serata dopo aver suonato quasi ininterrottamente per quasi tre ore!), ma durante il cambio palco ne approfitto per uscire da locale e prendere un po’ d’aria. Rientro dopo dieci minuti e Greg sta già suonando una canzone che riconosco subito come “Roll over beethoveen” dei Sonics. Allora si riparte alla grande, penso, ma sarà il caldo, sarà che la band comincia ad accusare la stanchezza, il concerto fatica a decollare di nuovo e anche se l’impatto live torna a tratti al livello iniziale, le lunghe pause tra una canzone e l’altra non aiutano. Vado via, allora.

Con la soddisfazione di aver improvvisato una bella serata. Come trovare 10.000 lire nella tasca di una giacca dimenticata….e preparandomi per il prossimo appuntamento, magari cercando di trovare un flacone di brillantina Linetti per calarmi di più nella parte.

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