A Immagini e suoni dall'orrore - CONFRONTATIONAL

Immagini e suoni dall'orrore - CONFRONTATIONAL

Per cercare di fare chiarezza sulla misteriosa doppia uscita recente a nome CONFRONTATIONAL abbiamo dovuto scavare negli incubi e nell'oscurità. Poi, improvvisamente, abbiamo visto la luce in quel di Tuvixeddu, a Cagliari, dove Massimo Usai risiede, suona e registra la sua musica. Lui si è dimostrato subito loquace e disponibile. Io ho attaccato prontamente con una battuta simpaticissima. Nonostante questo, l'orrore sembra ancora lontano.

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- Ciao Massimo. Visti i nostri cognomi, potremmo fare l'intervista in sardo! 

Ma dai! Non avevo intuito una correlazione diretta! I tuoi sono di queste parti?

- Sì, tutti e due. Metà della mia famiglia è in Sardegna. Tu sei di Cagliari città?

Wow, bella coincidenza. Sì sono proprio di Cagliari città, nel quartiere Tuvixeddu

- Com'è fare musica lì?

Tosta. Assolutamente tostissima. E' anche vero che questo comporta il doversi adeguare. In un certo senso è una incredibile palestra

- Però hai lo studio nella necropoli di Tuvixeddu, e questo spiega molte cose.

Assolutamente si, proprio sulla necropoli (ride, nda)

- E' da lì che hai preso l'"ispirazione principale"? Esiste un genere di riferimento? O sei solo un metallaro pentito?

Non sono affatto un metallaro pentito, anzi... musicalmente incrociare la via di certo metal è stato fondamentale per il mio sviluppo. Particolarmente i Sadus, che ho scoperto a 18 anni, mi hanno letteralmente parlato ed esibito una "visione della miseria" ("A vision of misery", disco dei Sadus del 1992, nda) che mi ha fatto sentire improvvisamente meno solo, anzi mi ha fatto capire che lì fuori qualcuno la pensava proprio come me. Darren Travis (voce e chitarra del gruppo Californiano, nda) per me è stato un vero e proprio mentore. E non è stato l'unico nel genere: c'è Tommy Victor dei Prong, un altro gruppo per me molto importante... c'è Max Cavalera dei Sepultura

Tre nomi da niente. Ma hai suonato in band metal in passato?

Sì, tra i 18 e i 22 anni ero molto attivo in quell'ambito. Purtroppo non ho mai avuto la fortuna di suonare con persone che avessero le mie stesse ambizioni in quel campo, e dopo un paio di demo ho cambiato approccio. Tornando alla tua domanda, non ho un genere esclusivo di riferimento, i miei orizzonti di ascolto sono piuttosto vasti, ci sono connessioni in tutto quello che prediligo. Non è un caso che Darren sia un enorme fan dei Sepultura, con cui sono stati a lungo in tour (il famoso SOS bill della Roadracer records, Sadus/Obituary/Sepultura), e che Max abbia voluto collaborare Tommy nei Soulfly. Ho avuto la fortuna di stringere un rapporto di amicizia molto profondo con Darren e l'incontro coi Sadus è stato fondamentale per me. Anche conoscere e discutere con Tommy Victor è stato strumentale per farmi arrivare alla concezione di CONFRONTATIONAL. Devo ammettere però che non sarei mai arrivato al metal senza passare per la mia enorme passione per il cinema, nello specifico per i lavori di George A. Romero e John Carpenter, e non sarei arrivato ai lavori di Romero e Carpenter senza aver scoperto Stephen King, a 14 anni.

- Vai avanti

E non sarei arrivato a King senza passare per Dylan Dog. Ma l'origine di tutto - inspiegabilmente o meno, è Michael Jackson. Il video di "Thriller", che ho visto quando ero davvero molto piccolo, mi ha segnato molto profondamente. "Dangerous" è il primo disco che io abbia mai avuto. Avevo 9 anni e mi ha aperto un mondo. E' il disco al quale posso tornare sempre, in qualsiasi stato d'animo, ed avrà sempre qualcosa da dirmi.

- Ecco, se tiri fuori Michael Jackson con me sei fregato. Il primo disco che io abbia mai avuto è "Bad". L'immaginario "orrorifico" è sempre stato presente nel Michael Jackson adulto. E la chiave di lettura è la stessa del metal, degli Iron Maiden per dire. E' un richiamo infantile al fantasy, ai mostri che popolano i sogni dei bambini. Il video di Thriller e Eddie (il mostro che anima i concerti e le copertine degli Iron Maiden) si rivolgono allo stesso immaginario.

Sono completamente d'accordo con te!

- Questa cosa la trovo molto interessante: il metal come punto di arrivo. Spesso è un punto di partenza.

E' stato un punto di arrivo e di svolta: fino ai 17 anni non avevo mai suonato davvero uno strumento, ed il metal mi ha portato alla scoperta della chitarra. Da piccolo avevo una Bontempi regalatami dai miei per suonarci a scuola, ma non ci facevo altro che non fosse vaneggiare sui suoni. Soprattutto gli organi, ero fissato con quel timbro. Incidentalmente, è la stessa Bontempi che ho deciso di usare nella fase "internazionale" del mio vecchio gruppo, i Recs of the Flesh. Il Michael Jackson adulto era molto consapevole della potenza dell'horror come metodo per esorcizzare paure e attrarre folle. Non e' un caso che abbia lavorato con John Landis a più riprese nella sua carriera, e non e' un caso che Stephen King abbia firmato lo script di "Ghosts", uscito nel '97. La vita di Michael Jackson e' fottutamente scura. Rimane per me un punto di riferimento totale, una ispirazione costante. Sono un enorme fan anche di Bruce Swedien, il suo tecnico del suono. E' stato per questa fissazione verso l'universo sonoro come luogo da esplorare che ho finito per studiare ingegneria del suono, qui a Cagliari presso una scuola professionale, la NAMM.

- Michael Jackson era grande fan di Stephen King perchè negli anni '80 scriveva horror per adolescenti. Libri incredibili che ho divorato. E Jackson non è mai diventato adulto. Da lì al metal il salto è breve: Alice Cooper, i Kiss, Ozzy Osbourne, "Morte a 33 giri". Ma soprattutto Goblin e Carpenter per te, immagino

Già, Michael Jackson non è mai diventato adulto - una cosa che ha finito per ucciderlo. Una storia molto triste. Circa King, ho la sua bibliografia intera, e da quando mi è stato regalato "L'ombra dello Scorpione" per il mio 14esimo compleanno non mi sono più guardato le spalle. Uno scrittore che non ha mai smesso di crescere. Il suo recente "Joyland" e' tra le cose più belle che abbia mai fatto. Alice Cooper è stato centrale anche per me - lui che dell'horror rock ha fatto un vero e proprio credo, uno fra i primi a concepire la commistione di atmosfere da grand guignol e chitarre distorte, unite a dei testi sempre intelligenti e mai banali. La colonna sonora di "Profondo Rosso" ovviamente mi ha affascinato e avvinto, ma devo ammettere che è stato John Carpenter a lasciarmi completamente a bocca aperta

- Io i Goblin li sento molto in "Kingdom of Night". E mi piace l'uso della cassa in quattro. E' un disco molto più oscuro di "A dance of Shadows"

Non sei il primo a dirmi dei Goblin. Devo essere onesto, non mi sono mai addentrato nella loro discografia oltre la colonna sonora di "Profondo Rosso", per cui non posso dire di essere esplicitamente influenzato da loro. Ma certo quella colonna sonora mi ha fortemente impressionato durante l'adolescenza. E' un gruppo che sto aspettando di esplorare.

Ma tanto tutti quelli che ti citano i Goblin pensano a Profondo Rosso. In realtà il riferimento è proprio Claudio Simonetti e il suo "suono" alle tastiere.

Ecco, difatti in questo ci trovo assolutamente assonanza. Credo che anche Claudio Simonetti sia stato affascinato dagli organi. E' uno dei tastieristi preferiti di Cody Carpenter tra l'altro. Restando in Italia, Fabio Frizzi con la colonna sonora de "La città dei morti viventi" e Walter Rizzati con "Quella villa accanto al cimitero" li sento molto vicini, oltre ovviamente a Mr. Ugo Laurenti, che ha realizzato la colonna sonora del cult di Pupi Avati, "Voci Notturne". Ci tengo a ribadire che Simonetti e' clamoroso, spero di avere l'occasione di vederlo presto dal vivo.

- In alcuni film c'era l'incontro tra il metal e queste sonorità "prog": Simonetti  e i Motorhead in "Phenomena"; oppure tutta la Colonna Sonora di "Demoni"

Ho visto "Demoni" quando ero piuttosto piccolo, e mi aveva colpito molto questo incontro. La cosa curiosa di crescere in Italia è che l'horror è talmente parte integrante della cultura che ad un certo punto e' una cosa che hai sotto la pelle. Per esempio: "Zanna Bianca".

Cose che oggi non farebbero neanche vedere.

Esatto! Un film diretto da Fulci, con tutto quello che comporta, finito comunque ad essere visto da bimbi! Fulci è per me un'altra grande ispirazione senza dubbio in "Kingdom of Night" c'è più Italia in questo senso.

- Come se da Carpenter e King fossimo passati a Fulci e Simonetti?

Credo che anche in "A dance of shadows" il Frizzi di "La città dei morti viventi" fosse bello presente, ma durante quelle sessioni c'era molta epicità cinematografica statunitense.. appunto Carpenter, ma anche William Friedkin, Michael Mann e George Romero. Durante le sessioni per "Kingdom of Night" invece ho approfondito l'Italia, appunto Fulci... ho rivisto "Voci notturne" dopo averlo beccato per la prima volta nel 2008, poi ho approfondito l'origine di "Voci notturne" con "Il segno del comando", un'altra serie occulta Italiana. Ed il tutto e' stato unito ad un ascolto attento di quello che mi succedeva intorno - non solo nel resto del mondo, ma anche nelle immediate vicinanze. Le colline di Tuvixeddu sono decisamente protagonisti in questo disco. Pupi Avati è un'altra figura importante: "La casa delle finestre che ridono" ovviamente, ma anche e soprattutto "Zeder", le cui tematiche vengono approfondite in "Voci Notturne". Si sono creati collegamenti importanti, e mi sono apparsi chiari durante la stesura del nuovo disco

- Stai tirando fuori musica dalle immagini, come avviene il processo? E' consapevole o solo induttivo?

E' tutto molto spontaneo. Non c'è un processo preciso, l'unica cosa che faccio davvero è restare in ascolto e pronto a far fluire quello che percepisco. E' come se queste canzoni, in più di un senso, si siano scritte da sole

- Immerso tra le colline di Tuvixeddu, dicevi. Altro elemento non da poco. Molti credono che la Sardegna sia una specie di Ibiza: sole, mare e culi. Invece è un posto pieno di malinconia, di segreti e di mistero. Penso ai Mamuthones, ai Nuraghi, a certe tradizioni "magiche".

Esatto. Malinconia, segreti e mistero, hai riassunto con molta efficacia. E' molto strano per me discutere della Sardegna e della mia città, Cagliari. Qui il sole brilla e uccide, la notte è pervasiva e immersa nel silenzio. E' un posto in cui per me la solitudine è una presenza tangibile, crescere qui è stata una strana esperienza. C'è un forte antagonismo a tutto ciò che è nuovo o non imposto dall'alto, o comunque dal trend setter di turno. Alcune delle persone a me più care, che col tempo hanno lasciato l'isola, ne serbano un ricordo a tinte davvero fosche. Non li biasimo affatto, ma resto innamorato di questa città, e dopo tante vicissitudini ho capito che vissuta nel modo giusto è una palestra esistenziale. Credo sia un posto che Paul Auster comprenderebbe appieno, è un luogo che esige il suo tributo, e bisogna essere in grado di porgerlo nelle dovute maniere. In questo senso, sia "A dance of Shadows" che "Kingdom of Night" sono il mio personalissimo tributo a questo luogo di ombre e segreti. In uno strano parallelo, sia Tommy Victor che Cody Carpenter mi hanno parlato in maniera simile di Los Angeles. E' stato molto surreale fare incontrare le due location, così distanti nella pratica ma forse non troppo nella teoria, nel video di "To live and die on the air", ci ho ripensato molto riguardando "L'Aldilà" di Lucio Fulci. Un momento Artaudiano forse. Di quel film Fulci disse: «Il messaggio che cercavo di comunicare è che la nostra vita è un terribile incubo e che l'unica via di fuga è nascondersi in questo mondo fuori dal tempo. Alla fine del film i protagonisti hanno questi occhi privi di vista e c'è questo deserto senza luce, senza ombre, senza vento... il nulla assoluto. Credo di essermi avvicinato a ciò che gran parte della gente pensa dell'aldilà». E' una teoria che tutti coloro che si sono misurati con l'horror hanno messo in pratica, da Sclavi a Carpenter a Romero a King passando per Friedkin: l'orrore come luogo in cui rifugiarsi, in qualche maniera lo sento molto vicino a quello che faccio anche io.

- L'horror come evasione fantastica. Dylan Dog fuggiva da un senso di inadeguatezza. E anche certi personaggi di King, penso alla bambina de "L'Incendiaria"

Si fugge da ciò che non si conosce, e come diceva Lovecraft, non vi e' paura più grande di quella dell'ignoto.

- Prima hai citato Tommy Victor

E' stata una figura veramente centrale per darmi lo slancio iniziale a prendermi una volta per tutte le mie responsabilità per intero. E' stato lui a indicarmi la via, dandomi dei preziosissimi suggerimenti. "Rude Awakening" e' stato un disco che mi ha definito, il basso di Paul Raven unito alle percussioni marziali di Ted Parsons mi hanno scolpito un approccio ritmico nel sangue, e l'attitudine davvero CONFRONTATIONAL di Tommy mi hanno segnato molto profondamente. Lunga vita ai Prong!

- Altra domanda: scrivi musica "da cinema". Cosa ne pensi del ritorno della library music e dell'ampio ripescaggio delle colonne sonore del passato?

Al momento è in atto un gran revival, un tornado vero e proprio di ristampe su vinile una dietro l'altra, con grande attenzione verso il cinema di genere. E' ovviamente una attenzione che mi esalta! Pensare che John Carpenter, con un disco realizzato insieme al figlio ed al figlioccio in casa, sia andato per una settimana al numero uno della classifica EDM di Billboard ...è come un sogno ad occhi aperti. C'è una sensazione incombente di grossi cambiamenti, e lo voglio interpretare come un segnale molto positivo. Pensare che Carpenter sia in tour e stia facendo il sold out dappertutto, così come pensare a Frizzi che porta in giro per i teatri degli USA le colonne sonore di Fulci. Per me è davvero molto bello sapere che c'è un pubblico attento ed interessato a tutto questo.

- Con l'Italia grande protagonista. Piero Umiliani, Piero Piccioni, Alessandro Alessandroni, Franco Micalizzi stanno vivendo una seconda giovinezza. Lo stesso Morricone ha una sfilza di titoli horror pazzeschi.

Già, ed ha vinto l'Oscar per un film le cui musiche sono state "ripescate" dalla colonna sonora di "The Thing" di John Carpenter

- Il famoso scarto di produzione. Tarantino ha avuto un ruolo in questo revival, sia musicale che cinematografico

Già, è uno che la sa a dir poco lunga: dai restauri delle pellicole di Fulci, ad uno spiccatissimo senso per la controversia. Ha riportato molta Italia negli schermi di tutto il mondo. Impossibile non stimarlo!

- Veniamo a "Kingdom of Night". L'ho ascoltato tutto il giorno ieri, a volumi vergognosi.

E come è andata?

- E' andata che tremavano le colonne portanti del condominio e il mio cagnolino ululava come Zanna Bianca

Dannazione... e questo è bene?

- Direi. In genere il condominio dorme e il cane pure. Quanto metal classico c'è in "Stand Your Ground"? Sembra un pezzo dei Judas Priest rifatto dai Cure.

Assolutamente centrato in pieno! KK Downing nel cuore! Tanto quanto i The Cars del compianto Benjamin Orr...

- Chi è Tony Kim?

Tony Kim e' il chitarrista nonché metà del duo Dance with the dead, il primo gruppo synthwave che ho scoperto verso la fine del 2014. Non hanno il supporto di una etichetta e non sono sotto contratto con nessuno, ma in maniera completamente indipendente nel giro di pochi anni sono diventati uno dei gruppi di riferimento del genere. Il loro uso upfront delle chitarre mi ha spinto a non avere remore nel fare quello che preferivo nella mia musica, ed avere il solo di Tony su "Stand your ground" è molto significativo per me. Inoltre abbiamo recentemente condiviso il palco al Synthzilla Festival e conoscere Tony e Justin di persona è stato veramente emozionante: mi hanno rivelato che al momento stanno lavorando ad un ep di 4 brani insieme a Cody Carpenter, questo ulteriore intreccio connettivo mi riempie di orgoglio.

- Invece "Keep Faith" sembra un pezzo pop degli anni '80. Pop come lo potevano intendere i Depeche Mode, per dire. Qui qualcosa di Hélène devi raccontarmi....

Pop tra Michael Jackson e Depeche Mode, senza dubbio... il brano l'ho scritto nel Dicembre 2015, successivamente al primo Synthzilla Festival a Lione, e al 13 Novembre parigino. L'intero album è stato pesantemente influenzato da quell'avvenimento. "Keep Faith" è stata una reazione spontanea a tutto il buio che stavo vivendo in quel periodo, un buio che è proseguito per gran parte del 2016. Hélène de Thoury è la mastermind dietro Hante, un progetto darkwave francese straordinario, che ho conosciuto perchè alla fine dell'anno il suo disco "This fog that never ends" era al top della classifica darkwave insieme al mio primo LP. Ho ascoltato il suo lavoro con molta curiosità e sono rimasto sbalordito da quanta attinenza ho rilevato nelle tematiche che entrambi trattiamo, e nei modi di farlo. La canzone era già pronta quando ho deciso di contattarla e chiederle questa collaborazione, lei si è rivelata entusiasta del brano e dell'idea, e ha accettato subito. Spero che avremo modo di suonare insieme in Europa, un tour Hante + Confrontational, sarebbe bellissimo.

- Quindi una "scena" c'è? Darkwave, possiamo chiamarla così o rischiamo di fare confusione?

C'è la scena synthwave/retrowave, che è quella che finora mi sta supportando tantissimo, ed è una scena molto particolare poichè non ancorata ad una zona geografica di riferimento, ma vive online. Il sito principale di riferimento è newretrowave.com - in particolare il loro canale su Youtube, che è un pò l'apripista per chi si affaccia a questo mondo nuovo, fatto di producer orgogliosamente indipendenti che pian piano stanno letteralmente conquistando il mondo. La scena darkwave europea è sempre stata viva e vegeta, ma comunque fermamente legata a località ben precise - Germania, Belgio, appunto Francia. La synthwave moderna nasce in un contesto legato alla nostalgia, e frequentato da persone che non hanno in maggior parte vissuto gli anni '80. E' un' audience giovane, eterogenea e molto attenta, molto attiva sui forum. C'è un senso di partecipazione molto esteso, tutti conoscono tutti e devo ammettere che scoprire questo mondo mi ha lasciato sbalordito. I numeri su Bandcamp non lasciano spazio a fraintendimenti... chi dice che la musica non vende più dovrebbe farsi un giro nelle pagine profilo di Carpenter brutDance with the dead o Perturbator. Anche i numeri sul canale Youtube di newretrowave.com sono incredibili. Devo anche ammettere che sapere di avere tutte queste orecchie puntate addosso dopo l'uscita di "A Dance of Shadows" è stato un grande incentivo a fare di tutto per sviluppare il mio percorso nel migliore dei modi.

Poi c'è Ugo Laurenti...

Ho scoperto "Voci Notturne" nel 2008 circa, me lo aveva fatto conoscere un mio carissimo amico, una persona che negli anni è stata veramente fondamentale per lo sviluppo di CONFRONTATIONAL. Quella colonna sonora mi aveva colpito tantissimo e durante le sessioni per "Kingdom of Night" ho deciso di riguardare per l'ennesima volta tutta la serie, riscoprendo una grande attinenza con quello a cui stavo lavorando. Le atmosfere di Avati sono molto vicine al mood in cui ho vissuto queste ultime registrazioni. Ho preso il coraggio a due mani ed ho contattato Mr. Laurenti, l'autore di quella colonna sonora così cupa e delicata allo stesso tempo. Lui si è rivelato subito molto disponibile. E' davvero un enorme onore per me averlo ai synth su "Midnight Wings". E' stato un momento di sincronia assoluta.

- Ed è anche un "brano da soundtrack" spaventoso, nel senso letterale del termine.

Assolutamente sì. Peraltro Ugo è il fratello di Fabrizio, il regista della serie, e insieme hanno fatto molte altre cose davvero valide, fra cui un cattivissimo documentario intitolato "Il Corpo del Duce", sul rapporto che il popolo italiano ha avuto con Mussolini

- Com'è il figlio di John Carpenter? E con la musica si campa, se non sei il figlio di John Carpenter?

Cody Carpenter, in pochissime parole, è un vero gentiluomo, una persona incredibilmente generosa ed un musicista virtuoso all'inverosimile, probabilmente la persona musicalmente più preparata con cui abbia mai avuto occasione di suonare. Ho la fortuna incredibile di poterlo chiamare un vero amico, nel senso più autentico del termine, la mia stima per lui e' enorme. Il suo apporto è stato decisivo nel rendere CONFRONTATIONAL multidimensionale - lui è stato infatti il primo a voler collaborare insieme a me su "A dance of Shadows", e questa sua scelta mi ha dato il coraggio per poter successivamente coinvolgere gli altri ospiti - una cosa che in qualche maniera ha caratterizzato il mio lavoro e dato un senso al "confronto" per come voglio intenderlo io. Per rispondertti, voglio ribaltare la tua ultima domanda: senza musica, si campa?

- E io che ne so? Non ho mai vissuto senza!

In realtà sono io che non la voglio vedere in una ottica di economia, perchè credo che far quadrare i conti in questo ambito sia plausibile solo ad un certo livello, e John Carpenter quel livello lo ha raggiunto oltre i 70 anni! Assurdo no? Ma anche un po' poetico nella sua giustizia: lui che è nato nella musica e ha trovato la passione nel cinema, è finito a trovare un successo enorme facendo musica. Io nel mio piccolo faccio di tutto per fare al meglio quello che sto proponendo, e ambisco un giorno a poterci vivere. E' una strada costellata di sacrifici enormi, ma porta verso l'attuazione della propria unicità come modus vivendi. Bisogna rimanere attenti, in ascolto, e stare pronti. Certo la Sardegna e l'Italia in questo senso non offrono grandi sbocchi ma il mondo è grande e chissà dove saremo fra un anno, o se dopo le presidenziali USA avremo ancora da porci questo problema.

- A proposito. Pensi che il web, e le opportunità date da siti come Bandcamp o Soundcloud, abbiano davvero "livellato" le opportunità? Il sogno di MySpace si è avverato?

Myspace mi manca! Era una gran figata ed infinitamente più semplice di quel gran casino che è Facebook. Alla fine le opportunità vere si creano spargendo musica e sì, Bandcamp e Soundcloud in questo senso aiutano molto. Bandcamp in certi aspetti è una sorta di erede spirituale di Myspace - una community attraverso la quale ascoltatori attenti possono scoprire, con un po' di pazienza e molta curiosità, universi paralleli che si estendono per anni luce. Soundcloud ultimamente rema contro l'aspetto interattivo, da poco hanno tranciato i gruppi che erano una ottima maniera per scovare cose nuove partendo da un genere specifico. Un vero peccato per loro... la gente andrà da altre parti.

Dicevi delle presidenziali USA. Qual è il tuo sentore?

Se devo essere completamente onesto, ho molta paura. Spero di sbagliarmi, ma vedo segnali pesanti in questa generale ascesa della destra a livello globale... vedo moltissimi paralleli fra come si è mosso Berlusconi qui da noi e come si sta muovendo Trump da quelle parti. E sappiamo bene come è finita qui da noi. Ho sperato fino all'ultimo che Bernie Sanders arrivasse alla nomination, credo fosse l'unico in grado di sbaragliare il populismo e le bugie di un multimiliardario razzista e sessista la cui ignoranza continua a sbalordirmi di giorno in giorno. They live, we sleep diceva qualcuno... il fatto è che sempre meno persone hanno voglia di inforcare gli occhiali, è molto più semplice farsi cullare dalla propaganda. Mi sovviene spesso "La zona morta" di King, e quella magistrale interpretazione di Martin Sheen e Chris Walken diretta da Cronenberg. Spero vivamente di sbagliarmi.

Lo vedete ora, l'orrore?

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