A Jackson Browne - Live Report

Jackson Browne - Live Report

Arriva in Italia finalmente anche in versione elettrica, dopo il tour acustico dell'anno passato, uno dei grandi nomi della canzone americana degli anni '70, Jackson Browne, in un Teatro Ciak completamente esaurito. Torna con una band di livello, con cui presenta brani del nuovo cd “Time the Conqueror” e vecchi cavalli di battaglia rivisitati con classe.

Una band non di soli comprimari del leader, ma veri protagonisti della serata, a cominciare da Mark Goldenberg che subito al primo brano dà sfoggio delle sue capacità alla chitarra elettrica. Segue la reggaeggiante “Everywhere I Go”. Il primo colpo arriva già con il terzo brano, quando Browne imbraccia l'acustica e parte “Barricades of Heaven”. Ma non sarà l'unico tuffo nel passato della serata.

Coadiuvato dalle splendide voci delle due coriste, che spesso salgono in primo piano, Browne riesce a creare degli impasti vocali perfetti, su cui risalta la sua voce ancora cristallina. Chiusura del primo set con ancora le coriste che si alternano nei versi, strappando applausi a scena aperta, e grande solo di chitarra finale.

Buona la prima parte della serata, ottima la seconda, con Browne che si siede spesso alle tastiere, e con alcuni gioielli come “Before the Deluge”, un vero inno alla potenza della musica (..let the music keep your spirit high...), a cui segue un breve set acustico di tre brani chiuso da “Lives in the balance”, ancora giocata sulle tre voci (Browne e le coriste) che si alternano, e splendidi arpeggi di chitarra acustica.

Sul finale la serata si impenna, con Browne che seduto alle tastiere parte con “The Pretender”, a cui fa seguire “Running on Empty” due dei grandi classici del suo repertorio, accolti da ovazioni, con il pubblico che inizia a lasciare le sedie per accalcarsi sotto il palco e richiedere a gran voce la classica “Stay”.

Pochi minuti di pausa e la band torna sul palco per tre bis imperdibili, veri e propri regali per i fans italiani: prima una “I'm a Patriot” reggata di nove minuti, dove ancora sono protagoniste le voci delle coriste nel lungo finale, e poi il grande rock di “Take It Easy”, in cui a risplendere è la voce cristallina di Jackson Browne. E mentre tutto sembra finire e la band esce dal palco, Browne si siede al piano e parte la tanto attesa “Stay”, in un crescendo lento e coinvolgente: prima entra la chitarra elettrica, poi la batteria, infine i cori e l'hand clapping del pubblico, ormai completamente conquistato da un artista serio e onesto, che non deve più dimostrare niente a nessuno, sempre coerente con se stesso e la propria musica.

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