A Marta Sui Tubi - Live Report

Marta Sui Tubi - Live Report

“Non ho voglia di bere questa birra, dai! Ho mal di testa, è stata una giornata stressante e ha piovuto praticamente sempre…”

Questo è stato lo spirito con il quale sono salito sul tram numero 4, direzione Hiroshima Mon Amour, per assistere al concerto di uno dei grandi gruppi del pop nostrano: i Marta Sui Tubi.

Per fortuna la giornata, cominciata con un cielo plumbeo e decisamente uggioso, si è evoluta con un bel sole di fine pomeriggio, capace di riportare un po’ di buon umore e dare la giusta carica per la serata. Se non fosse per questo mal di testa accidenti…

Ma chissene, è venerdì sera e bisogna svagarsi, al diavolo la testa!

“Fermata Caio Mario, sono sicuro”…La sicurezza del mio fido amico Luca, fedele appassionato della band milanese, si rivela quanto mai inadeguata. Scendiamo ed eccoci nel bel mezzo del vuoto, quasi ai confini della civiltà. Ci accorgiamo di essere sulla strada sbagliata quando finiscono le abitazioni e di esseri umani non sembra esserci neppure l’ombra.

E così, come al solito (visto il mio inesistente senso dell’orientamento) ci troviamo a vagare per desolanti quartieri periferici fatti di casermoni di cemento, pattumiere e campi da calcio.

Però ecco che dopo mezzora di ricerca appare come un’oasi nel deserto l’Hiroshima, capace di rinfrancare le nostre fatiche e proiettarci in quello che sarà senza dubbio un grande concerto.

Ah, tra l’altro il mal di testa è sparito e mi è venuta voglia di una birra.

Insomma, ci sono le premesse per un’ottima serata!

Entriamo nel locale e la gente è ancora poca, i fan più incalliti stanno seduti a ciarlare ai piedi del palco, i più sono al bar a bere oppure stanno ancora vagando alla ricerca del posto…Sta di fatto che dopo un’oretta di attesa ecco che entrano i membri del gruppo. Ivan Paolini si siede tranquillamente alla batteria, Carmelo Pipitone imbraccia la sua chitarra acustica, Paolo Pischedda prende confidenza con le tastiere e Mattia Boschi si arma di un tamarrissimo quanto affascinante violoncello elettrico. Poi arriva lui, Giovanni Gulino, e lo spettacolo comincia trascinando con se un folto pubblico di 400 persone.

La mia curiosità è capire se tutto l’eclettismo ascoltato sugli album ed in particolare le mirabolanti gesta dei cinque nell’ultimo Sushi & Coca sapranno essere riproposte in versione live.

E subito questa mia curiosità trova piena conferma quando i Marta Sui Tubi fanno partire Dio Come Sta?, aperto dalla perfetta tecnica chitarristica di Pipitone. Tutto sembra perfetto, dalla voce impeccabile di Gulino, dai battiti precisi di Paolini, dagli stacchetti di piano che contribuiscono a dare vivacità e leggerezza all’esibizione. Ottimo attacco dunque, ora la voglia di assistere al resto è più forte che mai.

Ed ecco che il duetto Gulino-Pipitone in Arco e Sandali serve da apertura a L’Unica Cosa, pezzo esaltante che io ed i miei amici stavano aspettando…ora si salta! Però il pubblico è freddo. Pochi fan accaniti scuotono la testa e canticchiano i pezzi, molte coppiette stanno immobili mano nella mano, solo Luca, l’amico Gian ed io saltiamo scatenati facendo la figura dei deficienti.

Poco male, l’atmosfera si scalderà, bisogna solo rompere il ghiaccio. No?

La scaletta dell’esibizione è studiata in modo tale da tenere il pubblico vivo alternando continuamente i pezzi più soft a quelli più scatenati. La supremazia data alle canzoni dell’ultimo album è netta, cosa che contribuisce però a far risaltare alcune chicche dai lavori precedenti. E così alla bellissima Cenere, alla stupenda Vecchi Difetti, all’eccelsa Post si alternano i pezzi più recenti dove i contributi del violoncello (notevoli gli effetti applicati allo strumento, in grado di connotare di sonorità stranianti i brani) e l’ammirevole apporto delle tastiere riescono ad aumentare l’enfasi di canzoni come la toccante L’Aria Intorno, La Spesa e Licantropo.

La band riesce quindi non solo a riproporre con estrema precisione le sonorità dell’album, ma anche ad arricchirle incredibilmente, a coinvolgere l’ascolto con prestazioni coinvolgenti ed intense.

Il problema però è che nonostante sia doveroso prestare un ascolto assorto ai pezzi più romantici e pop, è anche vero che due o tre salti durante l’esecuzione di Dominique (quel riffone metal e quegli stacchetti rétro, dai…), oppure della già citata L’Unica Cosa ci starebbero…

Invece il pubblico sembra essere anestetizzato, eccezion fatta per qualche timida invocazione (“facci Via Dante!” grida qualcuno) e qualche applauso particolarmente fragoroso, nonostante il cantante continui a dire che suonare è Torino è sempre una grande emozione, che il pubblico è fantastico e caloroso…Adulatore…

Siamo gli unici sudati (assieme alla band) quando parte, in chiusura di questa ora e mezza di ottima musica, Sushi & Coca, la quale vede un cantante alle prese con la sistematica manipolazione della propria voce per mezzo di distorsioni ed effetti vari. Altra esibizione impeccabile, tirata per le lunghe come richiede una chiusura di concerto, con la giusta dose di rumore e feedback finali.

Tutto splendido insomma, tranne il pubblico.

Ma alla fine mi sono divertito, sono pure riuscito ad arraffare la scaletta dei brani e mi sono scatenato. E al risveglio, il giorno dopo, mi è venuta su di mettere su un disco dei Marta Sui Tubi.

La qual cosa, di solito, è un ottimo segno. Vuol dire che si vuole rientrare a contatto con una serie di canzoni di cui si è visto confermare il valore, di cui si sono scoperte nuove sfumature.

Già, io alcune cose non le avevo ancora colte. Magari gli altri si. Forse è per questo motivo che stavano tutti fermi ad ascoltare…

C Commenti

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Fiori di Marzo alle 13:14 del 17 marzo 2009 ha scritto:

BELLO

Grande concerto, anche perchè sono riuscito ad ubriacarmi con due bicchieri di pastis!!!

Cmq Marta sui Tubi uguale grande performance.