A Porcupine Tree - Anesthetize DVD - Recensione

Porcupine Tree - Anesthetize DVD - Recensione

Porcupine Tree - Anesthetize DVD - KScope Records, 2010

E dopo numerosi rinvii (principalmente dovuti all’accavallarsi dei tanti impegni di Wilson che non sempre lasciano il tempo alle varie release di “respirare” come dovrebbero e certamente a causa dell’uscita del nuovo album dei Porcupine Tree, The Incident), finalmente vede la luce il dvd, summa dei due concerti tenuti a Tilburg, Olanda, il 15 e il 16 Ottobre del 2008. Anche se la sua è comunque una luce oscura come oscura è la musica che trasuda la produzione dei Porcupine Tree a partire dal passaggio in Lava Atlantic e dalla pubblicazione di In Absentia (2002), che da sempre è un po’ lo spartiacque non solo fra le due anime del gruppo, ma anche terreno di diaspora fra i fan.

Va bene i PT avevano già messo in atto un cambiamento con Stupid Dream (1999) e Lightbulb Sun (2000), nei quali l'obiettivo era maggiormente incentrato sulla forma-canzone, ma non c’era stata quella frattura netta e dolorosa con il vecchio materiale, specialmente in contesto live. Più che altro non era ancora definitivamente emersa quella smania aggressiva sottolineata da un drastico cambio del suono delle chitarre, dediderose di roboare e di andarci giù pesante appena possibile e con le tastiere di Richard Barbieri, all'opposto, relegate in retroguardia. Strip The Soul su In Absentia (pieno fra l’altro di ottime composizioni e di almeno un capolavoro abbandonato come Gravity Eyelids) aveva aperto una voragine: non tutti i fan sono stati disposti ad andare al di là di essa. Io compreso. Troppo preso dalle sublimi vette raggiunte proprio in quegli stessi anni dai no-man per essere contemporaneamente innamorato di due universi così distanti, così distinti.

Quindi questa presa di posizione non è stata dettata da una goffa nostalgia del loro passato floydiano. La motivazione andava ricercata dalle alte, eccessivamente alte, aspettative nei confronti dei PT, che avevano indotto ad ipotizzare una strada espressiva ben più personale che non l'andare a rimorchio della folta schiera dei fan metal. Preciso che amo molto il metal, specialmente nelle sue accezioni più sperimentali o almeno “post”. Ma nei PT non assume mai queste caratteristiche "elevate" e spesso risulta un semplice ammiccare, uno strizzare l'occhio.

Ripercorrendo le fasi di una delusione, le speranze sono andate poi del tutto in fumo per il lavoro che forse meno di tutti ha saputo convincere nella loro carriera, ossia quel Deadwing (2005) che ha veramente persuaso chi già aveva voltato loro le spalle a pensare di aver compiuto la scelta giusta: veramente pochi, troppo pochi (l’immensa Start Of Something Beautiful e l’ariosa Glass Harm Shattering sono stelle alla deriva), i momenti di soddisfazione in un lavoro che tra un riffaccio ed un altro, tra un pezzo hard-pop (Halo il cui ritornello sembra tratto dal un potenziale singolo di Robbie Williams) e una smielossisima ballad (vedi Lazarus), non è in grado di trovare un focus. Ma con una band di cui molto si è amato, si può anche tornare a fare pace. Già Fear Of A Blank Planet (2007) è parso più ispirato del suo predecessore, pur senza uscire dall’impeto di apparire chitarristicamente “heavy” appena possibile. Anche nel suo pezzo cardinale (di per sé quasi perfetto), Anesthetize, non si riesce francamente a capire cosa ci azzecchi quella convulsione metal, quel rigurgito di chitarre veementi così fuori luogo, nel pieno del suo cuore. Stesso discorso per quella Sleep Together così densamente NineInchNailsiana e così magniloquentemente, pomposamente metallara nel finale. O anche per quel piccolo masterpiece che poteva esser Way Out Of Here, invece rimasta relegata in un limbo emozionale, indecisa fra le due nature che le danno vita (quella delicata e malinconica e quella gridata e massiccia).

Nella tournée che ne è seguita, i PT hanno saputo trovare un nuovo modo di rapportarsi con il nuovo materiale (non solo eseguito integralmente, ma anche affiancato da un ulteriore corpus di inediti tratti dal di poco successivo EP Nil Recurring), facendo leva su una piena affinità di gruppo, ormai anche molto rodato sotto il punto di vista tecnico (strumentale e visuale). Gavin Harrison, dopo un esordio non del tutto convincente nella formazione, riveste ormai un ruolo fondamentale, al quale si deve chinare l’ego straripante di Wilson, che in passato lo aveva visto in conflitto proprio con il precedente batterista Chris Maitland. Quantomai opportuno, dunque, scegliere di documentare questo stato di grazia, ben lontano dall’essere celebrativo del passato. Ripeto che per chi li ha lasciati al live Coma Divine (1997), questa è decisamente un’altra band e non inganni la presenza di un classici come Dark Matter (per il sottoscritto il brano più amato in assoluto nella lunga discografia dei PT), Sleep Of No Dreaming o Sever tutti tratti da Signify (1996). Visivamente la regia del DVD non è quel passo avanti che Lasse Hoile (il sopravvalutato mentore grafico della nuova era dei PT) voleva farci intendere, specialmente rispetto al precedente DVD Live Arriving Somewhere (2006).

Anche se un tantino più fluido, Anesthetize risulta sostanzialmente ancorato all’idea di rendere omaggio alla band (ed in primis a Steven Wilson), attraverso un buon montaggio, ma senza giocare con i contrasti di luce, senza rapportarsi alle zone d’ombra o con quelle prospettive di variazione di filtri che a mio avviso hanno reso, ad esempio, Live (2007) dei R.E.M. o il recentissimo Burning dei Mogwai, esperienze uniche di visione e veri e propri “film” di concerti. Dei nove operatori di ripresa, non tutti poi sembrano avere lo stesso skill professionale. E si vede. Diciamoci la verità, registrare uno show è sempre una esperienza difficile perché implicitamente insinua l’idea di donare al “telespettatore” un posto speciale ad un concerto al quale, quasi certamente, non è neppure stato. Ecco se si partisse con il superamento di questo cliché e si iniziasse a rendere la visione magari anche meno agevole, più disturbata, lavorando di più sulla sceneggiatura (perché no, proprio la sceneggiatura) e sugli interstizi, sugli spazi che dividono pubblico e musicisti, certamente si individuerebbero degli indizi in grado di generare nuovi angoli, nuovi stimoli, nuove modalità nel “racconto” di un concerto.

Dal punto di vista audio invece, si rasenta davvero la perfezione. E sicuramente su questo aspetto Steven Wilson non si affida a nessuno se non a sé stesso. Il suono è cristallino e perfettamente bilanciato, in grado di esaltare tutte le sfumature: basta ascoltare con attenzione un brano di chiara ispirazione no-man come Half-Light (tratto dal singolo di Lazarus... sigh!), delicatissimo ed etereo, per comprendere quali sono i livelli di registrazione raggiunti. La scaletta è soddisfacente, poco propensa, come già detto, a indugiare sul passato (fanno eccezione i brani da Signify), e decisamente rappresentativa della tournèe del 2008 ma anche del loro presente (nei live 2009/2010 il primo CD di The Incident viene eseguito nella sua interezza insieme a qualche estratto dal secondo CD, con pochi altri brani vecchi).

Insomma indietro non si torna: troppi i fan “nati” dopo la diaspora che sentono più propria una Halo che non una Stars Die (al concerto di Roma dello scorso Novembre a cantarla a squarciagola eravamo veramente quattro gatti rispetto a quanti sono andati in tripudio per una Trains). Anesthetize, resta un comunque un documento unico di una band, coerente con le scelte fatte, che si riconosce pienamente nel suo presente, godendosi ogni attimo di questo loro essere “indipendenti” dalle glorie passate. Una fotografia senza ritocchi di un modo di concepire la musica che ha fatto proseliti. E anche scuola.

 

Myspace: www.myspace.com/porcupinetree

Sito ufficiale: www.porcupinetree.com/

Etichetta: www.kscopemusic.com/

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swansong alle 15:23 del 11 novembre 2010 ha scritto:

Wow!

Questa (imperdonabile, per un fan dei PT!) mi era sfuggita...anzitutto tantissimi complimenti caro Stefano: le tue recensioni mi aggradano non poco devo dire! Per quanto riguarda il lavoro in questione ed il commento finale sono sotanzialmente d'accordo con te. Anzi, per inciso, ti facci anche un ulteriore plauso per non esserti avventurato in un'inutile descrizione track by track. All'inizio pensavo fosse un'inutile riproposta (DVD live) del tour di FoaBP, appena dopo quella precedente e validissima del tour di Deadwing. In realtà alcune differenze stilistiche ci sono, soprattutto dal punto di vista visivo credo (la qualità sonora non si discute!): ho apprezzato, infatti, la scelta, differente rispetto al precedente dvd, di registare il concerto eliminando tutti quei "fronzoli" e ritocchi da studio (che pure ci saranno stati e) che fanno sembrare Arriving un filino più "poser". Avendo vissuto entrambe le esperienze live durante i rispettivi tour, mi pare che in questo dvd sia meglio catturata l'essenza del concerto...Ad ogni buon conto i PT, pur avendo raggiunto un successo considerevole rispetto a quando ho cominciato a seguirli (dai tempi del mitico Sky Moves Sideways - ancora adesso, per me, il "loro" studio album migliore), non hanno ancora, ed è un peccato, la ribalta che meriterebbero..Magari le ultime svolte stilistiche, la loro deriva "metal" non piacerà ai fan più vecchiotti, ma, in tutta sincerità, credo meritino tutto il rispetto possibile (anche se SW è diventato un pò troppo "cagacazzo": una volta si fermava a fare foto e firmare autografi ai concerti, adesso sparisce alla velocità della luce manco fosse Gilmore..)

skyreader, autore, alle 15:46 del 11 novembre 2010 ha scritto:

Chissà se saresti d'accordo anche sulla mia "sofferta" rece del DVD di Wilson, "Insurgentes - The Movie"... ;o)

swansong alle 17:29 del 12 novembre 2010 ha scritto:

RE: Insurgentes..

Caro Stefano, la tua rece su insurgentes DVD l'ho letta in effetti (ottima come al solito) ma mi sono astenuto dal commentare perchè ancora non ho visto il lavoro...non stento, tuttavia, a credere che tutte le tue osservazioni e, soprattutto, le critiche a SW abbiano un fondo di condivisibile verità. Come già accennavo in coda al mio precedente commento, il nostro è da un pò di tempo che dà inequivocabili segnali da arrogante primadonna spocchiosa..ma sai, dal momento che non deve diventare mio amico..

Utente non più registrato alle 12:52 del 17 settembre 2012 ha scritto:

Semplicemente i migliori...