A Sanremo 2012

Sanremo 2012

Il Festival non pervenuto

- In linea con i tempi, il primo “non pervenuto” è il voto popolare. Guasto tecnico, eliminazioni rimandate a domani, giuria demoscopica senza potere. Alla fine i giurati si indignano, strappano i fogli e strepitano. E hanno ragione, uno ci mette una vita ad acquisire la prestigiosa qualifica di "abituale ascoltatore di musica" (cit. Morandi) e poi non gli fanno esprimere le proprie sudate competenze.

- Il secondo non pervenuto è lo scontrino fiscale. La Guardia di Finanza in giro per la città dei fiori, e gli incassi dei negozi salgono del 44%. Va bene che è San Valentino, ma quanti fiori comprano sti finanzieri?

- La terza non pervenuta è la gnocca: la modella ceca ha un problema muscolare (nel senso che ha scoperto di avere dei muscoli tra la pelle e le ossa), quindi richiamano in extremis la star internazionale del porno amatoriale (che strana la vita, la dai per lavoro a cani e porci e l'unica volta in cui "fai l'amore" passi per mignotta) e Miss No Coca No Party.

- Il quarto non pervenuto è il Festival di Sanremo 2012: si cita in continuazione il Festival dell'anno scorso, con l'aggiunta di Celentano. Gianni Morandi parla di Celentano, Rocco Papaleo (che senza parlare fa più ridere di Luca e Paolo e della loro mezz'ora inutile) parla di Celentano, Luca e Paolo parlano di Celentano. E qui bisogna aprire una parentesi.

Celentano

Introduzione bellica a base di bombe, morti ammazzati, mine antiuomo e sangue. Ma chi è l'ospite speciale, George W. Bush?

Peggio, è Celentano. La prima cosa che fa è vendicarsi contro Famiglia Cristiana e Avvenire che l'hanno obbligato a devolvere in beneficenza il patrimonio che ha chiesto come compenso. Poi inizia a delirare: treni, Montezemolo, "quel deficiente di Aldo Grasso" (altra bega di cortile), la sua parrocchia, Gesù Cristo... . Allora lanciamo una rubrica: "cosa ho fatto durante il sermone di Celentano" - comincio io: nell'ordine - 1) Ho letto un romanzo intero di Wu Ming 2) Ho inviato una busta piena di antrace alla redazione di "Quarto Grado" (era un po' che volevo farlo) 3) Ho visto un tizio su Wild (Italia1) provare per venti minuti ad accendere un fuoco con due pezzi di legno, e poi concludere dicendo "bene, proviamo con l'acciarino".

Quando ho riselezionato Rai 1 Celentano era ancora lì ma per fortuna cantava, e c'era anche Battiato nella sua consueta apparizione divina (ormai un classico dell'Ariston). Perchè a Sanremo almeno un po' bisogna cantare.

Ah già, le canzoni

Marlene Kuntz

con i mezzi che hanno a disposizione, potevano fare tante cose (stare a casa, ad esempio), invece tirano fuori un pezzo un po' castrato, sussurrato nella strofa (mi è venuto in mente il Melody Nelson di Gainsbourg, chissà perchè) e strozzato nel ritornello. Godano sembra stia cagando. Mi scuso con lui e con tutti, ma così è. E adesso non tiratemi fuori "Catartica", anche io nel 1994 ero molto migliore di oggi. Domani tutti diranno: "Ho guardato il Festival solo perchè c'erano i Marlene". Esattamente quello che il Festival voleva ottenere.

Eugenio Finardi

un po' impacciato, non è nel suo ambiente (beato lui), ma canta una bella canzone ("Tu lo chiami Dio/io non do mai nomi a cose più grandi di me") e salva faccia e carriera. Meriterebbe più del Vecchioni dell'anno scorso, secondo me.

Samuele Bersani

vale lo stesso discorso di Finardi. Una canzone in cui la strofa conta più del ritornello per Sanremo è un evento. Lui è molto più "ruffiano" di Finardi e potrebbe anche vincere, se solo non si fosse dimenticato di inserire almeno una volta la parola "amore" nel testo.

Dolcenera

un titolo che sa di minaccia ("Ci vediamo fuori") per una canzone che non sa di niente. Bella voce sprecata.

Noemi

canzone "modello Vasco Rossi". Lei canta "sono solo barole", deve aver un herpes grosso un fungo porcino.

Emma Marrone

Maria, per favore, richiudi il recinto. (cit Maurizio Costanzo)

Francesco Renga

canta sempre la stessa canzone da 10 anni ormai. Canta bene, anzi benissimo, ma è ora che si cerchi un autore. Uno qualunque, anche incapace come Omar Pedrini.

Arisa

ma dai, non sapevo cantasse anche!

Nina Zilli

finalmente, la gnocca. E al di là di questo, ecco una che canta con personalità e tecnica. La sua canzone del 2010 è probabilmente la migliore di Sanremo dai tempi di "Rose Rosse". Questa non è all'altezza, ma lei salva tutto. E lasciate perdere Amy Winehouse. Qui il recupero '60 c'è, ma è tutto italiano (Mina).

Chiara Civello

chi?? "All'estero la considerano una delle migliori cantanti jazz del mondo". Sta a vedere che è Nina Simone. Invece, appena torna in Italia è una banale cantante da pianobar.

Pierdavide Carone / Lucio Dalla

la canzone parla di una mignotta, Dalla dirige l'orchestra, Carone indossa anche i denti finti da Dracula... è uno scherzo, dai.

Irene Fornaciari

orfani del figlio di Celentano, scartato perchè in conflitto di interessi con il papà (nonostante l'indubbio talento http://www.youtube.com/watch?v=nlDPgaAC4EE ) e in attesa del figlio di Luca Madonia, ci godiamo la figlia di Zucchero che canta un pezzo di Van de Sfroos. Di lui dicono che sia "un grande autore", di lei dicono abbia "una gran voce". Magari sono io che non ho "un gran orecchio", ma a me il pezzo è sembrato "una gran cagata" e lei ha una delle voci più brutte che abbia mai sentito. Per di più si dimena, applaude e - abituata a scaldare il pubblico della Sagra del Porco di Brisighella - si produce in un "Vai Sanremo!" a dir poco fuori luogo. Certo per me è facile parlare, mica ho il padre alcolizzato.

Loredana Bertè / Gigi D'Alessio

ok, uno è Giggi o' fruttaiuolo (è uguale a uno che vendeva la frutta abusivamente sulla statale vicino a casa mia al grido di "sette cachi mille lire") ma quel carro allegorico che lo affianca cos'è? Oddio! Ike Turner è tornato dal regno dei morti per gonfiare Tina un'ultima volta? Ah no, è Gene Simmons! Anzi no, è Moira Orfei! E' Richard Benson! Ma ha la voce di Loredana Bertè! Povera Lory, è messa male. Le poche frasi che canta le canta alla sua maniera, e per me - considerato che la canzone è una merda - non è poco.

 

 

Il vincitore

il vincitore è il cazzo. Tutti ne parlano (e tutti lo vogliono, mi sa): Luca e Paolo lo citano un paio di volte, Morandi una, Celentano una. Secondo me non è mica un caso.

C Commenti

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mendustry alle 11:46 del 16 febbraio 2012 ha scritto:

Che dire?

Un riassunto praticamente perfetto.

Vorrei soltanto aggiungere che Gianni Morandi ha preteso in camerino un buffet a base di merda, confermando il suo vizietto coprofilo.

simone coacci alle 13:02 del 16 febbraio 2012 ha scritto:

Un'analisi socio-semiologica praticamente perfetta, condita di esilaranti spunti di comicità. Canta Storia della Musica, dirige l'orchestra il maestro Fabio Codias!

Peasyfloyd alle 15:38 del 17 febbraio 2012 ha scritto:

diamine mi son ribaltato dalla sedia per le risate. Grazie Fab!

swansong alle 16:24 del 17 febbraio 2012 ha scritto:

Articolo spassosissimo! Bravo Fabio. Il commento su Irene Fornaciari poi è da lacrime agli occhi! Cmq dai, il Pedrini dei primi Timoria non era poi così male. Avercene, oggi, di Viaggi senza vento..

tramblogy alle 19:09 del 17 febbraio 2012 ha scritto:

Ma pedrini era incapace?(era...)

magma alle 18:59 del 29 febbraio 2012 ha scritto:

Simpatica recensione di una cacca di cui so pochissimo (ho visto la grandissima Smith, il rincoglionito May e il sorcio (Arisa) con MAURO PAGANI al violino (tristezza immensa ma vabbè lo perdono, in fondo è anche un session-man). Tutto il resto l'ho mai sentito e non voglio sentirlo.