A The Flaming Lips + Verdena @ GruVillage, 11 luglio 2012

The Flaming Lips + Verdena @ GruVillage, 11 luglio 2012

 

A luglio Torino si svuota. Si riesce a parcheggiare la bici davanti a Palazzo Nuovo, ad esempio. Oppure si può circolare senza fare la chicane in via Po. I rumori del traffico quasi scompaiono. Fuori fa caldo e la città è abitata soltanto da studenti alle prese con gli ultimi esami prima delle vacanze, lavoratori che le vacanze non possono permettersele, ragazzini dei centri estivi che riescono (beata gioventù) a correre tutto il pomeriggio dietro un pallone nonostante i 40 gradi all'ombra. Io con questa temperatura ho dato un esame, l'11 luglio alle tre di pomeriggio, come a voler sancire la natura sadica della prova scritta di matematica che però sono riuscito a padroneggiare al meglio (“addio matematica!”, dicevo tanto tempo fa finito il liceo... ma vaff...!). Quindi bisogna festeggiare, e questa sarà la serata perfetta per farlo: a Torino, nella Torino deserta di inizio luglio, ci sono i Verdena che fanno da spalla ai Flaming Lips. Eccheccazzo, si va per forza! Dopo un maledetto esame e un periodo di merda che più di merda non si può me lo merito un pieno di psichedelia-ottimismo&positività-luci colorate-birra fredda.

 

E così dopo una moretti gelata e una cena alla bell'e meglio inforco la bici e mi dirigo verso la location della settima edizione del GruVillage festival di Grugliasco. Da casa mia ci metto un po', ma alle otto e mezza l'aria è fresca e pedalare è piacevolissimo. Arrivo nell'hinterland commerciale, quello tutto parcheggi e mega negozi adatti ad ogni necessità umana. Qui alle Gru si organizzano concerti fino a luglio inoltrato, nel tentativo (in questo caso riuscitissimo) di trasformare il centro commerciale in un luogo culturale ed artistico, animando le serate dei torinesi prigionieri della canicola cittadina. Dopo essere passato dalla cassa entro alle Gru: ecco dove stanno i nativi! Sono tantissimi, si aggirano tra negozi di profumi, di biancheria, soprattutto di cibo vista l'ora. Navigo nell'odore di pizza e di fritto mentre cerco i cancelli. Presto fatto, eccomi nell'arena dove iniziano ad accumularsi giovani e meno giovani (d'altronde i Flaming Lips sono in circolazione da almeno 25 anni). Il palco promette un gran bene: un grande schermo luminoso troneggia sullo sfondo, e qualcuno inizia a lanciare mega palloncini colorati sui presenti. C'è ancora tanta luce, il pubblico non è ancora molto e in cielo vedo una stella cadente. L'unico mio desiderio ora è una birra, che prontamente mi bevo sullo spiazzo d'erba che circonda l'area adiacente al palco. Si sta da Dio e non vedo l'ora che si dia il via alle danze.

 

E queste cominciano puntuali. Poco dopo le dieci entrano infatti sul palco i Verdena, accolti da una platea sempre più numerosa ed entusiasta. Loro sarebbero bastati anche da soli a portarmi ad un concerto. Pensare che stanno aprendo la scena ad una della più grandi istituzioni della psichedelia però non mina il valore della loro esibizione: un'ora piena e succosa dove come al solito i nostri si dimostrano pienamente in grado di reggere la pressione del confronto. Un suono curato e potente, una precisione nell'esecuzione che si accompagna ad una resa live sopraffina, tra anthem ed espansioni sonore, per pezzi variegati e mutevoli. Si privilegia il repertorio dell'ultimo Wow, sfoggiando una sorta di “best of” che comprende Scegli Me, Loniterp, Le Scarpe Volanti, Nuova Luce (dove Luca Ferrari è davvero chirurgico, dando il meglio di se), E' Solo Lunedì e la ballata Il Nulla di O. Ma c'è anche spazio per il classico Don Calisto e per la splendida Sotto Prescrizione del Dottor Huxley, che con i suoi strascichi e le sue mutazioni regala uno splendido finale al pubblico. Niente fuori posto, un ottimo modo per scaldare i presenti.

 

Ma ora tocca ai big. Il tempo di un'altra birra ed ecco che Wayne Coyne non riesce a trattenersi dallo sbucare sul palco a preparazione non ancora terminata, un pellicciotto sulle spalle ed un sorriso indelebile sul volto. Parte qualche coro di incitazione, la band prende posizione ed ecco che lo spettacolo ha inizio. Parte Race to the Price ed è subito delirio: esplosioni di coriandoli colorati e stelle filanti, palloncini giganti lanciati sul pubblico (e su Wayne stesso che si diverte a farli esplodere con la chitarra), installazioni luminose dall'effetto psichedelico. Non ho mai visto surriscaldarsi così in fretta l'atmosfera: parte Yeah Yeah Yeah Song e l'entusiasmo è alle stelle, sorrisi inebetiti si stampano sulle facce di tutti, mentre l'esibizione va avanti più pazza che mai, per una prima mezzora dove la messa in scena di soluzioni stranianti prosegue con l'acceleratore. Uno spettacolo. Ad un certo punto Wayne si piazza dentro una palla trasparente che viene fatta rotolare sul pubblico. Mi trovo col suo faccione ad un palmo di naso, e in poco è di nuovo sul palco. L'impressione è che la band si stia divertendo un casino, creando una complicità totale con la folla dei fan. L'ironia dei Flaming Lips non oscura mai, neppure per un momento, la validità dell'esibizione. Tutto è studiato nel dettaglio, nonostante l'interpretazione sia in qualche modo spontanea e appassionata. E mentre le manone giganti indossate dal cantante proiettano laser sulla palla da discoteca appesa sulle impalcature, è passata un'ora e mezza senza che nessuno se ne sia accorto. Corredate da installazioni video stordenti si succedono Ego Tripping at the Gates of Hell, See the Leaves, Drug Chart, What is the Light, non lasciando un attimo tregua alla baraonda di colori e positività che la band sa regalare. Una veloce uscita dal palco è subito fugata dal ritorno di Coyne e soci per il gran finale. Come si poteva prevedere l'esibizione si chiude con Do You Realize??, un orgasmo dilungato di luci ed esplosioni di coriandoli. I tizi accanto a me stanno con le braccia al cielo, Wayne Coyne non smette di sorridere e salutare, finché tutto è davvero finito.

 

Una serata magnifica in grado di dispensare badilate di ottimismo e di infantile gioia di vivere (unita certo a provocazione, ironia e celebrazione della sfattanza). Le Gru si sono trasformate in un'oasi psichedelica per tre ore, cosa non da poco. Ritornando a casa, in bici, non riesco a levarmi dalla testa la melodia di Do You Realize, fischiettandola per tutto il tragitto. Sono sereno, anzi felice, come credo lo siano tutti i presenti al concerto. E' questo che regalano i Flaming Lips, ed è una gran cosa, anche solo per una sera.

 

C Commenti

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bargeld alle 14:20 del 12 luglio 2012 ha scritto:

Invidia, Cas! Report personale e sincero, come sempre!

Cas, autore, alle 15:17 del 12 luglio 2012 ha scritto:

grazie barg! soprattutto per la possibilità dell'accredito storiadellamusica santa subito eheh

Stefano.io alle 14:31 del 12 luglio 2012 ha scritto:

No, accidenti, me n'ero dimenticato del concerto!

Cas, autore, alle 15:15 del 12 luglio 2012 ha scritto:

ma perché? non dirmi che eri a Torino!

Stefano.io alle 17:32 del 12 luglio 2012 ha scritto:

No, ma sarebbe stata una buona scusa per farci un salto!

dave alle 14:51 del 12 luglio 2012 ha scritto:

Concerto (anzi concerti) grandissimi. Mi sono divertito da matti, è stato proprio fantastico. Mi trovo totalmente in accordo con quanto hai scritto. Mentre avevo già assistito ad un concerto dei Verdena (A Venaria Reale a Dicembre, ma secondo me penalizzati dall'acustica del Teatro della Concordia...), non avevo mai visto i Flaming Lips dal vivo e non sai quanto sia stato felice che siano venuti a suonare proprio "a casa mia".... Ribadisco: BELLISSIMO!!! Un enorme GRAZZZZIIIIEEEEE a Wayne Coyne e soci.

Cas, autore, alle 15:17 del 12 luglio 2012 ha scritto:

i Verdena li avevo visti al MiAmi l'estate scorsa. Bravissimi pure in quella occasione. Pure per me invece è stata la "prima volta" con i Flaming Lips. Mi ripeto: CONCERTONE!

Marco_Biasio alle 21:29 del 12 luglio 2012 ha scritto:

Ti capisco benissimo e mi ritrovo in ogni singola parola di questo report. Li ho visti qui a Padova il giorno prima di te. Bravi i Verdena (sinceramente non me l'aspettavo, ma sanno il fatto loro, pur non piacendomi particolarmente) e sublime lo show dei Flaming Lips, soprattutto con Yeah Yeah Yeah Song, i bruchi giganti che ballano ai lati del palco, le strobosfere e i visual dietro Wayne Coyne, il quarto d'ora di pura psichedelia post-floydiana incastrato nel mezzo del live set e poi, ovviamente, Do You Realize??. Io non ho ancora realizzato, probabilmente. Però, davvero: che roba.