A Bonnie Prince Billy

Bonnie Prince Billy

Attivo dal 1992, il cantautore statunitense Will Oldham (Louisville, 24 Dicembre 1970) vanta una corposa discografia spesso celata sotto diversi pseudonimi (Palace, Palace Songs, Palace Music, Palace Brothers e, più recentemente, Bonny Billi e Bonnie “Prince” Billy).

Nonostante la frammentarietà delle pubblicazioni e la molteplicità di impegni (notevole e costante il numero e la frequenza di collaborazioni con numerosi artisti), il songwriter di Louisville ha sempre mantenuto vivo il tessuto sonoro della sua scrittura, basata prevalentemente su una personale rielaborazione di stilemi folk e country. Negli anni Oldham ha affinato la propria ricerca musicale, trasformando le spoglie intuizioni melodiche degli inizi (“Days in the wake” – 1994; “Viva last blues” – 1995) dapprima in notturne ballate folk spesso paragonate ad artisti come Smog o Songs: Ohia (“I see a Darkness” – 1999; “Master and Everyone” – 2003) e, successivamente, in canzoni folk-rock arricchite da arrangiamenti orchestrali e da una scrittura dal vago sapore cinematografico (“The Letting Go” – 2006; “Lie down in the Light” – 2008). Il senso e la dimostrazione di tale processo evolutivo si materializza nella curiosa rivisitazione dei vecchi brani a firma Palace che Oldham esegue in un album significativamente pubblicato a nome Bonnie “Prince” Billy (“Bonnie “Prince” Billy sings greatest Palace music” – 2005)

Tra le varie collaborazioni, segnaliamo lo storico duetto con Johnny Cash nel brano “I see a Darkness” (dall’omonimo album), un ep scritto a quattro mani con l’ex-Slint David Pajo (“Slitch Music” – 2002, colonna sonora di un cortometraggio dal titolo “Slitch”), un album firmato con il chitarrista Matt Sweeney (ex Guided by Voices) (“Superwolf” – 2005) e una raccolta di cover in collaborazione con la band di Chicago Tortoise (“The Brave and the Bold” – 2006).