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A Francesco Guccini

Francesco Guccini

Nato a Modena nel 1940, la Seconda Guerra Mondiale costringe Francesco Guccini a trasferirsi con la madre a Pavana (accento sulla prima a), località sull’appennino pistoiese, paese dei nonni paterni.

In molte sue opere ritorna il ricordo a questa località cui è molto legato emotivamente: lo stesso Guccini ha dichiarato in proposito che Pavana è diventata “il ricordo di un momento forse mai vissuto”.

Nel 1945, terminata la Seconda Guerra Mondiale, torna a vivere con i genitori nella città natale dove il padre riprese il suo lavoro all’ufficio postale.  

Quelli dal 1950 al 1959 per Guccini sono gli anni dell’adolescenza; da Pavana si trasferisce a Modena dove, nel 1958, si diploma all’istituto magistrale.

Gli anni ’50 sono ricordati da Francesco Guccini come anni difficili, in cui “tenta” vari impieghi (dall’istruttore in un collegio di Pesaro, al giornalista di cronaca giudiziaria per la Gazzetta di Modena) con scarsa riuscita; poi nel 1959 si trasferisce a Bologna, fonte di ispirazione per le sue future composizioni, dove frequenta l’Università degli Studi abbandonando ad un passo dalla laurea e dove si trova più a suo agio rispetto alla città natale.

Poco prima di partire per il servizio militare, Francesco Guccini scrive alcune canzoni come Venerdi Santo e L’Antisociale; e il 1962 è l’anno della leva.

Il suo esordio è come cantante e autore di musiche da balera.

Inizialmente è cantante e chitarrista degli Hurricanes, con Pier Farri e Victor Sogliani; il gruppo cambia nome in Snakers e poi Gatti e, per un’unione successiva con i Giovani Leoni capeggiati da Maurizio Vandelli, nel 1964 diventano l’Equipe 84.

Francesco Guccini rifiutò per continuare gli studi, ma la sua “rivoluzione artistica” comincia così: comincia a interessarsi al genere beat e scrive canzoni quali Auschwitz e È Dall’Amore Che Nasce L’Uomo, portate al successo dall’Equipe 84. Negli anni ’60 Francesco Guccini ha collaborato anche con il programma televisivo Carosello per quanto riguarda gli slogan di Amarena Fabbri; in particolare ha scritto il testo della canzone per bambini Salomone Pirata Pacioccone e ha fatto conoscere il vignettista Bonvi al grande pubblico.

Nel 1967 Guccini ha la possibilità di partecipare al Festival di Sanremo come autore di Una Storia D’Amore per la casa discografica CGD; come interpreti vengono scelte Caterina Caselli e Gigliola Cinguetti ma purtroppo il brano non supera le selezioni preliminari.

Per modificare il testo della canzone, la casa discografica impone al modenese i due parolieri Mario Panzeri e Daniele Pace, ma la cosa non gli fa piacere e così rinuncia a ogni eventuale successiva collaborazione.

Nel marzo dello stesso anno esce il primo lavoro come cantautore: è l’album Folk Beat N°1.

Il disco ha un basso riscontro economico, appena sufficiente per pagarsi gli studi, ma presenta già i “tratti caratteristici” del suo modo di comporre: arrangiamenti semplici e alcuni fra i temi dolorosi che si riscontrano in molta parte della sua produzione (morte, suicidio, guerra…).

Tra le canzoni contenute nell’album, da ricordare Noi Non Ci Saremo, Auschwitz, In Morte Di S.F., Venerdi Santo, Statale 17 e Il Sociale E L’Antisociale

Il 5 maggio del 1967, Guccini è ospite di Caterina Caselli nel programma Diamoci Del Tu, presentato con Giorgio Gaber: nell’occasione, al debutto televisivo, canta Auschwitz. E tra gli ospiti della puntata lo sconosciuto Franco Battiato….