R Recensione

10/10

Captain Beefheart

Trout Mask Replica

Quando mai un libro come ‘Guerra e Pace’ SCORRE?”. A domandarselo è una sgomenta librodipendente di mia conoscenza, che viene inondata dagli attacchi di panico se resta senza libri da leggere, che se va da qualche parte e c’è da aspettare qualcosa o qualcuno tira fuori prontamente il suo libro, che legge tremila pagine della Recherche di Proust come fosse la cosa più naturale del mondo. Se lo domanda per rispondere agli elogi piovuti su uno di quei libri da quattro soldi che tanto fanno impazzire il “grande pubblico” con quello che il grande critico letterario Giulio Ferroni chiama magistralmente “esclusivismo di massa”.

Faccio tutta questa introduzione per un motivo ben preciso: “Trout Mask Replica” di Captain Beefheart è l’equivalente in musica delle tremila pagine della Recherche o di una qualsivoglia opera letteraria definita “mattone”, appellativo che, col passare del tempo, è affibbiato sempre più a qualsiasi libro che non sia appetibile a tutti e che richieda un impegno particolare. Ascoltare TMR significa innanzitutto mettersi bene in testa che si vuole fare un’esperienza più o meno folle e sicuramente impegnativa.

Il disco “non scorre” per niente, nonostante sia essenzialmente formato da brani che sporadicamente eccedono la durata media della canzone.

E allora perché il mitico John Peel arrivò a dire che “se c’è stato qualcosa nella storia della musica popolare che potrebbe essere descritto come un’opera d’arte in modo tale che le persone coinvolte in altre aree dell’Arte potrebbero capire, quell’opera è probabilmente Trout Mask Replica”? Perché questo disco torna prepotentemente nelle classifiche dei critici (Scaruffi lo mette in cima alla sua leggendaria piramide, ma anche Lester Bangs ne capì la grandezza)? Perché è venerato da molti musicisti di area “indie”? Perché è riuscito a diventare molto influente sul rock che sarebbe venuto dopo?

Lo vedremo, il perché. Certamente è quasi impossibile trovare qualcuno che non abbia pensato tutto il male possibile di questo album al primo ascolto, me compreso. Ma ascoltandolo tante volte le cose cominciano lentamente a cambiare. È lì che capisci l’insensatezza dei tanti teoremi sulla “scorrevolezza” o sulla “semplicità”. Non esiste arte che scorre e arte che non scorre; non esiste arte semplice e arte complessa, anche perché tutto dipende dai sensi del fruitore.

Trout Mask Replica propone, senza alcuna pretesa intellettualoide o spocchiosa, una musica ascoltata con un altro orecchio e con altri schemi mentali.

Tutti gli elementi di base della musica sono stuprati a piacimento da Cuordibue e dalla sua Magic Band ed è proprio da questo punto che dovete cominciare a seguire il Capitano. Spogliatevi di ogni conoscenza e seguitelo. E partite da un presupposto: la “canzone”, intesa come componimento musicale compresso in pochi minuti, sta per essere rivoluzionata.

Prima di tutto, il tempo e il ritmo: la Magic Band suona così tanti ritmi (uno per la batteria, uno per il basso, uno per le chitarre, uno per la voce e così via) che soltanto pochi brani sembrano avere un senso proprio, sempre ragionando in termini classici. Il resto, per i primi ascolti, sembra paccottiglia insensata. Ascoltate Frownland, Sweet Sweet Bulbs, Pena, Bills Corpse per averne qualche esempio. L’influenza del free jazz è soprattutto nei ritmi. Non c’è uno strumento centrale dal punto di vista ritmico e questo spinge l’ascoltatore a cercarlo a piacimento, se non addirittura in maniera casuale (musica “dadaista”? Sissignore).

Poi l’armonia: quasi totalmente dispersa nell’album. C’è veramente poca roba che “suona bene” nell’album (il blues rock della spettacolare Moonlight on Vermont, tanto per dirne una). Ci si può aggrappare al vocione fondamentalmente blues (dalle parti degli shouter, più che altro) del Capitano per avere qualche punto di riferimento classico, ma per trovare la chiave armonica dei brani bisogna sudare molto e ascoltare in profondità tra i suoni, i contrappunti, i riff e, naturalmente, il cantato da bestia blues delle caverne.

Ne viene fuori una libera “destrutturazione” della canzone, come è stato notato da più parti. Si prenda Dachau Blues: batteria su un ritmo, chitarre su un altro, voce che segue più l’umore della musica che il ritmo della stessa (oppure è il contrario?), anche perché un ritmo vero e proprio non c’è, clarinetto ululante e contorto. Oppure il rock burlesco di Ella Guru, con tanto di voci infantili, coretti spastici e passaggi quasi prog. O ancora il free-jazz totale di Hair Pie, per orgia di fiati; il racconto di Pachuco Cadaver, impostato su una base poliritmica solo lontanamente imparentata con un certo country-blues. E così via, passando per qualcosa di più convenzionale come l’eccezionale blues di China Pig.

Il senso ultimo di questa devastazione è però scomponibile in più piani. Prima di tutto, da un punto di vista strettamente musicale, la funzione dell’opera di Cuordibue è quella di costringere l’ascoltatore a fare i conti con i propri limiti. L’ho provato io stesso ascoltando più volte questo “mattone”: ne avvertivo sempre più la grandezza col passare del tempo, ma non riuscivo a trovare la chiave di lettura del disco. Questo mi creava angoscia: “non sono pronto per queste cose”, pensavo. Invece il problema sta semplicemente nel fatto che i riferimenti musicali classici tornano sempre quando ascoltiamo musica, e agiscono come parametri per giudicare ciò che sentiamo.

Su un piano sociologico, poi, Trout Mask Replica è un implicito monito al ruolo che si dà all’Arte nella società post-industriale, giudicata un prodotto come gli altri, che può variare nelle forme, nelle dimensioni, nei colori, ma la cui struttura deve restare sempre la stessa altrimenti la “massa” dovrebbe cambiare se stessa, cosa inaccettabile nell’era dell’omologazione.

Infine, c’è un ultimo piano, che potremmo definire quasi “antropologico”. Più si ascolta il disco e più si captano geometrie, strutture diverse da quelle classiche ma comunque ben delineate nella loro diversità; però tutto questo non esclude la possibilità di vedere TMR come una monumentale geometrizzazione dell’istinto, dell’inconscio, del lato primordiale dell’uomo.

Captain Beefheart ha sintetizzato nel suo capolavoro il lato avanguardistico e quello animale dell’uomo. Cuordibue è, in poche parole, il cavernicolo che scopre il fuoco, a metà strada tra il passato (e quindi la sua condizione primigenia e bestiale) e il progresso della specie; è il cavernicolo pronto a cambiare il mondo oppure a regredire di nuovo con quella luce in mano, che sarà la sua via per il futuro ma anche l’origine della sua autodistruzione.

C Commenti

Ci sono 114 commenti. Partecipa anche tu alla discussione!
Effettua l'accesso o registrati per commentare.

DonJunio (ha votato 10 questo disco) alle 1:00 del 13 aprile 2007 ha scritto:

don vliet

questa è storia, poco altro da aggiungere.....ottima recensione

Peasyfloyd (ha votato 1 questo disco) alle 13:00 del 13 aprile 2007 ha scritto:

A mio avviso l'album più sopravvalutato della storia.

Come da titolo. Una delle poche cose che non sia riuscito fisicamente a sostenere dall'inizio alla fine.

Gabs (ha votato 10 questo disco) alle 0:32 del 14 aprile 2007 ha scritto:

geniale e assolutamente folle!

Questo è un capolavoro ma necessita di numerosi ascolti per poterne apprezzare in pieno la magnificenza.

Se si riesce ad assorbire apre la mente e il cuore...una specie di trampolino di lancio verso un nuovo mondo.

Certo che destabilizza, ma solo se si assimila con la dicotomia del bello/brutto del facile/difficile...

Nessuna devastazione a mio parere, solo puro dadaismo. Va ascoltato con la visuale del -capitano o mio capitano- verso la linea dell'orizzonte.

lovemetwee (ha votato 9 questo disco) alle 17:26 del 17 aprile 2007 ha scritto:

Un capolavoro. Insopportabile.

Valutato. Avanguardistico. Cacofonico. Complesso. Snervante. Idolatrato. Schifato. Incompreso. Troppo Analizzato.

Dialettico. Ironico. Viscido. Colico. Demente. Colto. Storico. Fondamentale. di Nervi e Cuore.

sicuramente NON sopravvalutato. Energico. Putrido. Nuvoloso. Pittoresco e coriaceo.

n° ascolti da parte mia: 2e mezzo.. causa incompatibilità con suoni e voci troppo.. troppo.

voto: 9/10

"UNO" NON è UN VOTO. è UNA SENTENZA. 9 è un voto mediato tra l'amore per tutto ciò che non è quest'album poichè opposto a ciò che amo, poichè tutto ciò che ascolto ogni giorno va a sfiorare il 69..o è 6 o è 9. (non vi sono riferimenti sessuali)

se questo è "uno", Cage HA fatto due, Reed ha fatto tre, Ariel pink ha fatto 4... (se volete chiarimenti ve li dò ma non credo servano, o se servono vuol dire che il concetto non è chiaro o che semplicemente la preparazione (mia? vostra? è insufficente)

con affetto

g.falzetta alle 14:16 del 31 dicembre 2011 ha scritto:

Ha superato i confini. Del baccano.

cinnamon man (ha votato 10 questo disco) alle 18:40 del 17 aprile 2007 ha scritto:

bravo

molto bella l'immagine del cavernicolo che scopre il fuoco, ciliegina sulla torta di una recensione notevole...il disco è immensamente bello, immensamente divertente e immensamente influente (soprattutto su quei gruppi che suonano apparentemente distanti da TMR)

Cas (ha votato 9 questo disco) alle 16:40 del 9 agosto 2007 ha scritto:

è un manifesto, e così, a mio parere, va inteso. neanche il manifesto del futurismo di marinetti, o i libri di allen ginsberg di per se sono "belli" nel senso classico del termine, e neanche scorrevoli. infatti non vogliono esserlo: si tratta di avanguardia, che prima di essere musica (o letteratura) è pensiero, radicale e critico. per questo apprezzo TMR. poi ovviamente c'è anche la musica, e proprio per questo non do il 10...

Neu! (ha votato 10 questo disco) alle 19:10 del 11 ottobre 2007 ha scritto:

capolavoro

punto

Hexenductionhour (ha votato 8 questo disco) alle 17:30 del 8 novembre 2007 ha scritto:

Genio incompreso

Quest'album può essere definito come un esmperimento musicale giudicato azzardato dalla maggior parte della gente o semplicemente inascoltabile.

Ma pensandoci bene l'arte cos'è se non la ricerca della libertà espressiva assoluta o l'idea di trasmettere nuovi concetti o idee per così dire Alternative al normale...TMR è qualcosa al di fuori dell'ordinario ed è proprio questo il bello,in una società in cui tutto viene standardizzato per essere recepito dalla gente...quest'album invece rompe qualsiasi legame con il concetto di STANDARDIZZAZIONE e per questo non viene capito ed è giudicato brutto e incomprensibile,ma alla stesso tempo ha aperto moltissimi nuovi orizzonti ampliando enormemente le possiblità di esspressione in ambito musicale...concetto recepito pienamente quasi un decennio dopo quando tutte le barreire musicale forono distrutte completamente dall'ondata PUNK, aprendo così la strada a quel fenomeno che è completamente debitore al CAPITANO e la sua band cioè la NEW WAVE (Vedi PERE UBU,The FALL ma anche molti altri...) e dalla new wave è nata tutta la musica moderna e quindi tutto si ricollega al concetto principale cioè l'importanza di Trout Mask Replica nulla musica.

Detto questo avrete compreso quanto sia stato importante quest'album non per le qualità musicali ma per un concetto ben più grande.

Io comunque non sono di quelli che come Scaruffi danno un voto altissimo per l'importanza dell'album nella storia della musica.

Io considerando tutte le opzioni possibili...Qualità artistiche,Importanza storica,Genialità,Originalità ma considerando anche la possibilità che le canzoni restino più o meno impresse nella mente anche per i contenuti per le musiche e per i testi considerando tutti questi fattori potrei mettere al massimo 8,5-9 come voto finale

Al contrario di Safe As Milk il primo album di CAPTAIN BEEFHEART quello si che merita un 10 considerando tutte le qualità di quell'album e considerando anche che è uscito due anni prima di TROUT MASK REPLICA.

dire che TMR è stato un album molto sopravvalutato è un idiozia sarebbe come dire che i Beatles erano un gruppo di nicchia poco conosciuto ...certo magari la lodi a quell'album sono andate oltre le reali aspettative.

comunque tornando al discorso precedente io dò come voto a TROUT MASK REPLICA 8,5 e a SAFE AS MILK un bel 10 meritatissimo.

ascoltate entrambi gli album poi meditate e fatemi sapere le vostre opinioni.

carlo nalli, autore, alle 20:06 del 8 novembre 2007 ha scritto:

Ringrazio tutti voi per i commenti, e rispondo brevemente a Hex: prima di tutto complimenti per la tua analisi, che in parte condivido. Anche io, da un punto di vista strettamente musicale, apprezzo di più Safe as Milk (soprattutto perché adoro il blues e tutto ciò che dal blues attinge). Però la prospettiva storica, che Scaruffi giustamente ha ben presente (non solo per TMR, ma per tutto il suo lavoro - condivisibile o meno), è importantissima, perché qualsiasi arte "sdoganata" dalla prospettiva storica perde la sua importanza. Fare nel 1969 ciò che ha fatto il Capitano, senza scomodare i musicisti di avanguardia pura, è davvero rivoluzionario. E' per questo che condivido anche l'impostazione di Scaruffi quando dice (più o meno) "la scheda ti dice cosa ne penso del disco, il voto ti dice se comprarlo o meno". E condivido anche la sua indignazione quando qualcuno si limita a commentare una scheda o una recensione di un album di un singolo artista senza leggerle in tale prospettiva. In più questo sito si chiama "Storia della Musica" e mi sembrava giusto inserire TMR proprio in una prospettiva più ampia. Grazie comunque per le tue osservazioni, molto preziose (il ringraziamento è esteso anche agli altri!!!).

C.

Impenitente (ha votato 10 questo disco) alle 10:14 del 24 luglio 2008 ha scritto:

Il disco “non scorre” per niente, nonostante sia essenzialmente formato da brani che sporadicamente eccedono la durata media della canzone.

Scusa ma quanti anni hai? Come si possono dire cose simili?

carlo nalli, autore, alle 16:24 del 24 luglio 2008 ha scritto:

Impenite', anche se avessi 12 anni sarei sicuramente più educato di te nel confrontarmi. In ogni modo, ne ho 24. Come si possono dire cose simili? Pensandole. Se tu pensi che TMR sia un disco che scorre e che le canzoni durano 9 minuti, fa' pure.

Grazie del commento, comunque.

Impenitente (ha votato 10 questo disco) alle 23:42 del 24 luglio 2008 ha scritto:

A me dell'educazione non importa nulla: stupide convenzioni sociali inventate da altri per renderci tutti un po' più ipocriti. Guarda, a ma sembra abbastanza strano che questo disco sia considerato ostico esclusivamente dalla generazione che si è formata ascoltando migliaia di dischi l'anno scaricandoli tramite la rete non capendoci un cazzo. Comunque, che tu ci creda o no TMR è un disco che scorre facilmente, sin dal primo ascolto, a me come a tanti altri che forse l'hanno capito facilmente perchè i dischi che conoscono se li ascoltano per bene non come voi che ascoltate 4 dischi al giorno senza assimilarli per bene. Ciao e scusa per il mio italiano.

carlo nalli, autore, alle 18:13 del 27 luglio 2008 ha scritto:

Beh, mi pare divertente che uno come te, che accusa "noi" (noi chi, poi?) di essere superficiali e di ascoltare "4 dischi al giorno senza assimilarli per bene", e cioè di essere superficiali, poi spara una sentenza così, senza conoscere nulla di chi ha di fronte. In ogni modo, con chi considera l'educazione una "convenzione sociale" credo di avere poco da spartire.

PS: magari ascoltassi 4 album al giorno in modo superficiale, avrei tante cose in più da dire. In realtà ascolto pochi dischi, ma visto che mi conosci meglio di mia madre, questo discorso è meglio chiuderlo qui.

carlo nalli, autore, alle 18:14 del 27 luglio 2008 ha scritto:

PPS: scusa anche il mio italiano, ma devo andare ad ascoltare 984839 dischi.

Nucifeno (ha votato 4 questo disco) alle 22:31 del 25 dicembre 2008 ha scritto:

Dritto contro corrente

Ascoltato tutto di fila stasera: insopportabile. Contiene sicuramente pezzi ottimi, ma tutto di fila è inascoltabile, una sperimentazione molto fine a se stessa. Sfido chiunque a riascoltare sto disco anche solo 2 volte di fila. E francamente trovo sempre più irritante il snobismo di alcuni (specie i critici) che si vantano di ascoltare dischi incomprensibili solo perchè fa figo dire che sono "intrinsechi, avanguardistici, non adatti alla massa ignorante che ascolta Beatles e Rolling Stones". Quindi io che preferisco, chessò, i Jefferson Airplane a sto polpettone senza capo nè coda di 80 minuti di fila, sarei un povero stupido? Non penso che la gente che ha dato 5 stelle di pacca a TMR lo apprezzi veramente nella sua pienezza, tantomeno lo mette su in macchinacome accompagnamento, o come relax. Quindi cerchiamo di essere un po' meno ridicoli e più onesti.

carlo nalli, autore, alle 23:37 del 25 dicembre 2008 ha scritto:

Nucifeno, la questione è meno complessa di come la fai tu. Nella mia recensione non ci sono snobismi di alcun tipo, ed è un vero peccato che tu non possa sapere tutti i miei gusti musicali perché, accanto a pezzi di Captain Beefheart o Faust o altri mille esempi di "sperimentazione molto fine a se stessa" ci troveresti davvero di tutto. Ho fatto una compilation per Natale mettendoci Elton John, Low, Morphine, Rolling Stones, Moltheni, Battiato, Album Leaf... come puoi vedere, non sono per niente chiuso e mi sembra di avere una visione a 360° della musica.

Se una canzone, o un disco, mi piace, lo dico e cerco di motivare la mia scelta perché, al di là delle emozioni, la musica è fatta anche di parametri più "oggettivi" per essere giudicata: cosa ha quel disco che gli altri dischi coevi non hanno? Quale influenza ha sui dischi immediatamente successivi? Queste sono solo due domande che mi vengono in mente ora, a panza piena dopo il cenone natalizio, ma puoi continuare tu. Io TMR lo valuto con le 5 stelle perché lo apprezzo nella sua pienezza, nella sua importanza innegabile (i Pere Ubu, Tom Waits, i Primus sono i primi tre nomi che mi saltano in mente perché non sarebbero stati gli stessi senza questo disco, e molti gruppi più o meno famosi citano Beefheart e TMR tra le loro fonti di ispirazione) e soprattutto senza alcuno snobismo. Ci tengo a precisare che non mi sento per niente ridicolo facendo queste valutazioni, condivise peraltro da gente come Lester Bangs che certo non può essere tacciata di snobismo. Quindi cerchiamo di essere più rispettosi delle opinioni degli altri senza tacciarli di essere "ridicoli" o poco onesti. Almeno su questa pagina, che non può essere - credo, spero - buttata nel calderone degli snob.

Nucifeno (ha votato 4 questo disco) alle 1:02 del 26 dicembre 2008 ha scritto:

RE:

Carlo, non mi riferivo alla tua recensione, peraltro scritta molto bene, ma ad alcuni commenti qua sotto che non condivido. Non capisco perchè uno debba essere giudicato per forza superficiale solamente perchè non è in grado di comprendere un disco come TMR. La trovo un'affermazione abbastanza irritante. Si fa molto presto ad incensare un album di questo tipo come capolavoro e tacciare gli altri di non capire nulla perchè l'ascoltano superficialmente. Io questo cd l'ho risentito più volte, ed il risultato è sempre stato lo stesso. Forse prima sono stato un po' troppo violento o non mi sono spiegato bene, ma non sono riuscito a trattenermi.

carlo nalli, autore, alle 15:57 del 26 dicembre 2008 ha scritto:

Ah, allora è ok. Non ci siamo capiti. Ciao e buone feste!

Nucifeno (ha votato 4 questo disco) alle 16:34 del 26 dicembre 2008 ha scritto:

RE:

Buone feste anche a te ovviamente

loson (ha votato 10 questo disco) alle 17:12 del 26 dicembre 2008 ha scritto:

Ho ascoltato "Trout Mask Replica" più di due volte di seguito. L'ho ascoltato per anni, ne ho gioito per anni. Perchè non dovrei essere onesto se gli dò 5 stelle? E' un album mirabolante, divertente, eccitante, dalla struttura complessa ma avvincente, niente affatto inascoltabile. Forse - "forse" - molti di quelli che lo definiscono tale dovrebbero meditare sulla loro scarsa conoscenza in campo di musica contemporanea, dato che esiste materia sonora di ben più difficile ascolto. Di certo non è un disco fatto per un ascolto e via, questo sì. Gli snob arronganti esistono da entrambi i lati della barricata: coloro che si sentono degli dei perchè apprezzano questo disco e tacciano gli altri - quelli che invece non l'apprezzano - di incompetenza, e quelli che invece si considerano puri e onesti perchè ammettono di disprezzarlo, dando giudizi assoluti sul valore di un disco come questo che, per sua natura, sarebbe impossibile apprezzare. Entrambe le correnti di pensiero sono ovviamente viziate da un'arroganza abissale. Bellissima la recensione, Carlo...

Marco_Biasio (ha votato 4 questo disco) alle 21:17 del 27 dicembre 2008 ha scritto:

Pensavo di non essere l'unico a non sopportare minimamente "Trout Mask Replica"... Ad essere sincero non so perchè il Cuoredibue mi fa quest'effetto. Molta avanguardia dei Sixties e dei Seventies, compreso Zappa, la butto giù senza fatica alcuna e, praticamente, la quasi totalità delle cosiddette "pietre miliari" che vengono rimbalzate da decenni dalla critica giornalistica e webmatica le ho ascoltate ed apprezzate appieno per il loro immenso valore. "Trout Mask Replica", semplicemente, non l'ho capito. Non faccio fatica ad ascoltarlo in sè, quanto a trovarne un significato: c'è il coraggio sfrontato di fare qualcosa che vada "oltre", certo, ma non ho il minimo dubbio che, a livello personale, se dovessi compiere una scelta mi stringerei fisso "The Parable Of Arable Land" dei Red Crayola e questo lo butterei giù dal ventesimo piano senza rimorsi. E' blasfemia, o semplice incompatibilità a pelle. Se all'inizio avrei proteso per la prima ipotesi, alla luce dei giudizi severi di Alessandro e Mattia non so francamente cosa pensare. Sempre bravissimo Carlo, in ogni caso, ma quand'è che ritorni a scrivere qualcosa?

carlo nalli, autore, alle 12:27 del 28 dicembre 2008 ha scritto:

Grazie Marco! Guarda, mi piacerebbe tanto tornare a scrivere recensioni ma, per molti motivi, ho davvero poco tempo. Spero con l'anno nuovo di tornare su questi schermi anche per soddisfare la mia voglia di parlare di musica che, credimi, è davvero tanta. Quanto alle tue osservazioni, non fanno una piega perché se una cosa non ti piace, non ti piace e basta. A me, ad esempio, i Red Crayola mi piacciono fino ad un certo punto, nel senso che "Parable" non riesco a capirlo fino in fondo. La musica è bella per questo e certo se ne ascoltiamo tanta non possiamo certo essere tacciati di superficialità. Questo vale sia per chi esprime giudizi positivi, sia per chi esprime giudizi negativi.

overnite (ha votato 10 questo disco) alle 23:08 del 21 aprile 2009 ha scritto:

Scrivere di musica è come ballare di architettura

Mascara Snake: "Fast and bulbous"

DVV: "That's right, The Mascara Snake, fast and bulbous. Also a tin teardrop."

Mascara Snake: "Bulbous also tapered"

DVV: "That's right"

Mr. Wave (ha votato 9 questo disco) alle 20:47 del 3 giugno 2009 ha scritto:

Il ''manifesto dadaista musicale'' per eccellenza, se volessimo far un parallelismo istantaneo, col movimento culturale nato a Zurigo. Don Van Vliet, pur di rinnegare la razionalità, la coerenza e una certa linearità musicale, non nega o ripudia alcun atto oltraggioso in musica (arte), e tutti gli strumenti sono validi ed appropriati per giungere al loro fine ultimo: ''annullare la musica''. Annullamento fondamentale e necessario per poter riprendere la via artistica, con una ''nuova musica''. E' incalcolabile l'influenza di ''Trout Mask Replica'' senza differenziazione e diversificazione d'ambito o stile musicale nell'immaginario di molte generazioni di musicisti a venire. Captain Beefheart è un non-musicista incapace di trascrivere i propri spartiti, ma ingegnoso, perspicace ed acutissimo nel far applicare agli altri quella zigzagante modello musicale di ''free-jazz avant-blues rock in chiave smaccatamente sperimentale''. Capolavoro inarrivabile.

Gabs (ha votato 10 questo disco) alle 11:34 del 10 giugno 2009 ha scritto:

interessante...

Mi sono perso gli ultimi commenti, preziosi e interessanti, variegati... Credo che il vero dadaismo in musica, oltre che Duchamp stesso, lo abbia espresso John Gavanti più che TMR. Lascio alle vostre orecchie la verifica della mia affermazione, ma ci vuole una buona dose di coraggio a comprare e ascoltare John Gavanti...

Anch'io preferisco un pelo di più Safe As Milk musicalmente parlando, ma di TMR piace più paradossalmente la sua (non) struttura.

Trovo che TMR in musica è l'equivalente dell'Ulisse di Joyce in letteratura: difficile la comprensione e l'assorbimento, così come improbabile la ripetizione dell'ascolto (o della lettura). E' ostico, pesante, necessita di concentrazione e apertura particolari. Ci vorrebbe un taccuino di viaggio, proprio come lo schema Linati fatto per l'Ulisse... Sarebbe meraviglioso se il Capitano avesse fatto tutto ciò in fase preparatoria del disco...ci avrebbe fatto capire tante cose che io percepisco ancora come latenti. Per analogia trovo qui, in TMR come nell'Ulisse (e ancora) il monologo interiore e il superamento della auto censura, il fluire della coscienza, la manifestazione dell'inconscio... Ribadisco la mia idea: è un disco molto difficile ma tecnicamente, straordinariamente, musicalmente innovativo... non è per tutti, è per tanti ma non per tutti. Perdonatemi: non c'è nessun snobismo da parte mia, nessun tiraggio, nessun senso di superiorità, nessun accademismo critico musicale. Faccio solo e semplicemente un discorso di sensibilità: in questo (e per fortuna) noi umani non siamo tutti uguali. Forse, alla fine di tutto, o si ama o si odia questo disco; quindi è oltremodo più difficile collocarsi nel mezzo.

Sì, è vero: pochi riescono a riascoltarlo tutto insieme ma, ditemi, chi ha avuto il coraggio di finire tutto, ancor prima di rileggerlo, l'Ulisse di Joyce?

E' la stessa, medesima, identica cosa.

Grazie per l'attenzione.

Mr. Wave (ha votato 9 questo disco) alle 13:07 del 10 giugno 2009 ha scritto:

sì Gabs, per l'appunto parlavo di 'manifesto dadaista' (in musica) per cui cronologicamente ''Trout Mask Replica'' essendo un'opera risalente al 1969, (se volessivo far un raffronto breve, per attitudine, propensione e tendenza artistica al Dadaismo) la collocherei come primo esempio, che potrebbe (anche se alla lontana...) a titolo di album-''dadaista''. Comunque se restassimo su questa linea di pensiero, John Gavanti rientrerebbe nel discorso, e su questo son d'accordo con te.

Mr. Wave (ha votato 9 questo disco) alle 13:09 del 10 giugno 2009 ha scritto:

...

che potrebbe (anche se alla lontana...) *ambire a titolo di album-''dadaista''.

Mr. Wave (ha votato 9 questo disco) alle 13:18 del 10 giugno 2009 ha scritto:

ovviamente non escludo che ci siano state oper ben piu' ostiche, ardue, incomprensibili e faticose, prima di TMR.

Gabs (ha votato 10 questo disco) alle 8:39 del 12 giugno 2009 ha scritto:

RE:

Mr.Wave, quali potrebbero essere a tuo parere gli album dadaisti, a parte questo TMR intendo?

Mr. Wave (ha votato 9 questo disco) alle 12:36 del 12 giugno 2009 ha scritto:

RE: RE:

mah, per attitudine, per un certo approccio stilistico anti-musicale che va contro le leggi della logica, contro la staticità del concetto musicale tradizionale, per la smodata libertà espressiva dell'individuo o della band in questione, per la schiettezza, per ciò che è diretto, ''sempre attuale'' e soprattutto per lo scopo di abbattere, in un certo qual modo, i dogmi musicali, allargando il raggio direi che oltre a ''Trout Mask Replica'' ed altre opere del Capitano e il già citato ''John Gavanti'', ce ne sarebbero numerose di opere, che formalmente potrebbero legarsi ai concetti filodadaisti sopracitati, come: ''Freak Out!'', ''Absolutely Free'', ''Uncle Meat'' e ''Hot Rats'' di Frank Zappa, numerose opere di John Zorn, ''Tago Mago'' e ''Ege Bamyasi'' dei Can, ''Meet the Residents'', ''Not Available'', e ''Eskimo'' dei Residents, ''Faust'', ''So Far'' e ''Faust IV'' dei Faust, l'omonimo deigli United States of America, ''Third'' dei Soft Machine, così come in ''Y'' dei Pop Group, ''The Modern Dance'' dei Pere Ubu, ''Deceit'' dei This Heat, ''The Ascension'' di Glenn Branca, ''Buy'' e ''Molotov Cocktail Lounge'' dei James Chance and the Contortions, ma anche certi album dei Sonic Youth, come; ''Bad Moon Rising'' e ''Confusion Is Sex'', così come i Blurt dell'album omonimo e di ''In Berlin'' e l'omonimo dei Floods. Ovviamente non escludo che ci siano altre opere inferiori e/o superiori alle menzionate.

Totalblamblam alle 15:32 del 12 giugno 2009 ha scritto:

il problema di TMR è che i pezzi tendono ad assomigliarsi un po' troppo tra di loro...alla fine stufa da morire non fa che ripetersi come un concerto di john zorn dopo 30min è finito continua eh ma ripete sempre la stessa mezz'ora ghghhghg

secondo me il capitano ha prodotto dischi migliori...su questo scaruffi ha fatto i suoi danni che se non lo avesse "spinto" lui vorrei vedere chi se lo inculava ma ora fa radical chic dire è il più grande disco di tutti i tempi...ma dove? ma quando? ma per piacere

Mr. Wave (ha votato 9 questo disco) alle 19:02 del 12 giugno 2009 ha scritto:

RE: il più grande disco di tutti i tempi...

Di fatti non è il piu' grande album di tutti i tempi, però rimane una delle opere piu' spericolate, coraggiose e anticonvenzionali della storia della musica contemporanea. Dissennata eppure incredibilmente coerente con la sua stessa ''inafferrabilità stilistica''

loson (ha votato 10 questo disco) alle 19:55 del 12 giugno 2009 ha scritto:

RE:

"Trout" non ha mica avuto bisogno di Scaruffi per influenzare gran parte della new wave o degli strati più "radicali" del avant-rock degli ultimi vent'anni. Tieni conto che ha raggiunto persino il 21° posto della classifica inglese, per cui un pò di gente se l'era già filato all'epoca. Per il resto ribadisco quanto già scritto precedentemente: non è solo un manifesto o un'opera "di rottura", ma prima di tutto un disco bellissimo da ascoltare, intricato, divertente e stimolante. I testi sono bellissimi, la musica qualcosa di sovraumano per solidità e emozionalità. E ovviamente le canzoni, pur essendo tutte manifestazioni della medesima poetica, sono ben riconoscibili e apprezzabili separatamente. Non è che ti puoi lamentare se i brani del "Pierrot Lunaire" di Schoenberg sono simili fra loro: è la programmaticità dell'opera che lo richiede.

Totalblamblam alle 22:34 del 12 giugno 2009 ha scritto:

RE: RE:

aahh ma il pierrot è per fusi di testa solo antonioni poteva starci dientro gente snob e ultra fine not me ghggh

si loson riconosco che senza TMR non avremmo avuto che so i pere ubu i tom waits eccecc però dei 78 min ne castrerei una trentina così come gesto iconoclasta dada ...a mio avvso ci sono altri lavori del capitano più belli e più sentiti della maschera di trota...il problema è anche che spesso l'avanguardia musicale del novecento non è musica fruibile per l'ascolto ed è servita più per aprire strade per lavori più ascoltabili...perché ubu pop group waits sono alla fine di facile ascolto non c'è nulla di molto complesso da capire ...il prometeo di nono è "inascoltabile" devi soffrire per sentirlo tutto senza pause si rischia la sanità mentale lo sai benissimo , dai non spariamoci pipponi inutili che già la vita è pesante di se pitiu pitiu

loson (ha votato 10 questo disco) alle 23:17 del 12 giugno 2009 ha scritto:

RE: RE: RE:

Ahah, ma dai che il Pierrot ormai è un classico: oggi emergono più che all'epoca i suoi aspetti romantici, e alla fine si ascolta con facilità quasi quanto il mio amato Mahler o Berg.;D La roba che mette davvero alla prova la pazienza sono certe pagine (paginone) del grande Boulez ("Pli Selon Pli" è una palla assurda, tanto per dire), come dici tu Nono, o dico io Webern, che sarà pure stato influentissimo, geniale e quello che si vuole, ma mi fracassa i cosiddetti i modo atroce. Preferisco di gran lunga ascoltare harsh-noise alla Merzbow, pensa te! Cmq vabbè, nessun pippone... Anch'io credo che Ubu, Pop Group, This Heat e affini siano sostanzialmente ascolti godibili, per nulla così ostici. Di certo però "da capire" in quella musica c'è tanto, mica si sta parlando di Cristina D'Avena. Riguardo al Capitano, continuo a pensare che "Trout" sia proprio il suo disco più sentito e passionale, anche se questi aspetti, lo riconosco, possono non arrivare a tutti. Di certo "Safe As Milk", "Lick My Decals Off" o "Doc At The Radar Station" possono dare più soddisfazioni nel senso "pop" del termine.

Totalblamblam alle 16:28 del 13 giugno 2009 ha scritto:

RE: RE: RE: RE:

chiudiamo qua e non toccarmi cristina d'avena

un idolo LOL

Gabs (ha votato 10 questo disco) alle 0:09 del 14 giugno 2009 ha scritto:

RE: RE: RE: RE: RE:

chiudiamo qua?

no dai, adesso diventa bello!

quando il gioco si fa duro i duri inziano a giocare...

ozzy(d) alle 22:16 del 12 giugno 2009 ha scritto:

l'autore dei "simpsons" disse che TMR è il disco rock più geniale di sempre.....sarà stato anche lui ispirato sa zio Piero ? ghghghgh...

loson (ha votato 10 questo disco) alle 23:21 del 12 giugno 2009 ha scritto:

RE:

L'ipotesi d'influenza scaruffiana su Groening è accattivante... Com'è noto, all'inizio Matt detestava 'sto disco, salvo poi ricredersi con gli ascolti. Bisognerà chiederli se all'epoca già leggeva il rossiccio!

ozzy(d) alle 13:26 del 13 giugno 2009 ha scritto:

Groening disse testualmente che al primo ascolto TMR gli era sembrato una merda, che continuò ad ascoltarlo solo perchè un doppio album costava parecchio ( cosa che chi magari lo scarica oggi da internet o ce l'ha masterizzato non considera...)e perchè il capitano era sodale del suo idolo Zappa. Per poi scoprire verso il decimo ascolto che era la cosa piu0 bella mai ascoltata. Comunque è esilarante vedere che in un modo o nell'altro col Capitano spunta sempre fuori Sgarutti. Per i suoi discepoli tutta l'influenza di Von Vliet è data dalla "scoperta" di Piero, per i suoi detrattori è l'esempio di disco sopravvalutato esaltato dagli scaruttiani....mah!

Charlie T. (ha votato 10 questo disco) alle 1:15 del 12 settembre 2009 ha scritto:

Allora...

do 10 per il coraggio e la creatività di questo artista, e per quest'opera che, non è nè difficile nè tantomeno inascoltabile, basta solo avere la pazienza di ascoltare, e non lo nascondo, una certa sensibilità e apertura. Questo disco ci dice un'infinità di cose, prima di tutto è un monumento alla libertà artistica, poi, passando all'argomento musica-testi, la proposta del capitano e così "diversa" che può avere 1000 chiavi di lettura, proprio come un classico film o libro d'avanguardia. Il bello è che Beefheart non si pavoneggia in intellettualismi, ma egli E' la musica stessa che propone. Poi personalmente trovo tantissimi pezzi qui dentro davvero gradevoli, e lo dico da un punto di vista classico. Amo questo disco, mi ha aperrto un mondo di pensare e concepire non solo la musica, ma l'arte in generale, gli do 10 per questi 2 motivi: lo trovo straordinario e mi ha davvero dato tanto, mi ha fatto del bene.

PetoMan 2.0 evolution (ha votato 5 questo disco) alle 18:47 del 6 dicembre 2009 ha scritto:

questo invece l'ho scaricato, circa un anno fa, perchè incuriosito dalle molte recensioni presenti sul web, e dai giudizi più o meno concordi col fatto che sia un capolavoro o giù di li. Però non mi è piaciuto affatto.

gull alle 15:27 del 19 febbraio 2010 ha scritto:

Io gli darei un premio anche solo per il fatto di avere ispirato vocalmente Tom Waits.

E' incredibile, ho ascoltato questo disco dopo avere consumato tutti i lavori di Waits, convinto della assoluta originalità dello stesso. Quando, finalmente ho prestato attenzione a Captain Beefheart ho invece capito quanto lo abbia influenzato.

Questo disco non è affatto facile, e non è un ascolto adatto a tutti.

Concordo sul fatto che ascoltarlo dall'inizio alla fine può risultare ostico. Però è uno dei lavori più pazzeschi, originali ed innovativi che mi sia capitato di ascoltare.

bill_carson (ha votato 8 questo disco) alle 4:16 del 21 febbraio 2010 ha scritto:

lo si apprezza più con la testa che con la pancia...

ce l'ho. mi sembrò molto ostico all'inizio, però oh, devo dire che alcune cose, forse per quanto strane, son rimaste in testa da subito, altre dopo un pò, ma nel complesso mi piace.

anche se obiettivamente è basicamente un'opera concettuale e la si apprezza forse più con la ragione che con la pancia.

Ne adoro almeno 4-5 pezzi, però, quelli anche con la pancia.

bill_carson (ha votato 8 questo disco) alle 4:19 del 21 febbraio 2010 ha scritto:

non è che la storia la fa scaruffi eh

più sopravvalutato da chi?

che non se l'è mai cacato nessuno.

il fatto che Scaruffi gli abbia dato un pò di fama non vuol dire che sia una roba osannata in lunga e in largo in tutto il mondo.

non lo conosce nessuno.

bargeld (ha votato 5 questo disco) alle 11:07 del 21 febbraio 2010 ha scritto:

RE: non è che la storia la fa scaruffi eh

Beh insomma Ira, affermare che non se l'è mai cacato nessuno mi sembra inappropriato, come tu dici giustamente la storia non la fa scaruffi, e di certo scaruffi non è stato il primo a insignirlo del titolo di capolavoro epocale. Basta sfogliare qualsiasi dizionario o compilazione dei dischi più importanti della storia, e il Capitano viene sempre fuori. Appunto, dischi Importanti, sul fatto che sia Importante non ci piove, e glielo viene riconosciuto da trent'anni.

loson (ha votato 10 questo disco) alle 11:17 del 21 febbraio 2010 ha scritto:

RE: non è che la storia la fa scaruffi eh

Mah... Stiamo parlando di un disco che è entrato al 21° posto delle classifiche di vendita in UK, che Lester Bangs - fra i tanti - all'epoca osannò su Rolling Stone, e che nel corso degli ultimi tre decenni, zitto zitto cacchio cacchio, ha fatto in tempo ad influenzare centinaia (ma proprio centinaia) di band e generi (dalla new wave al noise al post-rock etc.). Sempre Bangs - e non lo dico perchè sia un suo grande estimatore, ma perchè il Lester è stato probabilmente il critico maggiormente influente e "famoso" durante l'età dell'oro del rock - considerava Beefheart uno dei musicisti più rappresentativi - se non il più rappresentativo - delle vicende musicali americane del dopoguerra. Per di più "Trout" è stato ristampato con continuità e che io sappia non è mai andato fuori catalogo (correggetemi se sbaglio), il che è indice di vendite ovviamente non astronomiche - mica stiamo parlando di Celine Dion - ma più o meno sempre costanti. Ecco, dopo tutta questa filippica stiamo ancora qui a illuderci che "Trout" sia rimasto pressochè sconosciuto fino a quando l'archeologo Scaruffi non lo ha sottratto all'oblio? Ma per piacere... ;D Detto questo, per me il disco è divertentissimo e davvero mi stupisco di come gli ascoltatori restino sbalorditi/annichiliti dal suo impianto concettuale-strutturale senza apprezzare la goliardia, la straripante goduriosità che traspare da testi e musica. Forse sono io, ma l'ho sempre percepito come uno dei dischi più spassosi e stimolanti di sempre.

FrancescoB (ha votato 10 questo disco) alle 11:19 del 21 febbraio 2010 ha scritto:

Un disco che mi fa sentire libero, che ha cambiato il mio modo di vedere la musica stessa. Il blues rurale di Son House e Robert Johson raggiunge i livelli di astrazione celestiale del free-jazz. Accompagnato dalla lucida follia della musica d'avanguardia, dal suo coraggio senza freni. Disco immortale, che per fortuna si eleva molto al di sopra del bletarare sciocco che sul web lo circonda da anni, peraltro per motivi del tutto futili.

FrancescoB (ha votato 10 questo disco) alle 11:22 del 21 febbraio 2010 ha scritto:

Quoto ogni virgola dell'ultimo intervento di Loson. Credo davvero non ci sia bisogno di aggiungere altro.

Anche sulla natura goduriosa e felicemente delirante di questa musica: è molto meno seriosa e pesante di quanto si creda, la sua forza sta nella sua assoluta libertà.

loson (ha votato 10 questo disco) alle 11:51 del 21 febbraio 2010 ha scritto:

RE:

Hai ragione Julian, anche secondo me il senso di libertà giocosa è forse il tratto distintivo di "Trout Mask Replica" nel suo complesso. Percepisco meno questa libertà nelle strutture, nel senso che la musica è finemente "pensata", c'è pochissimo spazio lasciato all'improvvisazione (e infatti mancano i tipici "vuoti" che caratterizzano la musica improvvisata). D'altronde è impossibile che cinque musicisti vadano all'unisono, senza perdersi fra complessi cambi di tempo, chiave e mood che caratterizzano ogni brano, se non possono contare su qualcosa di "scritto" o perlomeno concordato a priori. Ecco perchè non sono d'accordo quando molti - non tu eh ;D - vedono "Trout" come il trionfo assoluto dell'anarchia musicale: quasi nulla è lasciato al caso, alla fine dei conti. Eppure - e questo è il bello del disco, il suo magnifico inganno - tutto scorre COME SE LO FOSSE!! D

bargeld (ha votato 5 questo disco) alle 11:55 del 21 febbraio 2010 ha scritto:

Da questo punto di vista non l'avevo mai analizzato, stai a vedere che lo rivaluto! scherzo, ovvio, ma tu Los sei troppo convincente! Chissà le donne...

loson (ha votato 10 questo disco) alle 12:31 del 21 febbraio 2010 ha scritto:

RE:

Ahahah, con le donne ci vuole ben altro, caro Barg! In genere la mia ex malcelava la sua insofferenza quando partivo in quarta con l'argomento musica... O_o Altro che scherzi, questo disco dovresti rivalutarlo davvero, marrano! Nonostante sprigioni surreale ludismo e magnifico delirio "free-jazz" da ogni poro, "Trout" vive di geometrie accuratamente studiate. Prendi soltanto il duetto fra chitarre "Dali's Car": a parte il fatto che le accordature sono un casino immane, gli strumenti dialogano seguendo una logica - caotica - che non può essere frutto d'improvvisazione; pensa solo al modo in cui si scambiano le frasi, a come si "copiano", completandosi a vicenda. Ma si potrebbero fare mille esempi...

bargeld (ha votato 5 questo disco) alle 12:59 del 21 febbraio 2010 ha scritto:

RE: RE:

Saranno anni che non lo ascoltavo più, in effetti, ma l'idea di poterlo rivalutare sulla base dell'approfondimento che ne sto facendo ora con voi mi lascerebbe dubbi sulla mia capacità di giudicare! Il che ci sta tutto. Ci riprovo.

bart (ha votato 4 questo disco) alle 19:41 del 22 marzo 2010 ha scritto:

Folle

Per fare un disco così ci vuole un gran coraggio. Ho provato più volte ad ascoltarlo dall'inizio alla fine ma non ci sono riuscito, e credo che solo qualche masochista ci riuscirebbe. Un disco per pochi.

loson (ha votato 10 questo disco) alle 19:48 del 22 marzo 2010 ha scritto:

RE: Folle

Grazie, ho capito solo ora di essere masochista.

galassiagon (ha votato 10 questo disco) alle 17:38 del 9 aprile 2010 ha scritto:

ma Strictly Personal secondo me non è molto inferiore, forse è più impregnato di psichedelia nni 60, ma è ugualmente pieno di idee innovatrici . In più mai così in evidenza le doti "canore" del capitano

Roberto Maniglio (ha votato 10 questo disco) alle 14:53 del 10 aprile 2010 ha scritto:

Certo, è alquanto indigesto... ma ha tutte le carte del capolavoro

bart (ha votato 4 questo disco) alle 11:42 del 25 aprile 2010 ha scritto:

Mah!

Non capisco come si faccia a definire questo disco un capolavoro. E' uno di quei dischi insopportabili, come "Twin Infinitives" di Royal Trux o "Metal Machine Music" di Lou Reed. Lui borbotta invece di cantare, gli strumenti vanno a casaccio, tutto sembra venire fuori per caso. Boh, forse sono io che non ci capisco niente.

Bellerofonte (ha votato 8 questo disco) alle 17:30 del 10 maggio 2010 ha scritto:

gli preferisco assolutamente safe as a milk, che trovo molto più vario ed omogeneo. Daccordo pienamente con Stoker quando dice "il problema di TMR è che i pezzi tendono ad assomigliarsi un po' troppo tra di loro". Nessuno gli toglie però meriti innovativi e sperimentali che hanno condizionato un bel po della musica a venire.

bart (ha votato 4 questo disco) alle 17:40 del 10 maggio 2010 ha scritto:

RE:

Sono d'accordo, Safe as a milk è molto meglio, specialmente per il fatto che si riesce ad ascoltarlo.

REBBY (ha votato 9,5 questo disco) alle 19:24 del 10 maggio 2010 ha scritto:

OK l'abbiamo capito: non ti piace ascoltarlo. L'hai detto in aprile (quand'eri otrebla), l'hai

detto in aprile, l'hai detto in maggio. Non è che

adesso ce lo dici tutti i mesi, vero? eheh

bart (ha votato 4 questo disco) alle 19:59 del 10 maggio 2010 ha scritto:

RE:

Non commenterò mai più questo disco, te lo prometto Rebby.

FrancescoB (ha votato 10 questo disco) alle 19:49 del 10 maggio 2010 ha scritto:

Solo io trovo questo album godibilissimo? Non intendo che sia un lavoro easy-listening, ma che lo si possa apprezzare a pieno sotto tutti i punti di vista, senza necessariamente concentrarsi sul suo carattere "originale", che pure è determinante.

Questo disco traspone in musica il concetto di anarchia e libertà assoluta: ecco, è così che mi sento quando lo ascolto, in assoluta libertà da ogni schema preconfezionato.

Clap67 (ha votato 1 questo disco) alle 19:34 del 8 novembre 2010 ha scritto:

Ah ah..

Il problema fondamentale di questo disco è il rapporto amore/odio che suscita nei confronti dell'ascoltatore.Capita la stessa cosa quando si ha la bruciante sensazione di essere presi per il culo e di averlo scoperto quell'attimo dopo,quando il danno era già fatto.Per me è un disco fantastico nelle intenzioni,ma che non ascolterei mai conspevolmente più di un paio di volte,che non ospiterei mai nella mia collezione,perchè mi sembra totalmente inutile,una volta esaurito il suo compito iniziale,e dichiarato,quello di prendere per il culo l'ascoltatore "evoluto".In questo è esattamente equiparabile ai vari esperimenti d'arte d'avanguardia come la "Merda D'Artista" o i quadri con le tele tagliate.L'altro problema grosso è che il Capitano era davvero un musicista,mentre questo disco ha autorizzato centinaia di epigoni al pensiero che si potesse fare musica d'avanguardia mettendo qualche strumento scordato e non sapendo suonare.Comunque,ottima recensione..

ozzy(d) alle 19:54 del 8 novembre 2010 ha scritto:

"mentre questo disco ha autorizzato centinaia di epigoni al pensiero che si potesse fare musica d'avanguardia mettendo qualche strumento scordato e non sapendo suonare"....non sono d'accordo, se pensi a molti fan del capitano( waits, thomas, lydon, pop group etc), sapevano suonare eccome, poi che possano esserci stati epigoni scadenti è colpa loro, mica del don.

Clap67 (ha votato 1 questo disco) alle 12:19 del 9 novembre 2010 ha scritto:

RE:

E' chiaro che in Tom Waits c'è una componente poetica talmente fortenei testi,nella ricerca di determinate atmosfere,che il "prodotto"acquisisce una fruibilità comprensibile anche alle orecchie dell'ascoltatore medio.La destrutturazione in certi lavori di Waits,è sempre o quasi funzionale alla descrizione di uno stato d'animo,alla volontà di rendere emozioni,che non scadono mai nel mero rumorismo pseudo-sperimentale.Per dire,anche in "Rob A Bank" dei citati Pop Group,essi suonano qualcosa che è a metà tra "Killing Floor" di Howlin'Wolf e "Say It Loud,I'm Black And Proud" di James Brown.E'comunque Musica,cioè,come scriveva il mio libro delle medie:"un insieme di suoni piacevoli all'orecchio".Io intendevo più che altro dand di esperimenti tardivi come i Pixies o Dinosaur Jr,che soprattutto live,trovo insopportabili.Io suono la chitarra se, mi fanno passare quelle cacofonie come esempio di arte suprema..mi fanno veramente ridere.

Visto poi,che è,purtroppo impossibile non parlare di Scaruffi,trattando di "Trout Mask.."è ovvio che uno che osanna più di ogni altra cosa a mondo questo disco,secondo me,di musica (suonata),capisce poco.E' come provare ad ascoltare un live dei Faust.Quando la chitarra fa dei bending fuori tonalita,ci sono 2 batterie delle quali nessuna delle due riesce ad andare completamente a tempo,e tutti dicono che "quella" è arte..mi viene l'orticaria.Per prima cosa mi piacerebbe che chi esprime un giudizio prettamente tecnico musicale sapesse che un SI minore non è un cenno di assenso poco convinto..allora,poi si può anche ragionare in musica in termini tecnici.

gull alle 15:00 del 9 novembre 2010 ha scritto:

RE: RE:

Si, però il rumorismo (pseudo) sperimentale quale forma di arte è un pezzo che è stato sdoganato eh!

Totalblamblam alle 21:25 del 9 novembre 2010 ha scritto:

RE: RE: RE:

per non dire che già con i VU il rock si distanzia dal tecnicismo accademico facendo della semplicità e dell'immediatezza le sue armi vincenti...pensare il rock in termini tecnici a me fa sorridere

Clap67 (ha votato 1 questo disco) alle 10:01 del 10 novembre 2010 ha scritto:

RE: RE: RE: RE:

Giusto,non si deve pensare in termini SOLO tecnici,però mi sento,personalmente,di richiedere almeno il minimo sindacale!Se uno ha una ispirazione grande come una casa e per contro sa fare 3 accordi,chisse ne frega se non è un virtuoso dello strumento!La cosa curiosa è che per i cultori dell'"alternativo" una delle tesi più diffuse è che i Beatles non sapessero suonare!Ma come!Quando c'è bisogno di sostenere certe idee,va bene analizzare il lato tecnico?

Krautrick alle 20:39 del 8 novembre 2010 ha scritto:

"le tele tagliate"...e comunque Beefheart si lamentava spesso del dislivello tecnico abissale tra lui e i componenti della Magic Band (loro sì davvero grandissimi musicisti a livello tecnico) o meglio, si lamentava...è più esatto dire che ne era perfettamente cosciente, lo stronzaccio!

REBBY (ha votato 9,5 questo disco) alle 17:29 del 18 novembre 2010 ha scritto:

So che avevi promesso di non parlare più di questo disco Bart (del "figlio del senatur" eheh),

ma quand'eri "scaruffiano" cosa ne pensavi?

bart (ha votato 4 questo disco) alle 17:35 del 18 novembre 2010 ha scritto:

RE:

La stessa cosa. Ho sempre pensato che questo disco fosse una gran presa per i fondelli.

bart (ha votato 4 questo disco) alle 17:37 del 18 novembre 2010 ha scritto:

Comunque di recente ho scoperto qualcosa di peggio. Metal Machine Music Di Lou Reed. Orrore!

REBBY (ha votato 9,5 questo disco) alle 17:45 del 18 novembre 2010 ha scritto:

L'avevi già detto in aprile di Metal machine music...Comunque se non ti piaceva questo album non eri un vero scaruffiano, ti documentavi come fanno tutti, talvolta concordavi e talvolta no dai.

folktronic (ha votato 9 questo disco) alle 18:12 del 18 novembre 2010 ha scritto:

Chi ama l' astrattismo pittorico, il freejazz, il blues viscerale , non puo' non amare questo disco.

Ammetto di ascoltarlo poco, non sempre uno ne ha voglia, ma quando ci vuoi entrare e' disco appagantissimo.....lasciamo stare scaruffi...sto disco e' unanimamente riconosciuto come un capolavoro da tutta la critica straniera....se poi non ci si arriva a capirlo e' un altro discorso.

Filippo Maradei alle 18:43 del 18 novembre 2010 ha scritto:

RE: sto disco e' unanimamente riconosciuto come un capolavoro da tutta la critica straniera....se poi non ci si arriva a capirlo e' un altro discorso.

Bah, io l'unica cosa che ho capito è che 'sto disco non fa per me, e non lo ritengo affatto un capolavoro.

Clap67 (ha votato 1 questo disco) alle 18:47 del 18 novembre 2010 ha scritto:

RE:

Un po come la giacca di carne di Robert Gligorov,un opera di rottura,non è detto che sia necessariamente bella o piacevole da vedere o in questo caso da ascoltare.

Sicuri di non vederci quello che effettivamente c'è ma quello che ci hanno detto che "bisogna" per forza vedere,dentro sto benedetto disco?

REBBY (ha votato 9,5 questo disco) alle 18:51 del 18 novembre 2010 ha scritto:

Beh uno può anche capire che non gli piace, a me per esempio non piacciono i quadri visti dal vivo

di Pollock mentre mi piacciono quelli visti di Mondrian, io non sarei così categorico. Comunque a me piace questo, Safe as milk, Mirror man, Willy the pimp. Mi piacciono tutti i suoi dischi che ho e poi son sempre d'accordo con i voti di Carlo Nalli eheh

folktronic (ha votato 9 questo disco) alle 19:59 del 18 novembre 2010 ha scritto:

Bah, io l'unica cosa che ho capito è che 'sto disco non fa per me, e non lo ritengo affatto un capolavoro

Allora non entrare mai in una galleria d' arte moderna.

Filippo Maradei alle 20:14 del 18 novembre 2010 ha scritto:

RE: Allora non entrare mai in una galleria d'arte moderna.

Se vabbé, e poi astinenza sessuale a vita. Non ti sembra di esagerare un attimino? E' solo un disco che non mi piace: lo sapevo io che era troppo sopravvalutato...

folktronic (ha votato 9 questo disco) alle 20:04 del 18 novembre 2010 ha scritto:

Quotazzo alla grande i commenti di Loson79 e Julian....

Julius iPhoner alle 0:11 del 3 aprile 2011 ha scritto:

Ce ne intendiamo veramente?

Se fosse proprio un album orribile, come mai tutti i critici sembrano impazziti affermando il suo successo artistico?

Se fosse una schifezza, non lo prenderebbero nemmeno in considerazione. Immagino.

Ma quanti di quelli che lo ascoltano, riescono a dire che è un capolavoro? In genere, i pochi che riescono ad intenderlo.

L'effetto, in effetti, è quello che al primo ascolto, venga spontanea la domanda: "Ma questo era ubriaco??", ma bisogna andare oltre, ed affrontare più volte quel turbine caotico di suoni.

Se ci mettiamo davanti ad un quadro di Picasso, non sorge anche lì la domanda fatidica?? eppur... Picasso è il "sommo Picasso", è chi può contestare?

E' la preparazione che fa la differenza, e la pazienza.

galassiagon (ha votato 10 questo disco) alle 15:22 del 3 aprile 2011 ha scritto:

Chissà dal vivo questi brani come spaccavano! Certo sentire il disco dall'inizio alla fine è dura, ma chissenefrega, è straordinario lo stesso.

Poi IL CONCETTO DI DISCO è SOLAMENTE UNA NOSTRA COSTRIZIONE. Il capitano ci ha buttato dentro 70 minuti di roba che ognuno usa come gli pare.

Voglio ascoltare Ella Guru Ok? Solo quella, non ssi può?

Si è voluto commercializzare il 33 giri come se fossero singoli:

concept-album facilissimi, glammate da superstar da baraccone, ...40 minuti bevuti come una coca cola

synth_charmer alle 22:45 del 3 aprile 2011 ha scritto:

l'avanguardia consiste nello spingere l'arte ai limiti, portarli verso l'eccesso tralasciandone gli aspetti estetici e l'attenzione verso il fruitore finale. Quindi è perfettamente comprensibile che alla fine qualcuno non la apprezzi. Anzi, oserei dire che l'avanguardia non è fatta per essere apprezzata. Se poi il fruitore si ritrova particolarmente sbilanciato verso la direzione intrapresa da quella corrente avanguardistica, la apprezza il doppio, anche perché finisce per legarla ad un aspetto peculiare di sé. Se invece l'avanguardia va "oltre" ciò che il fruitore è disposto ad accettare, quest'ultimo non la considererà nemmeno arte cosa c'è da stupirsi?

Hexenductionhour (ha votato 8 questo disco) alle 12:55 del 4 aprile 2011 ha scritto:

RE:

Il "problema" di quest'album è che quando si riesce finalmente a comprenderlo,a districarsi in questo labirinto musicale riuscendo a dare un senso e un significato proprio a queste canzoni...poi non si riesce più a farne a me e tutto il resto delle musica che si trova in giro risulterà avere lo stesso spessore delle filastrocche per bambini,qui si va oltre la musica...per me quest'apbum è una specie di "Dogma" che vuole insegnare all'ascoltare a liberarsi da ogni schema e costrizione musicale ma anche mentale.

come si fa a non amare una cosa del genere:

"A squid eating dough in a polyethylene bag is fast and bulbous. Got

me?"

Hexenductionhour (ha votato 8 questo disco) alle 12:56 del 4 aprile 2011 ha scritto:

RE:

Il "problema" di quest'album è che quando si riesce finalmente a comprenderlo,a districarsi in questo labirinto musicale riuscendo a dare un senso e un significato proprio a queste canzoni...poi non si riesce più a farne a me e tutto il resto delle musica che si trova in giro risulterà avere lo stesso spessore delle filastrocche per bambini,qui si va oltre la musica...per me quest'apbum è una specie di "Dogma" che vuole insegnare all'ascoltare a liberarsi da ogni schema e costrizione musicale ma anche mentale.

come si fa a non amare una cosa del genere:

"A squid eating dough in a polyethylene bag is fast and bulbous. Got

me?"

magma (ha votato 8 questo disco) alle 19:13 del 24 giugno 2011 ha scritto:

Sperimentazione pura in questa pietra miliare del rock, che tuttavia risulta ostica anche per me, che di solito adoro musica decisamente ostica. Meno di 7,5/8 non si becca, ma gli preferisco Safe as Milk o anche Mirror Man, ugualmente geniali ma più accessibili. Comunque opera fondamentale, bisogna tentare di ascoltarla almeno una volta.

Anticitizen1 (ha votato 10 questo disco) alle 19:59 del 26 luglio 2011 ha scritto:

Il Caos regna sovrano

Alla fine di un'epoca appare sempre piu' evidente che paragonare TROUT MASK REPLICA di Captain Beefheart ad un qualsiasi altro album di musica Rock sarebbe come paragonare una sinfonia di Beethoven ai minuetti degli altri compositori della sua era.

Questo incommensurabile capolavoro,degno della musica classica e delle piu' grandi opere jazzistiche,e' insieme il disco piu' rivoluzionario,innovativo,complesso,creativo,coraggioso,grottesco,geniale,caotico,estremo,patologico,pagano,intenso,pittorico,astratto,ispirato,eterogeneo ed eterodosso (e molto altro ancora) della storia della musica contemporanea.Un'opera di tale complessita' e audacia da risultare quasi impenetrabile ad ogni tentativo di classificazione e/o interpretazione,tanto da rimanere di fatto indecifrato ad oltre 40 anni dalla sua pubblicazione (nell'anno di grazia 1969).Un album che ha aperto orizzonti sterminati al panorama della musica popolare,di influenza incalcolabile sulle generazioni future,non solo in ambito Rock (ne saranno influenzati anche molti grandi jazzisti). Nonostante la sua carriera sia costellata da dischi di incredibile statura artistica,e' soprattutto con questo autentico miracolo che Beefheart compie quell'opera titanica che lo consegnera' per sempre ai posteri: quello di azzerare completamente ogni dogma musicale,ogni convenzione stilistica,ogni ordine precostituito e,semplicemente,REINVENTARE LA MUSICA sotto i suoi termini,dando alle stampe una delle opere (in senso lato) piu' verginali di sempre.Nel corso di 28 brevissimi brani profondamente diversi l'uno dall'altro,Beefheart costringe l'ascoltatore a rivedere ogni suo canone estetico,ogni sua "certezza" (non solo musicale),e rielaborare radicalmente la concezione di cosa sia la musica,andando aldila' della dicotomia estetico-filosofica del "bello" e del "brutto".Ed e' soprattutto con quest'album che Beefheart spalanca ed irrompe definitivamente in quelle "porte della percezione" che altri grandi geni di questa musica,come Jim Morrison,Syd Barrett,Frank Zappa e altri,hanno solo potuto intravedere da lontano.Gran parte delle intuizioni in esso contenute non hanno ancora un nome,perche' deve ancora nascere l'artista che sia in grado di continuarle (o che abbia il coraggio di farlo).

Eretto da uno dei massimi geni dell'intero 900,Trout Mask Replica e' un incorruttibile,roccioso monumento alla creativita' e alla liberta' espressiva,di enorme ricchezza simbolico-semiotica,traboccante di messaggi allegorici,e racchiuso peraltro da un massiccio involucro di astrazioni e trovate surreali "oblique" che ne fanno una delizia per pochi palati raffinati,un "culto" destinato a pochi fortunati eletti; un elogio della follia concepito da una mente lontana anni luce da qualsiasi coscienza storica,musicale o artistica;un'ode al Caos interpretata,come se non bastasse,dalla voce piu' potente,camaleontica,versatile ed arcaica a memoria d'uomo;si potrebbe tranquillamente asserire,infatti,che lo strumento piu' straordinario e stupefacente della storia del Rock non sia la chitarra di Jimi Hendrix,o la viola di John Cale,o la tastiera di Klaus Schulze,ma la voce di Beefheart:un suono a meta' strada tra il roboante decollo di un aeroplano,il barrito di un elefante,il ruggito di un leone,l'ululato di un licantropo e lo stridente sferragliare di una locomotiva.Quando,in futuro,gli storici vorranno studiare il grande fermento artistico-musicale della seconda meta' del novecento,sara' soprattutto a quest'album che dovranno dedicare particolare attenzione (insieme a pochi altri che al confronto,almeno a mio avviso,fanno tenerezza).

Non esistono abbastanza aggettivi per decantarne le virtu'...

(Sono perfettamente cosciente che potrei essere tacciato di saccenza,presuntuosità,superbia,arroganza,"Sca-ruffianeria" ecc,ma la suddetta mini-recensione è lo specchio fedele di ciò che penso su questa immensa OPERA D'ARTE)

synth_charmer alle 16:53 del 27 luglio 2011 ha scritto:

se ne parla ancora eh

PetoMan 2.0 evolution (ha votato 5 questo disco) alle 11:09 del 3 agosto 2011 ha scritto:

@Anticitizen, ha parlato di Beethoven, qualche commento prima era stato tirato in ballo Picasso. Credo sia esagerato, e anche tanto. Forse ora è ancora troppo presto, forse fra qualche decennio si avrà un quadro delle cose più chiaro, ma ora se io dico Beethoven, Picasso o Mozart e Leonardo tutti sanno chi sono, forse non tutti conoscono e apprezzano le loro opere, ma tutti sanno chi sono, perchè loro fanno realmente parte della nostra cultura. Non credo si possa dire lo stesso per Captain Beefheart. Hai parlato di musica popolare, ma siamo sicuri che questo disco lo sia? A me non pare sia entrato nell'immaginario comune, ne che si sia radicato nella cultura popolare. Un'opera popolare deve saper parlare alla gente, non solo a pochi eletti. Hai parlato del futuro, bene, io non sono un veggente, ma penso che fra 50 o 60 anni questo disco sarà forse preso come esempio nella stesura di saggi sulle avanguardie sperimentali del secondo novecento, ma a parte qualche musicologo, non credo verrà ascoltato e ricordato da molti, mentre verosimilmente la musica dei Beatles sarà ancora on air. Ciò che resta veramente non lo decidono i critici, per fortuna. Vero che a volte un'pera d'arte richiede che i suoi fruitori siano adeguatamente "educati" per poterla capire, ma è altrettanto vero che di fronte a un capolavoro universale anche l'ultimo dei trogloditi ne rimane affascinato. Non mi sembra questo il caso.

PetoMan 2.0 evolution (ha votato 5 questo disco) alle 11:12 del 3 agosto 2011 ha scritto:

@synth_charmer, anche di silvio si parla spesso. Ho come l'impressione che di questo disco sia più gratificante parlarne che ascoltarlo, il che è tutto dire

bart (ha votato 4 questo disco) alle 17:35 del 15 settembre 2011 ha scritto:

RE: Ho come l'impressione che di questo disco sia più gratificante parlarne che ascoltarlo

Anche per me è così. Ho provato ad ascoltarlo di nuovo, ma niente da fare, proprio non ci riesco. Di questo disco mi piacciono solo le recensioni che lo riguardano.

dalvans (ha votato 1 questo disco) alle 16:55 del 23 settembre 2011 ha scritto:

Pessimo

Inascoltabile

Hexenductionhour (ha votato 8 questo disco) alle 21:29 del 23 settembre 2011 ha scritto:

come gli album di Laura Pausini

dalvans (ha votato 1 questo disco) alle 11:46 del 25 settembre 2011 ha scritto:

Per Hexhenductionhour

Interessante battuta...

KandyKorn (ha votato 10 questo disco) alle 18:13 del 8 settembre 2012 ha scritto:

Blues putrescente in decomposizione, il più grande capolavoro rock.

ThirdEye (ha votato 9 questo disco) alle 0:40 del 2 ottobre 2012 ha scritto:

Ahahahah. Ancora stento a comprendere coloro che reputano questo album cervellotico, difficilissimo, inascoltabile ecc ecc....E' DIVERTENTISSIMO e scorre con estremo piacere a mio parere!! Sarò anormale, ma mi ha divertito dal primo ascolto. Bello e importante.

gioberto alle 21:52 del 9 ottobre 2012 ha scritto:

Questo si ascolta ancora bene (per quanto mi riguarda rigrosamente in vinile).L'unico disco che non sono riuscito a portare a termine è stato "septober energy" dei Centipede. Pensai: " vabbè adesso non ho voglia.." e sono passati dieci anni...

galassiagon (ha votato 10 questo disco) alle 4:36 del 10 ottobre 2012 ha scritto:

chi non capisce questo album dimostra come la platea rock sia tendenizlamente poco preparata intellettualmente e spiritualmente

Illuminato_Savio alle 17:29 del 13 ottobre 2012 ha scritto:

Eppure, quest'album secondo me non va capito. Tento di spiegarmi (rispondendo a te ma poi per commento generale).

Qui ci sono degli istinti bradi, delle psicosi quasi che vengono divorate, non più sfogate, ma sfracellate.

Per assurdo, come dico spesso, io non l'ho capito.

Preferisco ascoltare , ma non m'azzardo a dire che sia superiore, "Safe As Milk".

Però non lo vedo recensito. E non è un album da meno.

Illuminato_Savio alle 17:29 del 13 ottobre 2012 ha scritto:

Eppure, quest'album secondo me non va capito. Tento di spiegarmi (rispondendo a te ma poi per commento generale).

Qui ci sono degli istinti bradi, delle psicosi quasi che vengono divorate, non più sfogate, ma sfracellate.

Per assurdo, come dico spesso, io non l'ho capito.

Preferisco ascoltare , ma non m'azzardo a dire che sia superiore, "Safe As Milk".

Però non lo vedo recensito. E non è un album da meno.

glamorgan alle 12:52 del 19 gennaio 2013 ha scritto:

mi tengo sempre lontano da film e album con la dicitura importante,ma la musica deve essere bella o importante? sg.t pepper ha portato una rivoluzione nel sistema di registare la musica ecc ecc,e chi se ne frega?

una bella canzone è più importante del modo in cui è stata registrata,che sia di joan baez,di dusty springfield,dei mamas and papas,dei kinks,dei doors o chi altri

nebraska82 alle 14:18 del 19 gennaio 2013 ha scritto:

confesso di non essere mai riuscito ad ascoltarlo tutto. e non ne sento la mancanza....è grave?

nebraska82 alle 14:19 del 19 gennaio 2013 ha scritto:

confesso di non essere mai riuscito ad ascoltarlo tutto. e non ne sento la mancanza....è grave?

glamorgan alle 8:05 del 21 gennaio 2013 ha scritto:

dicotomia bello/brutto,dadaismo/avanguardismo...ma non erano solo canzonette? rispetto chi lo ama,probabilmente sono più acculturati di me,probabilmente se fossi un musicista lo giudicherei in maniera differente

alekk alle 19:44 del 30 aprile 2015 ha scritto:

Bestemmio se dico che il capolavoro del capitano è "Safe as Milk"?uno dei più grandi album degli 60'. TMR è un po controverso ..

galassiagon (ha votato 10 questo disco) alle 16:45 del 2 maggio 2015 ha scritto:

non bestemmi perchè l'ultima tendenza è prorio quella di porre il più accessibile Safe as Milk come capolavoro e magari considerare Trout come una pazzia inconcludente. La Trota rimane il capolavoro assoluto.

Paolo Nuzzi (ha votato 10 questo disco) alle 16:11 del 4 maggio 2015 ha scritto:

Con tutto il rispetto per "Safe as Milk", disco splendido, la Trota è davvero di un altro sistema solare..

tonysoprano (ha votato 9,5 questo disco) alle 22:41 del 22 aprile 2016 ha scritto:

Il fatto che sia stato un album innovativo è ormai più che oggettivo. Però, è veramente faticoso apprezzare un album del genere bisogna ascoltarlo minimo tre volte per comprenderlo.

Giorgio_Gennari (ha votato 10 questo disco) alle 0:31 del 6 marzo ha scritto:

Al solito su album del genere (varrebbe anche per il primo dei Faust o White Light/White Heat, giusto per citare due album estremi) compaiono teste marce che mettono 1 senza pensarci due, tre, dieci volte. Capisco perfettamente che sia un album non per tutti e che persone anche musicalmente molto acculturate possano non apprezzarlo, considerarlo inutile, senza scopo, inascoltabile e assolutamente privo di qualsivoglia artisticità. Ho tuttavia il sospetto che molti che votano malissimo il disco in questione siano persone che non hanno idea di che significhi ascoltare Musica, e che annoiati vogliono imporre la loro del tutto errata conclusione. Allora Picasso era un artista mediocrissimo e inutile, visto che disegnava forme non convenzionali giusto, saggi dei miei stivali? E Dalí era un farabutto incapace, viste le sue bizzarrissime pitture, giusto? Beh ve lo spiego, se pensate a questi artisti come a dei completi incapaci e incompetenti, sappiate che semplicemente il vostro giudizio è inutile. Se ve la devo tagliare proprio a fettine, vale lo stesso discorso per Trout Mask Replica

Marco_Biasio (ha votato 4 questo disco) alle 12:43 del 8 marzo ha scritto:

Oltre ad aver scoperto e difeso l'acqua calda, qui di saccente c'è solo il tuo tono.

Giorgio_Gennari (ha votato 10 questo disco) alle 21:08 del 8 marzo ha scritto:

esattamente Cosa del mio commento mi contesti?