R Recensione

7/10

Orka

Livandi Oyoa

La prima notizia è di quelle che tengono svegli la notte e fanno sudare freddo: le Isole Faer Oer esistono davvero. Per anni abbiamo creduto si trattasse di un nome convenzionale creato per far si che le squadre dei gironi eliminatori degli Europei di Calcio fossero pari. Mancava una squadra e la FIFA raggruppava undici calciatori dilettanti mandandoli al martirio. Quelli prendevano cinque gol dall’Irlanda (un classico), quattro dall’Olanda e magari sette dalla spietata Lituania, dopodichè tornavano a casa fieri di aver giocato un ruolo importante, benché passivo, nel conteggio della differenza reti.  

Invece non è così. Le Isole Faer Oer non sono una grigia elucubrazione mentale di Mr Joseph Blatter, ma un simpatico gruppetto di isole che affiorano curiose in quella distesa d’acqua ghiacciata che separa il Regno Unito dall’Islanda. Sona abitate da meno di 50 mila persone, quasi tutti pescatori a tempo pieno e calciatori a tempo perso. Alcuni di questi pescatori-calciatori si dilettano anche con la musica. Come questi cinque Orka, che debuttano grazie al coraggio della Ici D’Ailleurs (etichetta che ha consentito al mondo di conoscere gente come Yann Tiersen o Matt Elliott, giusto per citarne due).  

Basterebbe guardare il video inserito alla fine del disco per innamorarsene perdutamente. Girato (malissimo) in un vecchio capanno per attrezzi, tra zappe, scatoloni di cartone e pneumatici sgonfi. C’è un tizio che suona una batteria composta da tavolini da bar e bidoni di latta, altri due armeggiano con strumenti a corda autocostruiti, il quarto canta e suona con l’archetto una sega da falegname (“strumento” ampiamente utilizzato anche dai Black Heart Procession) mentre il quinto soffia aria tramite delle pompe dentro bottiglie di vetro disposte su pedane di legno a mo’ di pianoforte. L’intero disco è stato composto e registrato in cinque giorni, con quegli strumenti e dentro quella specie di garage.  

La musica degli Orka può essere definita industriale, per la volontà di sperimentare e per l’uso di strumenti non convenzionali. Il fatto è che in questo caso l’ambientazione industriale, cittadina e ferrigna per vocazione ed esito finale, viene trasferita in campagna, e questo regala alla marzialità delle composizioni un clima inspiegabilmente disteso e pacato.  

Livandi Oyoa” è diviso in due parti. Nella prima troviamo sei tracce (registrate dal vivo al termine delle “sessioni del garage”) nelle quali i cinque si dimostrano capaci di creare atmosfere post-industriali dall’andamento circolare e vagamente pop (“Fjøllini standa úti”), con buoni inserti melodici (il sapore etnico della title-track) e suggestivi passaggi strumentali (“Volmar”). Aggiungete una bella iniezione di esotismo fornita dal cantato in lingua originale (il faroese) e da alcuni momenti decisamente folkloristici (la marcia nordica accennata in “Myrkursins muður”). La seconda parte dell’album contiene alcuni brani remixati e rivisitati, tra gli altri, dai compagni di etichetta Third Eye Foundation (“Volmar letur eygað” e “Aftur Triðja dagin”, in pieno stile Matt Elliott) e da Deadverse, ovvero Oktopus dei Dalek (“Í mínum æðrum”), a dimostrazione che la musica degli Orka parte dalla campagna ma non disdegna il filtro caotico della città.

Per la cronaca, la nazionale delle Faer Oer si ritrova nello stesso girone dell’Italia per le qualificazioni agli Europei. In questo momento sono ultimi, con dodici sconfitte su dodici partite giocate, e quattro gol segnati contro quarantatrè subiti. La sera prima del match contro l'Italia tutti i giocatori delle Faer Oer si sono presentati in gruppo al miglior negozio di articoli sportivi del luogo per comprare scarpini nuovi e non sfigurare davanti ai campioni del mondo in carica. Sono stati sconfitti con una sola rete di scarto. Doppietta di Inzaghi e gol di Rògvi Jacobsen, capocannoniere della nazionale per hobby e carpentiere di professione. Chissà com’è come musicista.    

V Voti

Voto degli utenti: 6/10 in media su 1 voto.
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REBBY 6/10

C Commenti

Ci sono 2 commenti. Partecipa anche tu alla discussione!
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REBBY (ha votato 6 questo disco) alle 8:24 del 24 aprile 2009 ha scritto:

Alcuni degli strumenti da loro creati sono

semplicemente geniali. I video in cui vengono

mostrate le fasi della creazione, ma anche le esibizioni live, sono divertenti (e loro si

divertono ancora più di noi). Un esclamazione

(in faroerese) esce spontanea: Orka boia che

banda ad mat, ma quanti canon i s'è fat? La

musica che propongono, beh qui la similitudine con la loro nazionale ci sta tutta. Gruppo

simpatico indubbiamente, soprattutto al grezzo,

non ritoccato. Alle Far Oer i sonador i è come

i zugador: di gran pescador!

george alle 19:54 del 4 maggio 2009 ha scritto:

orka l'orca ho visto il video ma che fatica!!! Proverò ad ascoltarlo