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R Recensione

7,5/10

Psycho Kinder

Peri Physeos

Il progetto Psycho Kinder, creato e progressivamente evoluto dal marchigiano Alessandro Camilletti, è stato in grado di raccogliere consensi sempre più vasti e apprezzabili nonostante sia incentrato su un genere musicale per nulla “popolare”. Le sue caratteristiche specifiche che intrecciano testi lirici, aforismi, citazioni, poesie vere e proprie con sonorità collocate tra l'ambient e l'industrial vero e proprio sono caratteristiche che possono far rabbrividire i puristi del rock. Eppure il pubblico entusiasta delle prodezze di Camilletti va espandendosi anche al di là della cortina nebulosa delle nicchie sperimentali. Questo ultimissimo lavoro vede tra l'altro concretizzarsi la collaborazione con una delle colonne portanti della musica elettronica estrema italiana (e non solo italiana). Quel Maurizio Bianchi che da quasi mezzo secolo porta avanti una linea guida del suono trasversale a cui molti sono debitori e che qui intesse panorami astratti di incredibile potenza per fare da colonna sonora a versi e citazioni di Eraclito.

Camilletti si è sempre avvalso della cooperazione di validi e blasonati musicisti della scena elettronica e delle avanguardie nostrane, da Lino Capra Vaccina a Deca, fino a Giovanni Leo Leonardi. Musicisti che hanno sostenuto e amplificato l'intensità dei testi come nella migliore tradizione della scena alternativa non-conforme e non-allineata, per intenderci quella di nomi come Sol Invictus, Current 93, Boyd Rice, ma anche di un poeta più “pop” come Battiato. Del resto Camilletti sembra teso a mediare tra filosofia e musica con uno stile che non cede ad alcun compromesso e questo fa dei suoi dischi capitoli fuori dal tempo e dalle mode.

Questo “Peri Physeos” costruito con tracce senza titolo, o meglio intitolate dalla propria musicalità stessa, è un altro punto di arrivo che sposta ancora il confine della sua libertà espressiva, ammantandosi di suggestioni rumoristiche vorticose che contrastano eccezionalmente bene con le granitiche imperiture citazioni del filosofo ellenico. Anche se l'album prende il nome da una famosa opera di Parmenide, ha un riferimento pertinente ad Eraclito, in quanto verte comunque sul discorso intorno alla natura delle cose e dell'uomo che i due grandi pensatori trattarono con modalità contrapposte. Dove il primo sosteneva l'immobilità e immutabilità, l'altro dichiarava la continua e costante mutevolezza e trasformazione del tutto. Ed ecco allora che Psycho Kinder/Camilletti sembra voler mettere in atto una dialettica allegorica di questo autentico conflitto filosofico, contrapponendo ai rutilanti flussi sonori di Bianchi l'imperturbabile maestosa vocalità del suo recitato.

Opera non per tutti, ma che tutti dovrebbero provare a conoscere.

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Stefano_85 alle 9:46 del 18 marzo ha scritto:

Proposta interessante. Complimenti.