R Recensione

6/10

Poison Arrows

First Class, and Forever

I Poison Arrows appaiono per la prima volta nella scena musicale nel 2004 con Trailer Park, scaturito dalla mente di Justin Sinkovich, vocalist, chitarrista e tastierista della band di Chicago Atombombpocketknife. La one man band di partenza però è destinata ad ampliarsi, tant'è vero che Sinkovich inizia a suonare con il batterista Adam Reach, e con uno dei guru del mathrock, il bassista Patrick Morris, degli storici Don Caballero. Quello che ne viene fuori è un EP, Straight Into The Drift, il quale vede la luce nel 2007, seguito un anno dopo da Casual Wave, che vede maturare il sound di una band sempre più affiatata e compatta.

È nel 2009 però che i nostri danno alle stampe il primo album vero e proprio, questo First Class, and Forever, e non scelgono un posto a caso per le registrazioni...È nello studio di Steve Albini (altro guru, tanto per cambiare), l'Electrical Audio Studio A, che vengono registrate le tracce, o perlomeno le strutture base, per passare poi al The Plaza per quanto riguarda gli overdub. Un disco studiato e rifinito, prodotto con la massima attenzione come dimostra il complesso iter che ne ha preceduto l'uscita.

Interessante vedere se dall'unione di tutti questi promettenti elementi (in particolare la presenza di Morris) possa venir fuori un capolavoro o meno.

Va detto innanzitutto che chi si aspetta le cavalcate infuocate dei Don Caballero è totalmente fuori strada. Quello che abbiamo di fronte è un lavoro spigoloso e a tratti frenetico si, ma decisamente più rilassato rispetto ai lavori della band di Pittsburgh. La tastiera di Sinkovich e l'attenta lavorazione sugli overdub imprimono al disco un aspetto gelato, calcolato e dalla pronunciata anima elettronica, predominante rispetto ai momenti più rock.

Tastiere ed effetti elettronici inaugurano così il primo pezzo (Future Wine) tra i dieci contenuti nell'album, aprendo una lieve e soffusa via all'esplodere di chitarra basso e batteria, i quali si lanciano da subito in sali scendi ritmici e tecnicismi matematici. Il basso di Morris si fa subito notare per plasticità e abilità nel tenere testa ai restanti elementi e il tutto scorre in bilico tra alternative rock, post-core e math. Stessa impostazione per il brano successivo (Total Beverage), questa volta immerso in un'elettronica più acida e distorta (quasi a voler scomodare l'electro-rock dei Trans Am).

Tuttavia non sono questi i brani capaci di catturare l'attenzione, risultando fin troppo legati al passato ed incapaci di andare oltre (o eguagliare) i nuovi standard del genere imposti inevitabilmente da band come i Battles, per citare la più recente.

E così ci dobbiamo accontentare dei brani maggiormente rivolti alle loro radici rock, come l'intricata e ribollente (ancora il basso di Morris a farla da padrone) Fire Up the Happiness Center, per svegliarci dal torpore che il mood narcolettico dell'album ci imprime.

Brani come Casual Wave (corrosiva, sperimentale e permeante), An Unexploaded Dream (memore del miglior post rock, con quel basso in delay e quegli effettini che sembrano rimandare a certi Tortoise), e Peruvian Mountain Fight (la più scatenata del lotto, direttamente ispirata da Shellac e Don Caballero, con quel riffone imponente che fa convergere su di sé tutto l'ordine per srotolarlo successivamente dotato di maggior carica e slancio).

Ottimo esempio di tecnica dunque, questo First Class, and Forever, nonché esemplare nel suo rifinito e levigato processo di produzione che fa dello studio di registrazione un ulteriore strumento sonoro da affiancare a chitarra, basso, tastiera e batteria.

Un disco nostalgico però, che suona fin troppo anni '90 per accostarsi alle attuali gemme che pur traendo diretta ispirazione da quegli anni riescono ad evolvere in soluzioni moderne ed inedite. Cosa che l'album in questione, a mio parere, non riesce a fare.

Sito ufficiale: www.thepoisonarrows.com/

My Space: www.myspace.com/thepoisonarrows

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