R Recensione

7/10

Father Murphy

Anyway Your Children Will Deny It - 8 Heretical Views

Rifare i Father Murphy non può che portare all’eresia, perché si va a mettere le mani su materiale che è già profanatore, e se a farlo è gente come Black Dice, EMA, Indian Jewelry e Sic Alps, si rischia davvero la scomunica per eccesso di roba figa. Queste otto revisioni eretiche di pezzi tratti dal recente “Anyway Your Children Will Deny It”, più due remix contenuti in un 7’’, proseguono dunque una messa nera già crostosissima, rileggendone spesso i versetti per sottrazione. Un po’ inevitabilmente alla seconda, ma si gode.

A sparire, quasi del tutto, sono le chitarre del Reverendo Freddie, a cui nel disco erano demandati gli scavi più terrigni e duri. Tolta l’abrasione, resta uno spazio che comunque niente ha della serenità. Se è pace, è la pace del R.I.P. Così nei pezzi più svaporati del 7 pollici si respira un’inquietudine sospesa in un ambient dopo la tempesta da paura (Philippe Petit che rifà "Diggin' the Bottom of the Hollow" e gli Indian Jewelry che rileggono “His Face Showed No Distortions”, per un’aria mortifera ben lontana dai loro standard).

Altrove alle chitarre si sostituiscono incursioni elettroniche e rumorismi taglienti che possono incutere angoscia quando si concentrano su loop vocali mandati in marcescenza (W.H.I.T.E ancora su “Diggin the Bottom of the Hollow” e Noel Von Harmonson dei Sic Alps che rilegge “Their Consciousnes” in chiave ultra-funeraria) o ipnosi nera se a fare da base sono i beat (Happy New Year per “How We Ended Up With Feelings of Guilt” e ancor più il lavoro degli Zulus su “It Is Funny, It Is Restful, Both Came Quickly”, dove la batteria ossessiva dell’originale diventa un picchiare di blips su scorze noisy piene di spigoli).

Notevoli i momenti in cui l’abrasione è ricreata per via elettronica e dotata di una sua struttura nuova: gli Yvette che remixano “In Praise of our Doubts” e i Black Dice su “In the Flood with the Flood” ci vanno giù pesanti davvero, con stravolgimenti che mantengono il sapore dell’originale ma lo rivestono quasi a nuovo. EMA, poi, che tira fuori gli archi alla fine di “Don’t Let Yourself Be Hurt This Time” (dopo quello che onestamente sembrava un compitino), dà un colpo di grazia che un po’ alla grazia assomiglia.

Degna coda, comunque, a un gran disco. Ora i ragazzi stanno lavorando a un nuovo Ep sul fallimento. Aspettiamo in eretico non-silenzio.

V Voti

Voto degli utenti: 7/10 in media su 1 voto.
10
9,5
9
8,5
8
7,5
7
6,5
6
5,5
5
4,5
4
3,5
3
2,5
2
1,5
1
0,5
Cas 7/10

C Commenti

Non c'è ancora nessun commento. Scrivi tu il primo!
Effettua l'accesso o registrati per commentare.