V Video

R Recensione

7/10

Golden Oriole

Golden Oriole

Prima di entrare in uno iato dal sapore definitivo, i norvegesi Staer fecero in tempo ad impreziosire la loro discografia con un’autentica perla, il 12” in vinile “The Collapse Of Ancient Funk” (un nome, una garanzia…). Il consiglio è quello di recuperarlo quanto prima e di lanciarsi all’ascolto del lungo brano che occupa il lato B, “The Golden Oriole”: non solo avrete l’occasione di familiarizzare con una delle destrutturazioni noise più ardite ed avvincenti del trio di Stavanger, ma troverete anche i giusti punti di contatto per accedere al raggio d’azione del progetto che, di fatto, è filiazione diretta di quell’esperienza.

I venticinque minuti dell’omonimo esordio dei Golden Oriole, suddivisi in tre lunghi brani, destabilizzano per inventiva e originalità, tanto che non è semplice cercare di definire quanto ascoltato. È anche (ma non solo) funk cibernetico, costruito su – e divorato da – scorie metalliche e dissonanze dell’oltretomba: è anche (ma non solo) no wave sotto anabolizzanti; è anche (ma non solo) techno analogica, resa irriconoscibile e deturpata dai feedback; è anche (ma non solo) noise-kraut dissolto su prominenti pattern ritmici ostinatamente uguali a loro stessi; è anche (ma non solo) la disturbante colonna sonora di un dancefloor sbagliato, una Saturday Night Fever cavalcata dal Reno di The Driller Killer. Aleggia quasi un senso di perversa soddisfazione nel far ondeggiare piedi e testa sulle scansioni sbilenche di “The Approaching Of The Disco Void”, prima che un break assassino (l’erompere di distonie à la Noxagt, il moltiplicarsi di fill sincopati, la chitarra che si fa gelida stringa aliena) invada la scena a sorpresa. La tanz debil di “The Pyrite Wink”, che allo scoccare del sesto minuto si fa Carl Craig versione metallica, segue a stretta distanza: un colpo da biliardo che fa sembrare un giochino da ragazzi persino la deforme exotica nucleare di “The Chrysopoeia Of The Trilithon Ass” (sei corde in perenne wah che fraseggia come uno Scofield industriale).

Disco noise (?) dell’anno, subito dietro agli spettacolari di “Summa”. E siamo solo all’inizio…

V Voti

Nessuno ha ancora votato questo disco. Fallo tu per primo!

C Commenti

Non c'è ancora nessun commento. Scrivi tu il primo!
Effettua l'accesso o registrati per commentare.