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R Recensione

6/10

Merzbow, Pándi, Gustafsson

Cuts

Se “Cuts” vi attira solo per la stupenda copertina, è consigliato un assaggio preventivo, magari sul fornito jukebox della RareNoise. Se invece conoscete già l’aura noise di Masami Akita, in arte Merzbow, sperimentatore giapponese degli angoli più estremi dell’udibile attivo da quasi trent’anni sulla scena musicale, più o meno sarete preparati ad affrontare gli oltre settanta minuti di terrificante assalto sonoro. Solo che dovrete mettere nel conto due ulteriori pesanti contributi: il sassofono dello svedese Mats Gustafsson, già protagonista di diverse soniche avventure in territori di libero jazz (da ultimo il cd del suo gruppo The Thing, con ospite Neneh Cherry, a fare “The Cherry Thing”), e la batteria dell’ungherese Balázs Pándi, già presente in diversi capitoli del catalogo RareNoise.

L’insieme non è definibile musica, ma piuttosto una forma espressiva a cui accostarsi come si fa con certe opere d’arte contemporanea. E che sia quello il terreno lo confermano alcune opere passate di Merzbow, come la composizione unica “blindata” all’interno di una BMW, acquistabile ed ascoltabile solo insieme all’auto. Non di ascolto, quindi, si deve parlare, per chi voglia porgere le orecchie, ma di un atto di vera sottomissione agli infernali strumenti del trio.

Quelli di Merzbow, poi, se la ricetta vi incuriosisce, assomigliano a veri e propri attrezzi da tortura. C’è in rete un emblematico video di un suo live in Corea che ritrae una scena a dir poco surreale: in un bucolico e solare ambiente affollato da turisti con ombrellino, Merzbow dispensa una colonna sonora noise talmente urticante da inorridire alcuni astanti e costringerli a tapparsi le orecchie. I cinque lunghi pezzi non hanno sviluppo, ma prevedono un progressivo accumularsi di ondate di rumore elettrico sempre più intenso, con la batteria ed il sax liberi di vagare a piacimento per sottolineare la carica tellurica dell’insieme. Unica eccezione “Like Razor Blades In The Dark”, che propone una variante minimalista della ricetta, a base di elettronica pulsante e sax.

Oggetto di culto, “Cuts”, specie nella versione in doppio LP. Da conservare con cura, magari ascoltandolo meno possibile.

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