V Video

R Recensione

7/10

OvO

Cor Cordium

Fatevi un segno della croce benaugurante e una bella tabula rasa di tutti i pregiudizi che potete avere sul non-suono e sulla anti musica. Nella vita, un’apertura mentale del genere può sempre servire. Specie se ha le fattezze di un pezzo di carne sanguinolenta, pulsante, viva. Cor Cordium significa, letteralmente, “il cuore dei cuori”. Una sconfinata fiducia nell’amore e nella sua potenza, in grado di appianare i conflitti e regolare le leggi del mondo, fu quella che albergò dentro la figura, umana prima che letteraria, di Percy Bysshe Shelley, nei suoi peregrini vagabondaggi, sul fondo del Mar Tirreno. Forte al punto da volere incisa la sua più grande testimonianza su una lapide di marmo, nel cimitero protestante, lui che pur religioso non era affatto. Laconicamente, lo stesso Bruno Dorella, attentatore di spartani drum kit e metà marziale del progetto OvO, ammette che “si porta dietro un immaginario immenso”. Primo piccolo indizio per avvicinarsi al disco in maniera meno turbolenta. Le sfumature femminili, osservabili in realtà su un piano puramente fisico, sono donate da Stefania Pedretti, frontwoman delle Allun, poi attiva come ?aloS – allucinanti esibizioni in cui le chitarre vengono seviziate, le verdure fatte saltare in padella, i campanelli suonati con la gestualità corporale – e grande amante delle religioni pagane, dell’occultismo gotico (vedi alla voce “nuova colonna sonora del Nosferatu di Murnau”) e dell’arte performativa.

Nei dischi non mi aspetto di trovare canzoni. Non più e non solo, perlomeno: una lunga lista di testimoni depone a tal proposito. Ho dovuto comunque faticare molto, tuttavia, per capire se in “Cor Cordium” c’è qualcosa di lontanamente riconducibile alla definizione di “riff”. Nelle pieghe del noise-doom di “In Ogni Caso Nessun Rimorso” spuntano fuori, a fatica, alcuni brandelli di melodie lontane. L’attacco furibondo di “Penumbra Y Caos” è stato pensato apposta, me lo immagino, per far saltare sulla sedia l’amante del muro di suono, dell’headbanging a buon mercato. E “Marie”, già, “Marie”, non è che l’hai vista in giro ultimamente?, beh, quella vocina cantilenante farà pure tanto Goblin – per la verità, pane al pane, io avevo pensato più a una “Jesus Loves Me” di Rose Shepard, quella che sembra chiudere a sorpresa “Gummo” di Harmony Korine, anche solo per rimanere in tema di devianza – ma una sua scansione melodica ce l’ha. Uff, che fatica, che forzatura. Cosa rimane in mano, dopo questa grossolana sgranatura?

Scopritelo voi, cosa rimane in mano. Se scegliessi di essere nudo e crudo, e vi dicessi una montagna insormontabile di rumore cacofonico, non mi credereste e avreste ragione a farlo. “Cor Cordium” non ha la solennità dell’iscrizione da cui prende ispirazione, né ha la staticità che ci si aspetterebbe da lavori del genere. C’è una cosa, però, una connessione tra i due termini: e tutto ci riporta, ancora una volta, alle parole di Dorella. I (lamenti? rantoli? tormenti?) del disco sono impossibili da ascoltare così, per come sono: vanno interpretati e, ecce homo, da questo punto di svolta si propaga l’immensa forza immaginifica che li pervade. Un insulto forse, sicuramente una sottovalutazione, sarebbe riporre gli OvO nel cassetto degli oggetti da maneggiare con cautela, come un cimelio da rispolverare, ogni tanto, per il torneo abituale del famolo strano. Nessun vantaggio e nessuna gloria potrebbe ricoprire il duo, se quella messa in atto fosse sempre e solo provocazione. La razionalità intrinseca in ciascuno di noi fatica ad accettare che possa, in qualche modo, trattarsi di altra arte, addirittura di arte superiore. Certo è che il caso, inteso come organizzazione imprevedibile di variegato materiale (a)musicale, non riesce mai a trovare posto, in un martellare perpetuo di input, a partire dall’irrefrenabile ritmo di “Lungo Computo”, attraverso gli ideogrammi post-industriali di “Nosferatu”, per arrivare all’aggrovigliarsi frenetico del noise catatonico in “Orcus” e alla (voluta?) citazione, in chiave minimale, del terremotante incipit di batteria di “Painkiller” dei Judas Priest ne “La Bestia”.

Tanta e grande musica ha dato forma (?) a “Cor Cordium”, al punto da non pensare incidentale nemmeno il recente approdo degli OvO su Supernatural Cat. Di doom e noise abbiamo già detto: si potrebbero aggiungere il metal, la no wave (“The Owls Are Not What They Look Like”), il gothic rock. Eppure questi brani vanno oltre qualsiasi definizione, qualsivoglia incasellamento. È la dimensione live, il contatto con le assi del palcoscenico che permetterebbe, davvero, di poter apprezzare a tutto tondo il fischiare conturbante di synth e la conclusiva esplosione jazzcore di “Penumbra Y Caos”, le distonie chitarristiche e il convulso miagolare in “Smelling Death Around”, lunga cerimonia funebre da catacomba innevata molto vicina al Morricone cupo e frammentato de “Il gatto a nove code”, o ancora “Marie”, ossessiva cantilena circolare ridotta a feticcio ritmico e spiccatamente antiarmonico, via via sempre più digrignata e diabolica, che svela l’intelligenza tattica della Pedretti.

Serve a qualcosa apprezzare o disprezzare dischi del genere? Probabilmente no. Il sette complessivo che leggerete ad inizio pagina è solo un’indicazione di ascolto. Molto meglio l’astensione: anzi, no, la fruizione silenziosa e priva di commenti.

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C Commenti

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crisas (ha votato 1 questo disco) alle 1:13 del 3 agosto 2011 ha scritto:

Le colline hanno gli occhi ma non le orecchie !

Io non me la prendo con loro ma con chi vuol vendere questo splatter musicale come "apertura mentale".

rdegioann452 (ha votato 1 questo disco) alle 12:49 del 3 agosto 2011 ha scritto:

no comment

Marco_Biasio, autore, alle 13:31 del 3 agosto 2011 ha scritto:

RE: no comment

Ragazzi, quest'atteggiamento è passato di moda da quando è uscito "Scum" dei Napalm Death. Argomentate il vostro voto come io ho fatto con una intera recensione (che non avete letto). Ah: la frase "questa non è musica" non vale.

rdegioann452 (ha votato 1 questo disco) alle 13:53 del 3 agosto 2011 ha scritto:

my dear, la recensione l'ho letto e mi è piaciuta. il disco non lo ascolterei nemmeno se mi pagassero (si fa per dire, in tempi di vacche magre). non c'è molto da argomentare: io non mi ci avvicino nemmeno ad album di questo tipo.

poi se voui mettere sullo stesso piano questa roba con questa canzone a caso (), liberissimo di farlo.

synth_charmer alle 13:58 del 3 agosto 2011 ha scritto:

RE:

ah quindi adesso piantiamo 1 ai dischi senza nemmeno ascoltarli? A prescindere, perché un certo genere non lo sfioriamo nemmeno? Su ragazzi, recuperiamo un minimo di onestà intellettuale, 'sto discorso l'abbiam fatto mille volte. Non siam mica obbligati a votare eh..

Lezabeth Scott alle 14:08 del 3 agosto 2011 ha scritto:

è un po' come l'antico dilemma di Nanni Moretti: mi si nota di più se non voto o se voto ma voto a cazzo di cane?

rdegioann452 (ha votato 1 questo disco) alle 15:20 del 3 agosto 2011 ha scritto:

onestamente-intellettualmente sarò anche un ignorante, ma il mio voto rimane tale. questa la considero anti-musica.

per quando riguarda nanni moretti, è palese che mi si nota di più se voto a cazzo di cane (vedi governi berlusconi).

Marco_Biasio, autore, alle 20:24 del 3 agosto 2011 ha scritto:

RE:

Non voglio rompere i coglioni a tutti i costi, ma se avessi davvero letto la recensione - piaciuta o meno, non importa, si parla del disco in fondo, la mia è una semplice divulgazione - sapresti che a giudicarla anti-musica sono stato io per primo. Di più, ho parlato di amusicalità, addirittura di antisuono. Questa antimusica, ripeto anche questo, si lega strettamente ad altri aspetti performativi sul palco: vedi le passioni di Stefania Pedretti ed i video girati nelle gallerie d'arte, dove si è esibita con ?aloS. Insomma, parlare di frastuono a caso - già detto pure questo - è senza senso, perchè dietro c'è un disegno ben preciso. Non discuto i gusti personali e so che è difficile parlare di dischi del genere, di gruppi del genere. Però se si vuole lasciare un commento sulla tara dell'opera - perchè questo è stato fatto - commenti come i vostri sono privi di ogni senso e di ogni utilità. Non portano ad una discussione, non sviluppano un dialogo. Cosa c'entrino poi i Roxy Music e che tipo di paragone può essere fatto tra i due gruppi davvero non si sa.

crisas (ha votato 1 questo disco) alle 18:35 del 3 agosto 2011 ha scritto:

Le colline hanno i mestoli

Domani prendo una pentola ed un mestolo, li sbatto tra di loro per 1 oretta a caso, lo registro e poi ci faccio un bel video vestito da clown pazzo. Finito il tutto lo metto online per un vostro riscontro.

Naturalmente la frase " questa non è musica" non vale!

gull alle 19:01 del 3 agosto 2011 ha scritto:

Ma perché, nel video sopra (visto che il disco non lo volete ascoltare, accontentiamoci di una sola traccia) la musica è riducibile ad un mestolo che pesta una pentola? Ma benedetto iddio che palle leggervi a volte.

crisas (ha votato 1 questo disco) alle 21:07 del 3 agosto 2011 ha scritto:

Tu scrivi tara dell'opera , il problema è che qui c'è soltanto tara, di opera non vedo niente, semmai tanto fumo. Di cosa dovrebbe discutere? Del tentativo palesemente artificiale di uscire dagli schemi del suono grazie all'uso della schizzofrenia ritmica e ripetitività ? Ma per favore!

Chi scrive l'articolo non si limita a divulgare ma giudica e pure in maniera molto positiva.

Marco_Biasio, autore, alle 22:21 del 3 agosto 2011 ha scritto:

RE:

Sbagliato. Nell'ultimo paragrafo spiego perché ho dato 7 a questo disco, giustificandolo semplicemente come una "indicazione di ascolto". Il disco per me è invotabile. Non vedi opera e non vedi arte, eppure gli OvO sono una realtà che parte dal noise per unirsi al teatro, alla danza gestuale, all'avanguardia, a certo ritualismo. Capirei un commento negativo basato su un insieme di queste cose, ma continuo a leggere superficiali critiche alla pretesa disarmonia dell'apparato musicale del duo. Peraltro io non ho nemmeno mai sostenuto che gli OvO siano un gruppo "nuovo" nell'impostazione, che facciano roba "nuova" o che siano fautori di uno schema inedito: ho elencato tutti i generi e le derivazioni che riecheggiano e si intersecano nei brani, dal doom alla no wave, dall'industrial al gothic rock. Mi verrebbe da chiederti, allora, cosa ne pensi dei Throbbing Gristle, di Stockhausen (pensa un po', ha realizzato un disco registrando rumori per pale di elicotteri), degli Einsturzende Neubauten, persino di "Sister Ray" dei Velvet Underground, o dei dischi della coppia John Lennon / Yoko Ono.

crisas (ha votato 1 questo disco) alle 0:29 del 4 agosto 2011 ha scritto:

Sono una realtà della danza e del ritualismo? Allora rimangio quello che ho scritto

I Throbbing Gristle, quella si che era sperimentaizione !

gull alle 1:22 del 4 agosto 2011 ha scritto:

Si ma se devi prendere per il culo, fallo almeno citando correttamente: "gli OvO sono una realtà che parte dal noise per unirsi al teatro, alla danza gestuale, all'avanguardia, a certo ritualismo". Questo ha scritto Biasio. Dopo di che, spero che tu ti renda conto di avere toccato uno dei punti più bassi delle varie discussioni sui dichi recensiti.

1°- te la prendi con il recensore perché non stronca il disco che tu, verosimilmente non avendolo nemmeno ascoltato per intero, trovi mero "splatter musicale", con atteggiamento che si commenta da solo;

2°- poi te ne esci con la boutade del mestolo e della pentola che nulla c'entrano con la musica proposta dagli OvO (almeno a giudicare dalla traccia inserita sopra);

3°- insisti sul peccato originale del recensore, che non si limita a divulgare, ma si permette di giudicare in maniera molto positiva l'opera - davvero imperdonabile questo recensore, cribbio;

4°- ti permetti pure di prendere per i fondelli chi esprime in maniera competente le sue opinioni, legittime, sul disco.

Complimenti vivissimi.

A me la traccia di cui sopra non mi sembra né anti-suono né anti-musica (ammesso e non concesso che esistano tali entità, che possiamo ipotizzare sussistere solo nel mero silenzio, vera ed unica negazione della musica, intesa come insieme di suoni; se poi con musica si intende invece la sola melodia, allora il discorso ovviamente cambia, ma in questo caso si dovrebbero ignorare quanto meno gli ultimi 45 anni di sperimentazioni). In sostanza, per me la musica degli OvO (sempre restando fermi alla traccia di cui sopra, visto che non ho ascoltato altro) sembra rientrare pienamente in un certo filone noise sperimentale. Come tutto ciò che esiste in musica, può piacere o no.

crisas (ha votato 1 questo disco) alle 3:17 del 4 agosto 2011 ha scritto:

Le colline hanno Gull.

Avvocato Gull, non sto prendendo per i fondelli nessuno, provi a prendere la vita con più leggerezza.

gull alle 17:30 del 4 agosto 2011 ha scritto:

RE: Le colline hanno Gull - Provi a prendere la vita con più leggerezza.

Va bene, accetto il consiglio. Ma voi ogni tanto scendete da quelle colline e tornate tra di noi.

rdegioann452 (ha votato 1 questo disco) alle 8:44 del 4 agosto 2011 ha scritto:

avvocato gull

"Come tutto ciò che esiste in musica, può piacere o no."

c'è una falla nel ragionamento: è proprio questo il punto, c'è chi dice che è "invotabile" ma dà sette, e c'è chi lo giudica orribile e dà uno. almeno qui siamo liberi di cazzeggiare.

infine dopo averli paragonati ai velvet underground, puoi anche andare a sciaquarti la bocca col sapone.

Marco_Biasio, autore, alle 12:19 del 4 agosto 2011 ha scritto:

RE: avvocato gull

Ahahah, ma voi siete completamente fuori di melone. Il mio sette, lo ripeto per l'ennesima volta, è un'indicazione di ascolto: ciò significa che l'ho dato per porre il disco in una condizione di rilevanza relativa, per permettere che altri ne potessero essere incuriositi ed ascoltarlo a loro volta. Il vostro 1 è totalmente ingiustificato, di questo disco non avete ascoltato nulla, se non forse la traccia che è postata qui sopra. In tutto questo tempo vi siete limitati a seguire i pensieri in libertà del momento senza preoccuparvi di coerenza e senso logico. Quando mai ho paragonato gli OvO ai Velvet Underground? Ho semplicemente detto: visto che per crisas si tratta "Del tentativo palesemente artificiale di uscire dagli schemi del suono grazie all'uso della schizzofrenia ritmica e ripetitività" (ci sarebbe da aprire un altro capitolo su cosa intendi per "artificiale", ma vista la qualità del discorso preferisco stendere un velo pietoso), gli ho chiesto cosa ne pensa di una serie di gruppi del tutto affini che sono sorti 30, 40, anche 50 anni fa. L'elenco potrebbe pure allungarsi. Se a crisas fa schifo questa roba, immagino che anche i gruppi sopracitati (a cui aggiungo, per dovere di attinenza, almeno anche Diamanda Galas) siano per lui peggio che tabù. Invece mi vedo esaltati i Throbbing Gristle, alias forse il primo gruppo "rock" che ha fatto del non-suono e della negazione armonica il proprio modo di essere. Aggiungo: forse crisas non sa che Genesis P. Orridge, all'inizio della sua carriera, adottasse una condotta molto... particolare, sul palco? Perché loro sì e gli OvO no? Non c'è una contraddizione grande come una casa? Se almeno dovete attaccare, abbiate un minimo di ordine mentale e di solidità concettuale alle spalle. Ah, già, i paragoni impropri... ha parlato l'utente che ha denigrato il disco mettendolo a confronto con i Roxy Music. Schizofrenia portami via. Su questa linea di pensiero, allora, ribaltiamo gli assunti e diciamo che i Roxy Music fanno cagare allo stesso piano, perché non sono amelodici come gli OvO. Stesso principio, allucinante conclusione compresa.

rdegioann452 (ha votato 1 questo disco) alle 12:40 del 4 agosto 2011 ha scritto:

va bene mi arrendo. una domanda: perché i velvet underground li adoro mentre questi mi fanno vomitare? perché i radiohead mi piacciono e loro no? quando compri/non compri un album lo ascolti tutti 4-5 volte?

Marco_Biasio, autore, alle 12:59 del 4 agosto 2011 ha scritto:

RE:

Non lo so, e per questo te l'ho chiesto. Per rispondere all'altra tua domanda, qui dentro tutti sanno che, da sempre, sono un paladino dell'ascolto "continuato", e che prima di fare una recensione un disco lo assorbo da cima a fondo.

rdegioann452 (ha votato 1 questo disco) alle 12:41 del 4 agosto 2011 ha scritto:

su una cosa hai ragione: queste sono chiacchere in libertà e a me piace così: avrai notato che di domande te ne ho fatto due di troppo.

crisas (ha votato 1 questo disco) alle 17:46 del 4 agosto 2011 ha scritto:

crisas

Il nostro 1 è totalmente ingiustificato?

Va bene, non parliamone più.

Marco_Biasio, autore, alle 18:48 del 4 agosto 2011 ha scritto:

RE: crisas

Come al solito, prendi quello che vuoi in base ai tuoi comodi. Siccome il dialogo con i sordi e con chi evita il nocciolo del discorso non mi piace, passo e chiudo una volta per tutte.

swansong alle 18:49 del 4 agosto 2011 ha scritto:

Interessante discussione...

Ma a Marco chiedo, per curiosità, se, come dici testualmente "Il mio sette, lo ripeto per l'ennesima volta, è un'indicazione di ascolto: ciò significa che l'ho dato per porre il disco in una condizione di rilevanza relativa, per permettere che altri ne potessero essere incuriositi ed ascoltarlo a loro volta". Ebbene se il tuo 7 è stato messo provocatoriamente più come "istigazione" all'ascolto del disco (dal quale, sia inteso, ascoltato il brano qui sopra e nemmeno per intero, me ne tengo a debita distanza), allora, più prosaicamente, quale sarebbe il voto "reale" che daresti a questo lavoro?

Marco_Biasio, autore, alle 19:16 del 4 agosto 2011 ha scritto:

RE: Interessante discussione...

Un non-voto, swan. Per me, dischi del genere sono invotabili. Dovrei vederli dal vivo per poter mettere a fuoco un giudizio più preciso. Mi sono scagliato contro gli 1 di qui sotto non per la loro valenza in sé (non sono parente degli OvO, cosa volete me ne freghi?) ma per la completa non motivazione e l'aprioristico rifiuto di "capire" qualcosa del gruppo che ne sta dietro. Può pure essere che il 7 ora suggerito si trasformi in un 7 anche nella realtà... Per Emiliano, Wino l'ho perso di vista dopo gli Shrinebuilder, se è vero quello che ho sentito è uscito un suo disco solista l'anno scorso, in acustico, ma non l'ho ascoltato. Appena mi passa per le mani qualcosa di ghiotto lo saprai

Emiliano alle 18:52 del 4 agosto 2011 ha scritto:

Dalla traccia qui sopra i ragazzi mi sembrano di difficile digestione, quantomeno. Ripasso per il voto fra un pochino di tempo. Come al solito bravo, Marco, anche se mi mancano le tue recensioni dei mille progetti di Wino. Per caso è collassato dietro al bancone di una bettola e non sta facendo uscire nulla?

crisas (ha votato 1 questo disco) alle 22:20 del 4 agosto 2011 ha scritto:

crisas

I dischi del genere sono votabilissimi, fattene una ragione.

tarantula (ha votato 5 questo disco) alle 18:47 del 5 agosto 2011 ha scritto:

Lasciando da parte chi non gradisce tale tipo di sonorità e, dunque, non può dare un giudizio obiettivo, credo che il disco non meriti la sufficienza. Ci sono degli ottimi passaggi e la partenza non è niente male: molto bella 'Lungo Computo' e calza a pennello la variazione che avviene con 'Marie' che, tuttavia, doveva durare la metà perché disperde la tensione creata con una ripetitività vocale fastidiosa. Poi si cade nella noia seppur tra sprazzi di buone idee diluite con passaggi troppo ripetitivi che, anche se voluti, non sortiscono l'effetto sperato.

rdegioann452 (ha votato 1 questo disco) alle 20:27 del 5 agosto 2011 ha scritto:

bene: il tuo sette è un invito all'ascolto, il nostro uno è il contrario. ah, dire "questo non è un voto" non vale.

Marco_Biasio, autore, alle 20:54 del 5 agosto 2011 ha scritto:

RE:

Un voto calzante, visto che questo disco non l'hai ascoltato.

rdegioann452 (ha votato 1 questo disco) alle 21:35 del 5 agosto 2011 ha scritto:

ma tu i dischi li compri solo con il cervello? se ti fai un giro in un negozio, ascolti un paio di pezzi e decidi di comprarlo cosa fai un torto agli altri 10 mila dischi che non hai potuto prendere?

se poi vogliamo divagare, i voti sono una delle cose più inutili della scuola.

rdegioann452 (ha votato 1 questo disco) alle 21:35 del 5 agosto 2011 ha scritto:

ma tu i dischi li compri solo con il cervello? se ti fai un giro in un negozio, ascolti un paio di pezzi e decidi di comprarlo cosa fai un torto agli altri 10 mila dischi che non hai potuto prendere?

se poi vogliamo divagare, i voti sono una delle cose più inutili della scuola.