R Recensione

7/10

Camera 237

Inspiration Is Not Here

Che i Camera 237 siano cambiati rispetto al loro ottimo esordio del 2005, Vectorial Maze, lo si capisce già a partire dalla prima Inspiration Is Not Here, da cui prende il titolo tutto l’album: alla classica strumentazione post-rock di derivazione Mogwaiana, si aggiunge una consistente dose di elettronica, tra sintetizzatori e fender rhodes.

E che l’ispirazione non ci sia, beh…si tratta solo di modestia, che volete? Come fare a non ammettere che per dipingere paesaggi talmente netti, fantasiosi, ariosi e dettagliati ci voglia una montagna di ispirazione, vista anche la pericolante età di un genere fin troppo abusato. Perché se una volta il post-rock era semplicemente rivoluzionario, ora diventa un esercizio di stile da cui solo i migliori riescono ad uscire dignitosamente, un format per misurare la proprie ambizioni immaginifiche a colpi di divagazioni strumentali.

E questo i Camera 237 lo sanno fare benissimo (registrando in presa diretta peraltro), non cadendo nel manierismo e nel rischio del “fuori tempo massimo”.

La delicatezza pop tipica dei connazionali Giardini di Mirò (presenti tra l'altro nella produzione artistica nella persona di Francesco Donadello) contribuisce poi a dotare ogni brano di soffuse e morbide tonalità accentuate anche grazie al canto di Marco Orrico, questa volta molto più presente ed elemento fondamentale del sound. La metamorfosi dunque è completata, si può procedere con l’ascolto.

Come già detto il primo brano riesce subito a condensare nei suoi sei minuti di durata tutte le novità: il sintetizzatore riesce a dimostrarsi un validissimo apporto sia per arricchire le melodie sia per dare pienezza ai momenti dove il rischio di appiattimento è maggiore, la voce e dunque l’approfondimento della forma canzone, ovviamente espansa e dilatata, è capace di conferire maggior spessore agli splendidi incroci delle chitarre e ai sali scendi strumentali di cui sono composti i brani.

La voce si fa sentire su un terzo dell’album, dando vita a pezzi romantici e malinconici come In A Room, dove comunque non viene a mancare la solita validità e creatività strumentale, e If You Are Tired Don’t Risk, Stop Please, perla di genuina freschezza e di azzeccatissimo songwriting dove l’intimismo raggiunge il suo apice grazie al dolcissimo ondeggio delle chitarre cullate dai leggeri ed eleganti rintocchi sui piatti e avvolte da una sottile patina di synth. La progressiva evoluzione del pezzo riesce poi a coinvolgere sempre più l’ascolto con picchi di gravezza e piacevolissimi momenti di emotività.

Ma è con i pezzi strumentali che i Camera 237 ci fanno capire quanto sia stata consistente la loro maturazione, a partire dai ritmi spezzati dell’ottimo paesaggistico 23 Secondi Per Decidere Di Non Morire (i quali denotano l’ottima tecnica ed inventiva di Yandro Jose Estrada, una vera costante in ogni brano), paradigmatico esempio dell'acquisita abilità di affrontare con disinvoltura le più variegate sfumature, di padroneggiare a perfezione l’arte del comporre fitti ricami chitarristici e di esplicitare la definitiva maturazione del gruppo. Si procede con New Song, aperta ai richiami di un certo post-core col suo teso inseguirsi di sessione ritmica e chitarre e con geometrie di blocchi sonori ruvidi e spigolosi, richiami che troveremo anche nella tesissima M Lou Murphy e nella ripetitiva L’Incoscienza di Micky.

Il commiato è affidato alla piacevolissima Caracol, dall’attacco in levare, dove nel giro di pochi istanti si dispiegano tutte le capacità melodiche di cui i Camera 237 sono capaci, accentuate da un basso plastico ispirato come non mai ed ampliate dalla comparsa di un pianoforte, meritevole di aprire una gonfissima parentesi di melodismo puro e di grazioso classicismo. Il solito efficace crescendo si spegne dopo quasi sei minuti, lasciandoci ancora il vivo sapore di quanto ascoltato.

Un vero e proprio bijou per gli amanti del genere, questo Inspiration Is Not Here, capace di unire tradizioni e novità per un gioiellino di compattezza, creatività e dinamismo degni di lode.

V Voti

Voto degli utenti: 6/10 in media su 2 voti.
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REBBY 4/10

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