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R Recensione

9/10

Dirty Three

Ocean Songs

L'oceano come luogo di partenza, come punto di non ritorno. Lo "sporco trio" australiano sembra aver trovato una nuova casa, tra brezza marina (Warren Ellis, il violino), movimenti sinuosi delle onde (Mick Turner, la chitarra) e risacca oceanica (Jim White, la batteria). Anzi no, non una casa: un mondo, uno stato di natura talmente struggente e amabile da far convertire al loro credo post-rock Locke e Rousseau. Seduta stante. La voce del violino; la cadenza stanca e trascinata della batteria; la malinconia della chitarra. Non hanno bisogno di altro per esprimere e imprimere il loro sound onomatopeico che ruota incessantemente intorno al tema dell'acqua, più nel contesto, "dell'oceano".

E' un nuovo modo di fare musica, più vicina al "sentire" che al "riprodurre". Ascoltando le "Ocean Songs" non si può fare a meno di immaginarsi seduti su di un vascello (o su di una barca, se preferite), al tramonto del sole, con lo sguardo rivolto a ponente. E' proprio questa carica emotiva la costante dell'intero album, un filo sottilissimo che ci conduce negli abissi più remoti del mare senza possibilità di riprender fiato. La prima traccia, "Sirena", disvela subito la propria capacità di portare l'ignaro ascoltatore direttamente al cuore delle maree: ai pochi accordi di chitarra risponde subito con (in)naturale trasporto il violino; fa seguito la batteria, con il suo incedere struggente e alienante. Da qui in poi, solo il mare: "The Restless Waves" è il tuffo dal veliero: il contatto con l'acqua ci fa rabbrividire, la pelle una costellazione di pori d'oca. E' la batteria a farci paura, i suoi piatti che come onde si infrangono sulla roccia. Per fortuna, il violino riscalda il nostro animo dalla premessa di un naufragio. E rimaniamo ancorati alla vita, qualche metro più in giù.

Continuiamo la nostra discesa verso "L'Atlantide che non c'è": è la volta di "Distant Shore" e "Authentic Celestial Music", entrambe guidate dal violino di Ellis in quella che a tratti sembra una ballata slow-core . E' lui la guida, lui la nostra unica fonte di luce mentre di addentriamo nelle profondità dell'oceano. Sempre più in fondo, scendiamo con le poche forze ormai rimasteci. Allora cambiamo strategia: un capriola e via, "Sea Above, Sky Below". Come sassi, ci lasciamo catturare dal blu infinito: iniziamo a morire al contrario... ma c'è rimasto del tempo. "Deep Waters" è la calma e la perdizione insieme. E' l'acqua a comandare e non possiamo fare niente: White è il nostro nuovo Poseidone, il suo free drumming la nostra rovina. Veniamo cosi sospinti violentemente dalla corrente, fatti risalire e riscendere di nuovo, sbattuti tra gli scogli come inutile carne di uomo, e infine lasciati affondare inesorabilmente. Proprio mentre stiamo per abbandonarci al nulla e morire, "Ends of the Earth" culla la nostra essenza (ormai di corpo è rimasto ben poco) nel suo caldo grembo materno, i suoni dell'oceano ormai echi lontani di un universo che non ci appartiene più, che è finito pochi attimi dopo averlo amato.

E' questa la vera tortura: non poter più gridare "Acqua in vista!".

V Voti

Voto degli utenti: 9/10 in media su 18 voti.
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Cippy 9/10
SamJack 10/10
bart 10/10
REBBY 8/10
rubiset 10/10
Teo 9/10
4AS 5/10
Steven 8/10
B-B-B 10/10
Lelling 10/10

C Commenti

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Filippo Maradei, autore, alle 3:03 del 12 aprile 2010 ha scritto:

E' la mia primissima recensione qui su "storia della musica": aspetto con trepidazione i vostri giudizi e pareri; perchè no, anche qualche consiglio

salvatore (ha votato 10 questo disco) alle 11:55 del 12 aprile 2010 ha scritto:

Bella recensione! Bravo Filippo, ottimo debutto Disco strabiliante, capolavoro!Sicuramente il più bello nella loro discografia. E 'l naufragar m'è dolce in questo mare...

Filippo Maradei, autore, alle 12:29 del 12 aprile 2010 ha scritto:

Mi rendo conto che la recensione è strapositiva, diciamo pure "di parte". Purtroppo (per fortuna), è uno dei dischi a cui sono più affezionato: dategli una chance, non ve ne pentirete

paolo gazzola (ha votato 8 questo disco) alle 13:49 del 12 aprile 2010 ha scritto:

Giustamente strapositiva. Disco stupendo, bella recensione. Complimenti e benvenuto!

Cippy (ha votato 9 questo disco) alle 15:52 del 12 aprile 2010 ha scritto:

Mi è piaciuto molto il tuo commento...personale e professionale. Leggendo la tua recensione e ascoltando il brano ho sentito un trasporto intenso, soprattutto mi ha colpito la leggerezza con cui hai trattato l'argomento e la facilità con cui si fruisce e si percepisce quello di cui hai scritto.

Buona fortuna per le prossime recensioni

Cippy (ha votato 9 questo disco) alle 15:52 del 12 aprile 2010 ha scritto:

Mi è piaciuto molto il tuo commento...personale e professionale. Leggendo la tua recensione e ascoltando il brano ho sentito un trasporto intenso, soprattutto mi ha colpito la leggerezza con cui hai trattato l'argomento e la facilità con cui si fruisce e si percepisce quello di cui hai scritto.

Buona fortuna per le prossime recensioni

Filippo Maradei, autore, alle 17:08 del 12 aprile 2010 ha scritto:

Ti ringrazio per le belle parole Cippy. Adoro i consigli della gente, mi spronano a fare sempre meglio. Per quanto riguarda il "trasporto emotivo", ti do piena ragione: specialemente in queste prime cinque recensioni che, ripeto, sono quelle che scelgo e non quelle che "arrivano", mi faccio prendere un po' la mano.

Fa anche parte del mio modo di scrivere... chiamatelo pure "tratto distintivo".

ozzy(d) alle 20:26 del 12 aprile 2010 ha scritto:

Cippy e Ciop? ghghgh...

SamJack (ha votato 10 questo disco) alle 21:04 del 12 aprile 2010 ha scritto:

Questo disco è il mare....ottima scelta e la lettura della recensione è stata davvero piacevole....

Marco Di Francesco (ha votato 10 questo disco) alle 16:22 del 15 aprile 2010 ha scritto:

Si sente la salsedine, nel disco e nella recensione. Bello/a.

bart (ha votato 10 questo disco) alle 20:41 del 23 aprile 2010 ha scritto:

Miracolo!

Uno dei dischi più struggenti che abbia mai ascoltato.

Hexenductionhour alle 12:15 del 20 febbraio 2011 ha scritto:

tra i miei prossimi ascolti

Alfredo Cota (ha votato 9 questo disco) alle 17:10 del 22 ottobre 2011 ha scritto:

Supera di mille anni il silenzio, altro che Foscolo. Il Mare.

4AS (ha votato 5 questo disco) alle 13:37 del 10 marzo 2012 ha scritto:

A me non fa viaggiare. Il suono è asettico. Mi piace il violino inserito in un contesto, ma non il violino come colonna portante del suono, mi porta alla saturazione uditiva. Le canzoni sono tutte uguali, hanno il solo scopo di fluttuare libere nel mare. Pregio? Per me è un difetto se poi non arrivano mai a destinazione. C'è qualche buon passaggio. Interessante il crescendo di "Authentic Celestial Music", ma più per l'enfasi che per l'emozione. Poi ci sono altri passaggi che considero inutili (ad esempio che senso ha Backwards Voyager?). Però alla fine alzo le mani, i numeri parlano chiaro: piace a tutti meno che a me.

ThirdEye (ha votato 9 questo disco) alle 0:06 del 13 gennaio 2014 ha scritto:

eee vabè. un capolavoro. gli preferisco di un tantino l'omonimo del '95 però.

B-B-B (ha votato 10 questo disco) alle 14:41 del 13 dicembre 2015 ha scritto:

Uno degli album più belli di sempre, senza dubbio