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R Recensione

7/10

Naked Truth

Ouroboros

Le gocce elettroniche dell’iniziale “Dust” preludono allo schieramento delle forze in campo in questa seconda avventura targata Rare Noise dei Naked Truth: la ritmica implacabile di Pat Mastelotto (già nei King Crimson), le onde elettroniche di Roy Powell, il motore di Lorenzo Feliciati  al basso elettrico e la tromba ambientale di Graham Haynes.

Le coordinate sonore utili per affrontare il viaggio nel deserto del serpente che si mangia la coda “Ouroboros” rappresentato in copertina, sono i King Crimson, citati più volte come evidente fonte ispirativa -“Dancing with the demons of reality” e “Yang Ming has passed” -  , il jazz rock di Miles Davis e fondali sonori  che talvolta evocano   i Pink Floyd del periodo di “Wish you were here”.

E’il caso dei pezzi meno connotati ritmicamente , come “Garden ghosts” con la tromba di Haynes in evidenza fra echi e riverberi, o nelle evoluzioni di  “Orange” che si sviluppa su una  soffice pulsazione elettronica .

In altri episodi  la cifra stilistica cambia radicalmente e si colora di sonorità free in “ In a dead end with Joe”   oppure di atmosfere ambient , come nel finale di “Neither i”, a suggello di un lavoro eclettico e sfuggente, aderente in pieno all’estetica “omni genere” dell’etichetta londinese.

Rispetto al primo lavoro, Ouroboros (curiosamente anche il nome di una traccia del nuovo album di Bill Laswell “Means of deliverance”) rappresenta un deciso passo avanti  nella costruzione della personalità di un vero ensemble destinato ad incidere nel panorama della musica di oggi e di domani.

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Voto degli utenti: 7/10 in media su 1 voto.
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C Commenti

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skyreader (ha votato 7 questo disco) alle 10:46 del 10 dicembre 2012 ha scritto:

Disco intelligente e ispirato, che sa equilibrare sonorità avant-jazz e comunicatività. Una formazione che aveva già sorpreso con il debut "Shizaru". La dinamica sezione ritmica Mastellotto-Feliciati è costante fonte di sorprese...