V Video

R Recensione

7/10

Widowspeak

Widowspeak

Trio di base a Brooklyn entrato a far parte del roster Captured Tracks da un anno e senza avere molto in comune con le altre proposte dell’etichetta di Mike Sniper, i Widowspeak esordiscono sulla lunga distanza con un disco a tratti godurioso. Tra Mazzy Star ed Elysian Fields, il loro è un ‘chamber rock’ con venature desertiche e dalle suggestioni molto rarefatte, sognanti, vellutate dalla voce post-Sandoval di Molly Hamilton.

Sono pezzi che si costruiscono tutti sulle trame chitarristiche, tanto che basso non datur, tra pennate psico-narcotiche Velvet Underground (“Nightcrawlers”) e giri con effetti twang (“Gun Shy”) da paesaggi western sfumati. Le scorrazzate southern (“Puritan”) si alternano bene alle introversioni slowcore (“Limbs”), per un insieme che scivola con aria quasi sonnacchiosa, ma infettando sottopelle coi suoi veleni melodici. “Harsh Realm”, per dire, sul ritornello abbandonatissimo («I always think about you») in dialogo con le puntinature della chitarra, rilascia sensualità pop da goderne senza remore. Idem per il finale svenevole di “In the Pines”. Psichedelia intorpidita, che incanta nelle fattezze esangui (“Ghost Boy”).

Nonostante l’amore dei Widowspeak per i ‘50 (che in effetti si palesa nell’eco di qualche surfismo nostalgico), sono i ‘90 a uscire come la decade più presente nel loro suono, e ben lo testimonia la seconda metà del disco, con l’apice nel college rock di “Fir Coat” (forse l’unica vera happy vibe dell’album). Influenze a parte, è notevole sentire la coesione e l’affinamento di una band che suona assieme da un anno appena, dopo il trasferimento brooklyniano di Hamilton e Stasiak (batteria) dalla remota Tacoma (WA). Che vuol dire che questi possono fare ancora meglio, magari ampliando un po’ il bagaglio strumentale al seguito.

Intanto, in un’estate discograficamente vuoterrima, disco-che-ci-voleva.

V Voti

Voto degli utenti: 7/10 in media su 2 voti.
10
9,5
9
8,5
8
7,5
7
6,5
6
5,5
5
4,5
4
3,5
3
2,5
2
1,5
1
0,5
Cas 7/10
keolce 7/10

C Commenti

Ci sono 6 commenti. Partecipa anche tu alla discussione!
Effettua l'accesso o registrati per commentare.

hiperwlt alle 14:05 del 4 agosto 2011 ha scritto:

in "harsh realm", dopo il primo refrain, quel giro dall'andamento slow-core (da nuovo post-punk/dark wave al femminile, ma rallentatissimo), desertico e sonnecchiante, mi ha mandato letteralmente in estasi non male anche "gun shy", per altro...vabbè, dai, procuro subito il disco! Ma dove li peschi, Fra?? lo sai solo tu... grande!!!

target, autore, alle 14:36 del 4 agosto 2011 ha scritto:

Ahah, grazie! Li pesco dai fondi di barile in cui ormai sguazzo, letteralmente e non... "Gun shy", tra l'altro, l'ha lanciata giusto ieri nella sezione 'songs' Piccifork.

rdegioann452 alle 18:53 del 6 agosto 2011 ha scritto:

interessante

me gusta.

Cas (ha votato 7 questo disco) alle 11:58 del 8 agosto 2011 ha scritto:

si, l'hai detto, ci voleva! un disco piacevolissimo nel suo dosare soft-psichedelia, toni desertici, slow-core (...). e poi i rimandi alla Sandoval non possono che essere apprezzati

benoitbrisefer alle 16:54 del 9 agosto 2011 ha scritto:

Davvero carini e convincenti: gun shy fonde morricone e cowboys junkies, ghost boy sembra una versione narcotizzata di all tomorrow's parties. Ce piacciono....

keolce (ha votato 7 questo disco) alle 0:11 del 29 settembre 2011 ha scritto:

album delizioso, semplice e toccante. Quasi un Chris Isaak al femminile sia nello stile che nella voce. Lo sto ascoltando spesso. Ci voleva si