V Video

R Recensione

8/10

Stuart Warwick

The Butcher s Voice

Arrivare ad un compromesso tra le proprie ambizioni e la realtà dell' esistenza è il primo sintomo di invecchiamento. In genere arriva prima dei trent'anni, quando la sera di Natale ti propongono il terzo amaro “per digerire” e tu rispondi “no grazie, sto a posto, adesso mi siedo un po' sul divano che inizia quel film con Eddie Murphy e Dan Aykroyd”. Arriva un momento in cui dismetti i panni del supereroe, del non-convenzionale duro e puro, e accetti i prodromi della senilità: non sei così diverso degli altri, non sei né uno sperimentatore né un pazzo geniale, ti piacciono le cose sicure e per questo sei disposto a ripeterti e a raggiungere il raggiungibile.

E così quando ho letto che questo Stuart Warwick ha una voce “bellissima nello stile di Thom Yorke” non ho resistito e ho deciso di rompere il mio giuramento, ovvero stare lontano da tutto ciò che poteva essere vagamente “Radioheadiano” per almeno dieci anni. Direi che ho fatto bene: innanzi tutto perchè domani potrò riascoltare “Kid A” (a proposito, chi me lo presta?), secondo perchè “The Butcher's Voice” si è rivelato il primo vero “discone” di questo 2013.

A voler guardare con maggiore attenzione, non è che ci siano poi tante similitudini tra questo sconosciuto (almeno per me) e quell'altro ben più famoso. Alcune sfumature vocali, una certa propensione per l'uso del pianoforte associato all'elettronica. Elementi non probanti. C'è tanto altro, questo sì: una ballata per piano e voce che fa vibrare tutte le membrane cardiache all'unisono, ad esempio. “Cherished Muscle” è un corpo gelido che prende forma dal pavimento e si insinua sotto le lenzuola, usando il lirismo (inteso in senso pittorico) di Antony and the Johnsons in chiave ancora più algida e diretta. C'è tanta autoironia nel secondo disco di questo parvenu inglese (attivo anche con il nome di Jacob's Stories), a partire dai titoli dei brani e dalla copertina (che ritrae la pornostar transessuale Buck Angel), che è poi la diretta conseguenza della consapevolezza dei propri mezzi, in grado di spaziare dalle misure eteree di “Sailors”, melodramma in tre minuti e mezzo fatto di glockenspiel e pianoforte, a quelle spoglie e decadenti di “Man with a Pussy”, fino al pop scalpitante di “Birds that Don't Fly”. I riferimenti musicali sono quasi inutili: di Thom Yorke si è già detto (ed è meglio non ripeterlo, pare che a Warwick non faccia piacere), il folkster Birdengine (che canta in "Dreams of a Tomato Can"), Perfume Genius (“The Butcher's Voice”), magari Patrick Watson. Ma è nella voce, in quella voce da macellaio dei sentimenti, che risiede il segreto di questo piccolo gioiello: la voce di un angelo, che ama esibire i propri muscoli (“Dame Binned Cow”), scivolare su ritmiche in levare (“Dreams of a Tomato Can”) o rispolverare classicismi coraggiosi (“Crush”).

"The Buther's Voice" è un disco fatto di normalità immodesta, di serenità emozionante, di calma e perfezione eterne. Come un Natale in famiglia o un risveglio domenicale, uno di quei rari momenti in cui preghi Dio che il mondo smetta di girare, e resti per sempre così com'è.

V Voti

Voto degli utenti: 7,2/10 in media su 12 voti.
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ciccio 8,5/10
gull 7/10
BC_U11 9/10
Gio Crown 8,5/10
salvatore 7,5/10
bonnell 5,5/10
mutter 8/10
REBBY 6/10

C Commenti

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TexasGin_82 alle 15:14 del primo febbraio 2013 ha scritto:

Che bella introduzione! Complimenti Fabio.

fabfabfab, autore, alle 13:06 del 3 febbraio 2013 ha scritto:

Grazie Tex! Il disco ti è piaciuto?

TexasGin_82 alle 10:31 del 4 febbraio 2013 ha scritto:

No Purtroppo non è proprio nelle mie corde.

gull (ha votato 7 questo disco) alle 14:53 del 5 febbraio 2013 ha scritto:

Invece lo è certamente nelle mie, di corde. Mi sa che ancora una volta ci hai visto (sentito) giusto. Disco pop di pregevole fattura, senz'altro.

gull (ha votato 7 questo disco) alle 18:00 del 6 febbraio 2013 ha scritto:

I primi quattro pezzi sono bellissimi. Poi mi piace meno, pur non mancando buone cose, "Crush" in particolare, o anche la delicatissima "The fairer sex".

Franz Bungaro (ha votato 8 questo disco) alle 9:42 del 16 aprile 2013 ha scritto:

Sto ascoltando questo disco da mesi, almeno da quando è apparsa questa recensione. Thom Yorke e Antony, sicuramente, ma non solo. C'ho sentito anche un James Blake "de-soulsteppizzato" (quant'è brutta questa definizione?) ed atmosfere surreali alla Tom Waits o dalla fortissima emotività stile Sigur Ros. Poi c'è l'ironia, l'autoironia, come giustamente detto. Ed è per questo che il disco, per quanto diverso concettualmente, lo trovo molto vicino alla proposta ultima di John Grant. Confesso di aver dedicato tanti ascolti al disco, ma tantissimi ad una traccia sola: "Sailors". La trovo di una bellezza sconvolgente. Sarò banale, sarò facile preda di cacciatori furbi. Ma davvero, mi mette i brividi. Verso la fine qualche calo di prestazione, ma mai drammatico. Dovessi trovare un disco che mi ha lasciato più o meno le stesse o molto simili (belle) sensazioni direi Heavy Ghost di DM Stith. Uno dei dischi più belli dell'anno.

Gio Crown (ha votato 8,5 questo disco) alle 8:55 del 28 aprile 2013 ha scritto:

sono in estasi sto letteralmente viaggiando sulle note di queste gelide e nello stesso tempo appassionate armonie! Mai ripetitivo, mai banale...ancora una volta grazie a SdM e ai suoi recensori che mi permettono di scoprire veri gioielli di incomparabile bellezza come questo. Alcuni pezzi elancolica sembrano scritti da Perfum Genius...(Melancolica e The Nail...eppure l'elaborazione è senza dubbio originale, è come se i due artisti traessero ispirazione dalla stessa fonte. Decisamente bello e magnifico nella sua vena malinconica e tuttavia mai triste. Ultima notazione...qualche richiamo ai Communards di Jimmi Sommerville e ad alcuni loro pezzi non dance (for a friend so cold the night)?

P.S...per favore, a 30 anni parlare di prodromi della vecchiaia non si può proprio sentire! anche per rispetto a chi di anni ne ha 50 come me!

salvatore (ha votato 7,5 questo disco) alle 19:18 del 28 aprile 2013 ha scritto:

Sì, bel disco, non c'è dubbio... Alla fine si arriva, forse, un po' affaticati per il sovraccarico emozionale (anche se l'ironia svolge una provvidenziale funzione alleggeritrice), ma resta un gran bel sentire. Gio, quest'anno arriverò anche io a 30 e, ti assicuro, i prodromi iniziano a farsi sentire... Ora tu sei messo peggio ma sono sicuro che quando sei passato dal 2 al 3 non è stato facile nemmeno per te

Comunque è uscito il video peccaminoso della bellissima "Crush"...

Gio Crown (ha votato 8,5 questo disco) alle 9:51 del 29 aprile 2013 ha scritto:

allora, premesso che sono una femmina, in realtà tutti ogni tanto ci sentiamo, come dire, vecchi...ecco forse dirò una banalità, ma vedi è come ti senti dentro che conta! E, inoltre, la musica mi tiene giovane...si, proprio così. Come ho già detto da altre parti, amo la musica del passato e di adesso...ascolto spesso gli autori della mia gioventù, ma mi piace immensamente scoprire cose nuove. E devo dire che SdM me ne ha fatte scoprire tantissime...dal 2012 al 2013 è stato un anno di grandi emozioni per me che da qualche anno mi ero fossilizzata su alcuni artisti. E credimi nonostante la mia età, quando ascolto certi autori provo gli stessi brividi di quando adolescente ascoltavo i dischi sullo stereo promordiale di mio fratello maggiore! Mi piace "scogliermi" nella musica, perdere per quei pochi istanti ogni cognizione della realtà, fondermi con le note, lasciare che esse penetrino le mie cellule e diventino parte integrante di me...troppo esaltata? Forse, ma io la musica che mi piace la sento così!

salvatore (ha votato 7,5 questo disco) alle 11:12 del 29 aprile 2013 ha scritto:

Allora, forse, il mio problema è che inizio a sentirmi vecchio dentro. Ecco, sono più un "giovane vecchio" che un "vecchio giovane", probabilmente, chissà, sempre che la cosa abbia un senso...

A parte gli scherzi è molto bello quello che dici. Credo ci voglia fortuna, ma anche determinazione e coraggio...

Pure Rebby si tiene giovane con la musica, ma a lui non sempre riesce benissimo (1 a 1 )...

PS. Veuillez accepter mes excuses, madame Crown

REBBY (ha votato 6 questo disco) alle 8:22 del 2 maggio 2013 ha scritto:

Cattivoneheh

Peasyfloyd (ha votato 6 questo disco) alle 16:29 del 12 giugno 2013 ha scritto:

nun m'ha convinto.

salvatore (ha votato 7,5 questo disco) alle 17:58 del 11 luglio 2013 ha scritto:

E' inutile: ho un debole per questa sublimazione estetica del dolore. Così, sebbene qualche momento mi paia un tantino forzato (ma quando si spinge così tanto sull'acceleratore emozionale, credo sia quasi fisiologico che succeda), nel complesso, lo considero un gran bel lavoro. E "Crush" è uno dei brani che ho più ascoltato in questa prima metà dell'anno.

Franz Bungaro (ha votato 8 questo disco) alle 10:44 del 12 luglio 2013 ha scritto:

ti consiglio, se già non l'hai fatto, di ascoltare le cose passate sotto il moniker di Jacob's stories...la "verve" di Jason Molina unita ad una musicalità post molto Sigur Ros... tutto molto bello davvero!

salvatore (ha votato 7,5 questo disco) alle 13:08 del 13 luglio 2013 ha scritto:

No, non l'ho giù fatto, quindi grazie per la dritta, Franz Poi ti faccio sapere..