R Recensione

9/10

Billy Bragg

Talking With the Taxman About Poetry

Terra notoriamente povera di una tradizione cantautoriale di alto livello, l'Inghilterra ha dato i natali a Billy Bragg, uno dei più importanti cantautori degli ultimi trent'anni.Nativo dell'Essex, Bragg è famoso per il suo attivismo politico e per le sue iniziative sociali perseguite soprattutto negli anni della recessione thatcheriana (non a caso partecipò al tour Red Wedge sostenendo il candidato Neil Kinnock).La sua musica è una miscela intrigante e spesso riuscitissima di elementi folk,punk e blues.

Il terzo disco, sicuramente il più famoso del repertorio, rispetto ai primi due dischi si caratterizza per la presenza velata e non di strumenti quali piano, organo e fiati di impostazione vagamente soul. Ispirato da una poesia del famoso poeta russo Vladimir Majakovskij: Bragg attraverso 12 canzoni e una pregnante voce che rende giustizia alle composizioni, ci offre uno spaccato della società inglese non disdegnando mai una vena romantica nè invasiva nè irritante, esplicata in canzoni quali "The passion" e la splendida e orecchiabile "Greetings To The New Brunette"; una acuta accusa all'istituto familiare è poi presente in "The Marriage" che insieme alla sferzante critica verso la classe dirigente inglese di "Ideology" (While we expect democracy the're laughing on our face,and altough our cries get louder,their laughter gets louder still, above the sound of ideologies clashing) si avvicina alle atmosfere tipicamente smithsiane, il tutto con la presenza di Johnny Marr, grande amico di Bragg e elemento più importante del celebre e eccessivamente osannato quartetto inglese.

Altri elementi caratteristici del lavoro sono sicuramente il lato nostalgico di alcuni brani("Wishing The Days", "The Warmest Room" e la conclusiva e quasi solenne "The Home Front") e i pezzi a forte connotazione politica come l'antimperialista "Help Save The Youth Of America" e "There's a Power in a Union", uno dei più classici e retorici inni sindacali ("There's a power in a factory,power in the land, Power in the hands of a worker...").

Il vertice del disco è però a modesto avviso di chi scrive il tirato rock-blues di "Levi Stubb's Years", con intensi versi dedicati al cantante dei Four Tops. A stemperare la tensione del disco poi ci pensano la velocissima cover di "Train Train" di Zenon de Fleur e la poguesiana "Honey I'm a Big Boy Now" che forse racchiude in questi versi la vera anima del disco: "Now I can feed and dress and wash myself And sleep without the light on Honey, I'm a big boy now". Dopo questo disco la carriera di Bragg è proseguita con la pubblicazione di alcuni album di buona fattura impreziositi da importanti collaborazioni come quella con la band Wilco per i volumi di Mermaid Avenue, opera di riscoperta del gigantesco archivio di inediti di quello che è considerato il cantore hobo per eccellenza, il mitico Woody Guthrie. Il tutto svolto però, senza mai più raggiungere i vertici toccati in questo bellissimo lavoro.

V Voti

Voto degli utenti: 8,4/10 in media su 4 voti.
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REBBY 9/10
zagor 7,5/10

C Commenti

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zagor (ha votato 7,5 questo disco) alle 11:11 del 6 novembre ha scritto:

Geniale pezzo sul Brexit, non poteva che venire dalla sua penna lol