R Recensione

8/10

Bon Iver

Blood Bank Ep

"This is incredible ! ". A dirlo è lo stesso Vernon al Riverside Theatre, dopo che il prolungato applauso per la bellissima "The Wolves", gli impedisce di continuare il concerto.  Ed infatti c'è veramente del sovrannaturale nella storia di questo artista che, da leader di un gruppo più che normale e anonimo come i DeYarmond Edison, è arrivato a scrivere un capolavoro assoluto come  For Emma Forever Ago. Tralasciando l'inverno passato in solitudine al capanno del Wisconsin, la vera magia sta negli effetti creati da un disco come For Emma, un'opera personale, emotiva e delicata che è arrivata attraverso il passaparola alle orecchie ed al cuore di tutti, sebbene questi siano gli anni della new wave, dell'indierock  e dei gruppetti in jeans a tubo e converse. 

Ma ormai questa è storia e allora perchè recensire un EP con appena quattro brani ? Per Diversi motivi: perchè sono dei brani bellissimi, perchè non è importante la quantità ma la qualità di un disco e soprattutto perchè questo EP conferma che For Emma non è stato un colpo di fortuna ma soltanto l'inizio.

Blood Bank infatti riparte da quel capanno del Wisconsin, ma stavolta invece di creare attraverso il gelo, Justin sceglie lo stomaco, il calore e la passione. Se i vecchi brani, sebbene nati nella lentezza, risultavano grezzi, sporchi e splendidamente inconcludenti, i nuovi, nati nell'impeto, suonano sorprendentemente più strutturati e definiti. Se For Emma  era un'eruzione dosata e controllata per arginare il gelo del paesaggio intorno, Blood Bank è una fiammata che si alimenta dall'esterno e dura giusto l'attimo per illuminare, per ricordare il buio nascondendolo. Le note si ripetono quasi ossessivamente, si sovrappongono le voci e linee melodiche, spariscono quasi del tutto i rumori ed il suono si fa meno etereo e più ordinario.

Si sente in ogni brano che Justin stavolta non è da solo a registrare ma ci sono ben tre persone ad accompagnarlo. Quattro pezzi come il ciclio delle stagioni: Blood Bank rappresenta il calore che prima matura e poi distrugge per sostituire il passato col futuro. Beach Baby, con la sua andatura docile e delicata segna lo spegnersi della fiamme e l'avanzare del freddo che prepara all'inverno di Babys e del suo incedere puro e gelido che pian piano si fa coro e melodia. Tutto ricomincia con Woods, la musica tace e la voce di Vernon si resetta  in un suono primordiale, prima solitario poi accompagnato da altre vite.

Non un ritorno. Un' evoluzione

V Voti

Voto degli utenti: 7/10 in media su 13 voti.

C Commenti

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Luca Minutolo (ha votato 9 questo disco) alle 0:34 del 4 dicembre 2009 ha scritto:

IO AMO BON IVER! Qualsiasi cosa fuoriesca dalle sue corde vocali e di chitarra è oro colato per i miei timpani....

Tizio (ha votato 7 questo disco) alle 18:13 del 16 dicembre 2009 ha scritto:

Un'evoluzione davvero. Bello

rdegioann452 (ha votato 9 questo disco) alle 8:01 del 3 luglio 2011 ha scritto:

@luca: siamo in due.