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R Recensione

8/10

Edda

Graziosa Utopia

Quasi quasi vi risparmio gli aneddoti di quando ero pischello e andavo a vedere i concerti dei Ritmo Tribale. In cambio però vi invito a rispettare le tre richieste che seguono, definibili come "le tre cose che non vogliamo più sentire a proposito di Edda": 1) E' famoso perchè lo cita Manuel Agnelli in una canzone degli Afterhours 2) Lo hanno trovato arrampicato su un ponteggio e lo hanno portato in studio di registrazione 3) Era scappato in India in preda ai deliri dovuti all'eroina. Ecco, queste più altre facezie tipo "I Ritmo Tribale erano la versione grunge dei Negrita" si rincorrono all'infinito dal 2008, anno del ritorno discografico di Stefano Rampoldi. Considerando che in 10 anni si costruiscono floride carriere, forse è il momento di smettere di pensare a Edda come a "quello del congedo di merda" o "quello dei Ritmo Tribale", e provare ad apprezzare l'apogeo creativo di un artista vero, compiuto e quasi (quasi) consapevole.

"Graziosa Utopia" ha il pregio evidente di non perdere coerenza pur volendo mostrare ogni possibilità espressiva di Stefano Rampoldi, dal rock del precedente "Stavolta come mi ammazzerai?" fino al cantautorato di "Odio i Vivi". E' un percorso lineare quello di Edda, supportato da una maturazione musicale e personale mai raggiunta nella "vita precedente" e concluso (provvisoriamente) da una serie di potenziali singoli pop che meriterebbero di raccogliere molto. "Signora" e il suo arrangiamento ("originalissimo", come ammette lo stesso autore durante le esibizioni dal vivo) segnano davvero un punto di arrivo per tutta una generazione di musicisti "indie" italiani. E' un pezzo circolare, bilanciato, costruito con sapienza sulle caratteristiche vocali ed espressive del suo protagonista. A "Signora" risponde in chiave rock "Benedicimi", forse il momento maggiormente legato al passato (insieme alla sfuriata trascurabile di "Picchiami"), forte di una sezione ritmica perfetta e dell'arrangiamento "moderno" di Fabio Capalbo e Luca Bossi. Bastano due pezzi, a questo Edda ritrovato, per portare a casa la vittoria. Ma lui non è uno che sa risparmiarsi o contenersi, per questo ad un certo punto decide di colpire duro: prima con "Zigulì", un brano apparentemente innocuo che nasconde insicurezze e paure mai sopite, poi con "Brunello", forse il brano "emotivamente" più bello, carico di nostalgia degli anni '90 e di riferimenti ai tormenti del passato ("Chiudimi in una stanza per un anno / E toglimi il sonno"). E' definitivamente rinato, questo ragazzo di cinquant'anni, e ha voglia di mostrarsi, di giocare con la musica ("Un pensiero d'amore"), di allargare i propri orizzonti ("Spaziale") senza rinunciare ad essere quello che è sempre stato: un outsider vero, destinato a fare la differenza nella diversità ("Tanto nessuno è normale, fattela passare").

Un disco che mettiamo subito tra le cose migliori di questo 2017, pronto ad essere rispolverato negli anni a venire, insieme ai ricordi che ci fanno stare bene. Come quella volta, al concerto dei Ritmo Tribale, quando Edda...

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Voto degli utenti: 8,5/10 in media su 2 voti.
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C Commenti

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scompiglio (ha votato 8 questo disco) alle 9:49 del 28 giugno ha scritto:

Molto bello. O meglio, lato A straordinario, lato B molto più sui suoi standard abituali. Spaziale, signora, zigulì e brunello sono tutti gran pezzi, e per i testi (finora solo saltuariamente così efficaci e spontanei: dalla metafora dei pigiami in spaziale, alla potenza poetica di brunello, sdrammatizzata - puniscimi e gettami nel fango / da cui ne uscirò biondo - o no - ripetutamente ti ho pensata / me ne vado da sto mondo / filosoficamente vado dicendo / mi vergogno un altro giorno - fino alla perla in signora - è vero / ho sempre rifiutato l'intimità / mi disgusta solo il pensiero / allora /

cos'è che ne facciamo dell'umanità / porompompero / ne facciamo a meno) e per melodie e arrangiamenti. La collosità di zigulì è qualcosa di incredibile. E più incredibile ancora è che sia un pezzo di Edda. Il lato B ha momenti straordinari (in un pensiero d'amore, arrivederci a Roma e il santo e il capriolo) ma ogni brano ha anche punti deboli. Picchiami e la liberazione, per me, prescindibili. Edda, e relativa voce, comunque, fenomeni da preservare. Bella rece. Bravi tutt'e due.