R Recensione

7/10

Gian Piero Alloisio

Resistenza Pop

Esce a ridosso delle celebrazioni per l’anniversario della Resistenza il nuovo disco di Gian Piero Alloisio, quasi un riassunto degli spettacoli di teatro–canzone realizzati in questi anni per il Festival Pop della Resistenza, manifestazione con cui il cantautore ovadese ha cercato di portare i temi della resistenza alle nuove generazioni, utilizzando un linguaggio a loro più vicino. Una vera e propria trilogia (Luigi è stanco, Aria di libertà, Ragazze Coraggio), con un filo rosso che unisce i tre spettacoli, e si dipana a sua volta nel cd in tre filoni: brani tradizionali, brani originali scritti per gli spettacoli, e brani più vecchi, provenienti dal suo repertorio e da quello di cantautori amici più che colleghi.

Tra i brani di repertorio, il cantautore ovadese sceglie di omaggiare due grandi amici, Francesco Guccini e Giorgio Gaber. Del primo ripropone “Auschwitz” in una versione rock elettrica, quasi arrabbiata, del secondo il classico “La libertà”. Dal suo vecchio repertorio recupera un brano dell’Assemblea Musicale Teatrale, “Marylin”, uno dei loro brani più belli, e ancora attualissimo.

Dai brani più prettamente legati alla lotta partigiana, Alloisio riprende la classica “Bella ciao in una versione intensa e sofferta, e due brani nati veramente dalla resistenza: “Dalle belle città” (scritto da due partigiani della Brigata Garibaldi, Emilio Casalini e Angelo Rossi), scelto per l’apertura del cd, in una versione folk per voce e chitarra acustica, e la satirica “La badoglieide” (scritta dai partigiani di Giustizia e Libertà), in cui emerge il lato più ironico e dissacrante di Alloisio, che ritroviamo anche nella nuova “Eia eia trallallà”, uno swing divertente nato sull’onda di recenti fatti di cronaca, e nella bonus track, la cover di “Tanto pe’ cantà”, una riuscitissima versione di un brano dal repertorio di Petrolini.

Ma il piatto forte del disco è costituito dalle composizioni nuove, dedicate ai resistenti di allora e di oggi. Se “Luigi è stanco” (un lento per piano e voce) e “Aria di Libertà” (un brano quasi dance elettronico) sono gli omaggi a due partigiani, due ragazzi che scelsero di mettere in gioco la propria vita per il sogno di un paese non solo libero, ma anche democratico, “Jeans e chador” e la toccante storia di “Chiara luce” sono l’omaggio ai resistenti di oggi, alle “ragazze coraggio” che lottano a testa alta per l’affermazione dei loro diritti o contro un nemico invisibile e invincibile come la malattia. Esempi luminosi di persone normali, ragazzi semplici, che sono un invito a resistere. Lo stesso invito che ci rivolge Alloisio con il rock di “Tieni duro”, canzone manifesto del disco.

Al CD è allegato un DVD in cui troviamo i documentari realizzati per i tre spettacoli dedicati alla Resistenza (belli e toccanti i ricordi dei partigiani che hanno combattuto nell’ovadese e nelle zone tra Piemonte e Liguria) e tre video clip, tra cui la divertente “Tanto pe’ cantà” in cui riscopriamo un Alloisio bravissimo, oltre che come interprete, anche come attore.

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