R Recensione

8/10

Gotye

Like Drawing Blood

Dire che Like drawing blood mette a dura prova le competenze di chi come il sottoscritto si diverte a scrivere di musica è davvero dir poco. Raramente infatti è capitato di avere per le mani un disco in grado di mutare faccia pressochè ad ogni brano, con una capacità di gran lunga maggiore di mascherarsi rispetto al personaggio che l’ha concepito. Si allude al belga Wally De Backer, di fatto australiano trapiantato a Melbourne e musicista con lo pseudonimo di Gotye.

Double face, verrebbe da dire, influenzati dal recente capolavoro cinematografico di Nolan nella saga Batman, eppure sarebbe davvero riduttivo questo attributo per un ragazzo che di fatto è già oggi uno dei compositori più maturi e poliedrici in circolazione della musica leggera, in grado di spaziare senza problemi tra musica bianca e nera, tra soul ed elettronica, tra reggae e pop, tra disco e trip-hop.

Ma andiamo con ordine, cominciando a ricordare che Like drawing blood risale in verità al 2006, e se lo ritroviamo solo ora negli scaffali dei negozi è perché ha dovuto sgomitare un paio d’anni per riuscire ad essere distribuito a livello globale.

Una cosa assurda visto il valore del disco, ma tant’è, è noto ai meno sprovveduti che non sempre il successo commerciale corrisponde al valore artistico (quasi mai a dire il vero in questi tempi mtviani).

Ma polemiche a parte è il caso di addentrarsi nell’incredibile calderone messo a punto da Gotye, eccezionale fin dall’opener Only way, elettro-pop saltato e cucinato in stile Beck con l’aggiunta di echi neanche troppo lontani di un Thom Yorke particolarmente pimpante e spigliato. Hearts a mess è già uno stacco considerevole: scaltra ballata soft impiantata su una base trip-hop latineggiante che lascia spazio a motivi reggae e a un cantato ondeggiante tra soul ardente e lirica malinconica. Coming back svolta verso un tango anomalo che sfoggia una cura certosina per gli arrangiamenti orchestrali e la gran classe delle doti canore del giovine.

Quando parte Thanks for your time è quasi impossibile non pensare che qualcuno si sia sbagliato nel mixaggio e abbia inavvertitamente inserito un brano uscito da mtv: il pezzo è infatti l’episodio più mainstream del disco e potrebbe tranquillamente essere scambiato per un hip-hop di Justin Timberlake (di cui Gotye segue qui il falsetto sensuale) magari accompagnato da un Beck particolarmente ispirato nell’utilizzo di inserti digitali e suoni d’ambiente. La black-disco di Learnalilgivinanlovin è invece il gioiellino più groove dell’album e merita di essere ballata spudoratamente accompagnandola alla produzione più intrigante di Gnarls Barkley.

E si va avanti così fino alla fine, senza un canovaccio fisso ma lasciando spazio all’eterogenea ispirazione di Gotye, che prosegue ottimamente con Puzzle with a Piece Missing (tra reggae e trip-hop in un mix a cinque stelle) e Distinctive Sound (un giocoso e sapiente caleidoscopio di suoni alla Morricone fluttuanti su una base trip-hop). Il finale è teso al recupero di un pop80s con Seven Hours with a Backseat Driver (appassionante elettro-pop a tinte tragico-romantiche che precipita in un clima plumbeo tra il New Romantics e il dark) e Night Drive (synth-pop per la verità un po’ opaco).

Si prova a riflettere su quali giovani autori possano essere accomunati a Gotye e si fa fatica a trovare paragoni accettabili. Forse per talento si può pensare a Patrick Wolf. Ma per poliedricità e maturità compositiva bisogna tornare indietro nel tempo, magari recuperando i periodi dorati di Moby e Beck. In ogni caso una grande scoperta che merita di essere diffusa strenuamente tra gli amanti della Musica.

 

V Voti

Voto degli utenti: 7/10 in media su 7 voti.
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rubens 8/10
REBBY 4/10
giank 8/10
Senzanome 8,5/10
jekspacey 7,5/10

C Commenti

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rubens (ha votato 8 questo disco) alle 9:21 del 23 settembre 2008 ha scritto:

Me li dovrò procurare

Devo ammettere che mi hai incuriosito parecchio. Che il nuovo Beck sia davvero belga-australiano ?

Wasted Jack (ha votato 6 questo disco) alle 13:33 del 25 settembre 2008 ha scritto:

Ma quest'album è del 2006...

rubens (ha votato 8 questo disco) alle 13:35 del 25 settembre 2008 ha scritto:

RE: Non proprio

La distribuzione italiana è di quest'anno ...

Wasted Jack (ha votato 6 questo disco) alle 13:36 del 25 settembre 2008 ha scritto:

Eh vabbè che c'entra, l'album è uscito due anni fa...

rubens (ha votato 8 questo disco) alle 13:38 del 25 settembre 2008 ha scritto:

Beh, è normale se un album non è ancora stato recensito ai tempi dell'uscita americana e viene distribuito in Italia che mettano la data di distribuzione. Personalmente l'ho sempre visto fare ovunque, comunque paese che vai ...

Peasyfloyd, autore, alle 13:42 del 25 settembre 2008 ha scritto:

"cominciando a ricordare che Like drawing blood risale in verità al 2006, e se lo ritroviamo solo ora negli scaffali dei negozi è perché ha dovuto sgomitare un paio d’anni per riuscire ad essere distribuito a livello globale."

Essendo la questione così particolare (dato hcei l mercato australiano non è proprio dietro l'angolo) lo consideriamo un disco del 2008 dato che non si parla di distribuzione solo italiana ma anche americana, inglese, ecc. (globale insomma).

REBBY (ha votato 4 questo disco) alle 8:46 del 6 ottobre 2008 ha scritto:

Mah, a me sto Beck belga-australiano non mi garba.

Talvolta sembra proprio una discreta imitazione,

ma anche l'ultimo originale in versione meno

ispirata mi pare comunque non solo di un altro

continente, ma anche di un altro pianeta. Peasy,

so di essere ogni tanto uno spaccamaroni, ma 9/10

mesi fa mi hai consigliato un album del 2006 molto

più bello (Patrick Watson).