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R Recensione

7/10

Joe Barbieri

Maison Maravilha Viva

L’etichetta partenopea Microcosmo Dischi merita un plauso particolare per l’attenzione e la cura che offre al panorama artistico italiano emergente in materia musicale. Particolarmente degna di nota la recente pubblicazione del raffinato e brillante “Il Mio Giardino” di Toni Melillo. Grande merito va ovviamente al suo fondatore, Joe Barbieri, che ha portato il suo personalissimo contribuito anche con la pubblicazione di alcuni pregevoli dischi, i più recenti dei quali, “In Parole Povere” (2004) e “Maison Maravilha” (2009), hanno ottenuto consensi favorevoli sia dalla critica che dal pubblico. Di quest’anno la pubblicazione di “Maison Maravilha Viva”, composto da CD + DVD che contengono l’audio e il video del concerto registrato a Gennaio presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma, il backstage, un photobook e una serie di interviste ad alcuni dei protagonisti.

 

Maison Maravilha Viva” ripropone in versione marcatamente acustiche e con orchestrazioni minimali alcuni dei brani originariamente pubblicati prevalentemente nei due succitati album, ai quali si aggiungono due cover, “Wanda (Stai Seria Con La Faccia)” di Paolo Conte e “Fai Male” di Bruno Martino. Ritroviamo così alcuni dei più brani riusciti di Joe Barbieri, come “Lacrime Di Coccodrillo”, “Castello Di Sabbia”, “Fammi Tremare i Polsi”, “Microcosmo”, “Normalmente”, “Pura Ambra” (anche qui cantata con Mario Venuti come già accaduto in origine in “In Parole Povere”) e “Malegrìa” (qui eseguita da solo, mentre originariamente in “Maison Maravilha” godeva del contributo della cantante cubana Omara Portuondo, già protagonista di Buena Vista Social Club). Si tratta di pregevoli episodi di cantautorato intriso di jazz e world, con distintive variegature di bossa nova, tropicalismo e swing e con riferimenti soprattutto a Caetano Veloso, Antonio Jobim, Joao Gilberto e Paolo Conte.

 

Nel complesso, “Maison Maravilha Viva” ha il merito di riproporre in vesti differenti le notevoli capacità artistiche di Joe Barbieri, già ampiamente espresse soprattutto in “In Parole Povere” (2004) e “Maison Maravilha” (2009) e a cui si rimanda per un doveroso approfondimento, nonché di contribuire ad arricchire lo scarno repertorio di cantautorato pop-jazz italiano in maniera umile ma significativa e con il basso profilo che contraddistingue l’artista e il genere in questione.

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