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R Recensione

7/10

Orlando Manfredi e Duemanosinistra

From Orlando to Santiago

Più che un semplice disco, il nuovo lavoro di Orlando Manfredi è un vero e proprio progetto, artistico e di vita. Il musicista, attore e cantautore torinese infatti, dopo aver esordito nel 2011 con il disco "Intimo Rock", si presenta con un album che è un vero e proprio resoconto di un viaggio, forse Il Viaggio, il cosiddetto cammino di Santiago, il percorso che porta i pellegrini, fin dal Medio Evo, al santuario di Santiago di Compostela. Ottocento chilometri da percorrere a piedi, così come ha fatto Orlando Manfredi. Da questo viaggio nasce il disco, fedele resoconto ma non banale diario di bordo. E’ questo infatti un viaggio non solo fisico ma anche spirituale, che si apre con un canto tradizionale di origine contadina, Attaccavano un'acciuga, forse a ricordare il mondo da cui veniamo, e una civiltà, quella contadina, ormai scomparsa.

Il viaggio, quello dei pellegrini come quello dei migranti, è da sempre il motore della storia dell’uomo, come ci ricorda il brano La grande migrazione (ospite alla voce Matteo De Simone dei Nadàr Solo), in cui la migrazione può essere appunto anche quella del singolo, che saluta il proprio divano. Un viaggio che ci porta ad attraversare musiche e suoni diversi, dalla lenta e mediterranea Radice, solo voce, chitarra acustica e batteria (ho visto il mare aperto e so difendermi, e non riesco a difendermi da te), alla allegra e caraibica Nuova grammatica, dove la grammatica è quella delle parole della crisi e della rinascita, dalla mid tempo acustica Fulgida stella, dove gli strumenti contemporanei incontrano le voci e gli strumenti dei Fratelli Mancuso, alfieri della world music a livello internazionale, alla splendida melodia di  Le cose prime.

Se Falso movimento è la pop song perfetta, con un’impronta che ricorda gli Afterhours più melodici e pop, con una melodia che prende al primo ascolto, Will machine rappresenta invece l’approccio rock. Cantata in inglese, parte dalla frase che Woody Guthrie, il cantautore vagabondo per eccellenza, aveva scritto sul corpo della sua chitarra, this machine kills fascist, per tramutarla in this machine doesn’t kill anyone, frase che Orlando Manfredi ha scritto sulla chitarra che lo ha accompagnato nel suo viaggio. Tra brani più ritmati come Telefono casa e Il mondo a catinelle, con il piano che dipinge una bella melodia e un testo che indaga uno dei temi centrali del lavoro, la ricerca dell’Altro (capisci di essere solo una metà), e altri più lenti e intensi come Avenida, solo voce, chitarra e violoncello, e un gran bel testo, c’è spazio anche per l’elettronica con Dracula sulla strada: su una base molto tirata, quasi trip hop, è questa una canzone parlata più che cantata, che ci avvicina alla fine del viaggio, una sorta di rendiconto finale (quanti chilometri hai fatto? quanti Sanremo hai sopportato? quanti Fantozzi hai ingoiato? quante parole non hai pronunciato?). Tutti gli incontri fatti durante il viaggio sono stati un arricchimento personale, da tutti il viandante, come un Dracula, ha succhiato linfa vitale (tutti ho conosciuto su questa strada e ancora di tutti ho sete).

Inizia con il classico c’era una volta il brano che chiude il lavoro, Io e l'ombra: il viaggio è ormai finito, lo si racconta al passato, con un lento in cui la voce è accompagnata dalla chitarra e dal violoncello di Elena Diana. Prodotto da Gigi Giancursi (Perturbazione, Linda & Greenman) e Gianni Condina (Subsonica, Assalti Frontali), il disco, resoconto di un viaggio fisico ma anche interiore descritto con semplicità e poesia, è solo una parte del progetto, che si completa con un libro e uno spettacolo teatrale.

 

V Voti

Voto degli utenti: 7,3/10 in media su 6 voti.
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leuk76 10/10
xxx 4/10

C Commenti

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orlando alle 10:55 del 11 febbraio 2015 ha scritto:

Grazie Giorgio Zito per la recensione, puntuale, esplicativa e illuminante. Una specie di mappa del viaggio.

leuk76 (ha votato 10 questo disco) alle 11:13 del 11 febbraio 2015 ha scritto:

E' vero.. quando mai si trova così tanta roba in un disco solo?!

Cas alle 20:02 del 11 febbraio 2015 ha scritto:

wow, 10! abbiamo di fronte un capolavoro memorabile alla pari con roba come Low e Close to the Edge ! oppure un fan un pò di manica larga? l'invito -se non si fosse capito- è alla moderazione.

orlando alle 23:27 del 11 febbraio 2015 ha scritto:

Gentile Cas, un voto è un voto, relativo solo a se stesso: una pronuncia libera, senza supponenza. Ognuno metta in campo i propri filtri culturali, sia chi voti che chi legga. Altrimenti le prossime si chiameranno elezioni moderate e non elezioni.

Cas alle 9:05 del 12 febbraio 2015 ha scritto:

gentile orlando, storia della musica è un luogo dove ci si confronta sulla musica, non dove si fanno incursioni lampo per pompare il proprio beniamino di turno (magari per farlo salire di posizione in classifica) per poi scomparire. un'operazione che, per esperienza, finisce sempre col rivolgersi contro il beniamino in questione sminuendo la serietà della sua proposta. spero che tutto ciò non fosse nelle intenzioni del buon leuk76.

leuk76 (ha votato 10 questo disco) alle 9:55 del 12 febbraio 2015 ha scritto:

Scusa Cas, non essendo un critico musicale pensavo di essere autorizzato a votare di cuore e non riferendomi alla storia della musica. Ti spiego il mio voto: partendo dalle difficoltà di chi fa musica oggi, tanto più se indipendente, tanto più facendo scelte coerenti rimanendo lontani dai talent o dalle piazze più ricche, e riesce a fare un disco così bello, ricco e originale, così come tanti altri in italia stanno facendo, permettendoci di godere di prodotti artistici di altissimo livello a bassissimo costo, regalandoci centinaia di performances e concerti in tutta italia ogni anno, per me si merita tutto questo 10.

Se anche così è sbagliato scrivilo grosso e in alto su sto cavolo di sito.

E visto che ovviamente non avrai alimentato questa discussione per aumentare i passaggi sul tuo sito, cosa che certamente ti fa orrore, non ti dispiacerà se non contribuisco oltre, ma leggerò volentieri un tuo commento duro e puro sul disco di Duemanosinistra e mi do disponibile a modificare il mio voto secondo le tue indicazioni.

Hasta la victoria, Cas

Cas alle 10:34 del 12 febbraio 2015 ha scritto:

Io dico solo che far capolino su un sito di informazione musicale per pompare il disco dell'amico/parente/beniamino musicista implica almeno due cose:

1- una mancanza di rispetto per il sito sul quale si vota/ commenta (noi di storia, grazie a recensori come Giorgio Zito, ci sforziamo nel nostro piccolo di non buttarla in caciara e prendere seriamente artisti che meritano serietà e lucidità nel giudizio)

2- una scarsa considerazione dell'artista che si cerca di far salire di posizione con voti esagerati (l'esistenza di uno strumento come il 10 presuppone al contempo la responsabilità nel suo utilizzo, altrimenti il 10 perde tutto il suo valore).

Poi detto ciò il tuo 10 è un numerino. Si legga la bella recensione di Zito, piuttosto.

fabfabfab (ha votato 6 questo disco) alle 11:30 del 12 febbraio 2015 ha scritto:

- "Partendo dalle difficoltà di chi fa musica oggi....permettendoci di godere di prodotti artistici di altissimo livello a bassissimo costo". Tutto encomiabile, in effetti. Pensa alle difficoltà di mettere in piedi un sito cercando di tenere alto il livello (anche dei commenti) a costo zero.

- "E visto che ovviamente non avrai alimentato questa discussione per aumentare i passaggi sul tuo sito, cosa che certamente ti fa orrore". Ovviamente, come tu non ti sei iscritto al sito solo per dare un po' di visibilità al disco dei tuoi amici..

- Ergo: "sto cavolo di sito" la prossima volta lo scrivi sul muro del cesso di casa tua. Adios.

leuk76 (ha votato 10 questo disco) alle 13:07 del 12 febbraio 2015 ha scritto:

scusate io ho votato un disco perché il vostro sito me ne ha dato l'opportunità, ho motivato la mia votazione in ben due commenti (se fossi stato un amico in malafede forse avrei utilizzato l'opzione "scrivi una recensione" non mi sarei limitato a mettere il mio "numerino", come dice giustamente cas, e infatti non capisco perché se è solo un numerino mi sono trovato svalutato e insultato in questo modo. Se devo scalare tutta la storia della musica ovviamente a Orlando devo dare 1, ma è un paragone demenziale, se devo chiedermi cosa posso chiedere di più a un disco che nasce in questo contesto oggi la mia risposta è: niente, quindi gli do dieci. Perché è un disco bellissimo a cui non manca nulla, punto. E con questo ve l'ho spiegato una terza volta.

Ve lo ribadisco, se davvero avete ascoltato il disco mi interessano i vostri commenti, anche se gli date un 3 sono curioso di sapere perché. E non mi permetterò di pensare che lo fate perché siete amici di Bugo

Sor90 alle 13:48 del 12 febbraio 2015 ha scritto:

Ok, va bene, ma la scala di valutazione è ben espressa nel pannello di voto, proprio per livellare i giudizi personali che ognuno può avere. Perciò 10 in questo caso è fuori luogo. Se ci si iscrive si dovrebbe anche cercare di attenersi al funzionamento del sito, altrimenti lo si fa notare. Senza voler fare troppo dietrologie.

Immagino che a te potrà sembrare esagerato o da rompiscatole riprenderti, ma ti assicuro che quella di iscriversi solo per sparare votoni per una battaglia personale è una pratica davvero troppo diffusa e francamente per noi è una scocciatura (credo che in fondo lo sia per tutti) e di casi ne abbiamo visti parecchi. Ci piacerebbe che ci si dia un taglio.

Questo vale per tutti e per tutte le recensioni. Andate in pace.

leuk76 (ha votato 10 questo disco) alle 14:12 del 12 febbraio 2015 ha scritto:

Guarda, mi fa piacere la tua risposta. Queste indicazioni magari mettetele ben in chiaro prima e se riprendete qualcuno (cosa che diverse piattaforme fanno però con dei filtri che intervengono prima della pubblicazione), fatelo con educazione e senza giudicare/svalutare l'utente, se no vi fate del male da soli. Non capirò niente di musica ma di giornalismo qualcosa sì. E' vero, non mi ero mai iscritto al vostro sito ma ero stato contento di farlo e di farlo con entusiasmo nei confronti di un percorso artistico della mia città, così come avrei fatto per altri (come i nadar solo, occhio che se li recensite vi metto un altro 10!), non avevo nessuna battaglia personale da fare, né volevo offendere nessuno. Per il "cavolo di sito" mi scuso, non ci crederete ma era affettuoso. Ora vi lascio che devo andare a scrivermelo nel cesso Cmq grazie

Dr.Paul alle 14:15 del 12 febbraio 2015 ha scritto:

ragazzi ma è l'ennesima volta che sotto recensione di disco indie italiano arrivano gli stessi membri della band (o i parenti degli stessi) a commentare il miracolo.... l'italia è questa.... orlando manosinistra capolavoro da 10...come de andrè, battiato, i beatles, i pink floyd come diceva il vicino di casa di un nostro utente...avete voluto la democrazia?

FrancescoB alle 14:17 del 12 febbraio 2015 ha scritto:

Non ho ascoltato il disco in questione e non è mia abitudine discutere i "voti" altrui, perché ha poco senso. Il dieci, o comunque il massimo possibile immaginabile, secondo me va ponderato, ma capisco possa essere dato di pancia sulla base di mille motivazioni diverse. In ogni caso, ho notato che di regola meno uno sa e più tende a ingigantire ciò che si trova davanti, forse perché non ha molto con cui confrontarlo. Questa è proprio un'impressione personale, dettata dal fatto che, anche nella vita reale, la gente che di solito alza l'asticella (il più bravo cantante di sempre - ?!?- il miglior chitarrista, il massimo gruppo rock etc....) è la stessa gente che di solito sa poco-nulla di ciò di cui sta parlando. Questo, detto con rispetto, nessuno è obbligato a essere un appassionato e tantomeno un esperto di nulla

orlando alle 15:08 del 12 febbraio 2015 ha scritto:

Gentile Cas e cari tutti, giuro che mi fa tenerezza questa partecipazione. Tenerezza nel senso più genuino del termine. Dal canto mio però - gentile Cas - non intendevo discettare sulla natura del sito. Questo argomento non è affar mio. Ma sottolineo che se il sito apre ad una votazione degli utenti, è bizzarro che un caporedattore inviti alla moderazione, pilotando inevitabilmente un pochino la stessa (come dire: votate ma votate piano). In altri termini, va bene votare finché la cosa non stride con il tuo senso storico. Se le cose stanno così, il umile suggerimento è voti la redazione e tanti saluti. Buon lavoro a Storia della Musica e a voi tutti.

FrancescoB alle 15:34 del 12 febbraio 2015 ha scritto:

Caro Orlando, per quanto mi riguarda puoi anche mettere 12

D'altra parte però io sono libero di dire che voti tanto esagerati forse sono il frutto di una visione ridotta delle cose, e non è questione di collocarsi al di sopra degli altri: io so poco-nulla di classica e quindi, per reazione, trovo straordinario e inarrivabile tutto il poco che conosco. Se approfondissi le cose, tuttavia, sono certo che ridimensionerei i miei giudizi spannometrici, che restano legittimi naturalmente (esattamente come i tuoi), ma che ecco forse sono un tantino gonfiati dalla mia scarsa conoscenza della materia.

orlando alle 15:37 del 12 febbraio 2015 ha scritto:

Caro Francesco, io mi guardo bene dal votare il mio disco. Così come d'invitare gli amici a perorare una battaglia in mio favore a suon di numerini. Grazie ancora

fabfabfab (ha votato 6 questo disco) alle 15:49 del 12 febbraio 2015 ha scritto:

Bravo Orlando, hai centrato il punto.

FrancescoB alle 15:40 del 12 febbraio 2015 ha scritto:

Beh ti capisco, neanche io mi voterei.

Comunque io sto parlando di aria fritta, magari ascolto il lavoro e metto pure io un votone, anzi conto di farlo quanto prima

orlando alle 15:55 del 12 febbraio 2015 ha scritto:

dai ti aspetto, qualunque voto sia