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R Recensione

7/10

Vessel

Le difese

Quello che poteva sembrare solo uno spin off temporaneo dei Giardini di Mirò, in realtà con questo primo lavoro sulla lunga distanza, dopo due E.P., si dimostra progetto compiuto, che nasconde molto di più di quanto si poteva immaginare. Intanto per le molteplici esperienze precedenti dei due artisti coinvolti nel progetto Vessel (Corrado Nuccini, cantante, chitarrista e fondatore dei Giardini di Mirò, e Emanuele Reverberi, polistrumentista, studi classici alle spalle e interessi nel campo della musica popolare e folk, dal 2000 con i GdM), esperienze che qui lasciano tracce evidenti. Poi per la partecipazione in questo lavoro di numerosi ospiti importanti, che assumono un ruolo di primo piano. E infine per la presenza forte dell’anima più alta della canzone d’autore italiana, più volte evocata nel corso del disco.

Se ci sono dei nomi che saltano all’orecchio ad un primo ascolto, sono proprio quelli dei padri della canzone d’autore italiana. La breve e toccante La Bussola, che apre il disco, è una poesia in musica come ne sapeva scrivere Luigi Tenco. Il Soffio è uno splendido canto a due voci con Sara Lov dei Devics, in cui sono evidenti gli echi del primo Fabrizio de André, sia per il testo che per la costruzione melodica. In Nudisti su Marte, alla voce una Angela Baraldi sempre più brava, i richiami a Piero Ciampi sono evidentissimi, non solo per quel cantato / parlato tipico del poeta livornese, ma anche e soprattutto per un testo che sembra davvero un testo di Ciampi in versione al femminile. In Che Animale Sei? bastano solo sette righe, e le due voci di Nuccini e Sara Lov, per raccontare un amore andato a male, in una classica ballata a cavallo tra Ciampi e i la Crus, con un bel coro sul finale guidato dalla chitarra acustica.

E questo alternarsi di voci femminili diverse chiamate a sostituire la ex Alessandra Gismondi (che qui troviamo solo in La Bussola), si dimostra una carta vincente nell’economia del disco. In Cafeidi, Supernove, brano dal testo splendido e  impreziosito dal suono evocativo delle trombe di Emanuele Reverberi e di Enrico Pasini, il canto in italiano di Sara Lov si integra alla perfezione alla voce di Nuccini, così come in Non Sei Più Tu la voce di Angela Baraldi al canto si alterna in maniera perfetta al recitato di Corrado Nuccini, con il violino di Emanuele Reverberi che regala al brano un tocco di raffinatezza.

Pregiati gli arrangiamenti di Reverberi, che sa vestire ogni brano in maniera adeguata, a volte con poche note, altre con una ricca strumentazione. In Una Città D’Incanto in quasi recitato da Nuccini, con un delicatissimo coro di Sara Lov, gode dell’accompagnamento musicale scarno ma efficacissimo di chitarra acustica, piano elettrico e violino, stesso trattamento riservato (con l’aggiunta di una batteria elettronica ed i cori di Barbara Cavaleri) alla delicata e intensa La Spinta.  Reverberi si trasforma in una piccola orchestra (sono sue le mani su chitarra, violino, tromba, basso, pianoforte e percussioni) in Battan L’Otto, un brano tradizionale, un canto di lotta operaia degli inizi del secolo scorso, raccolto dalla ricercatrice Caterina Bueno, qui proposta con la voce di Angela Baraldi, rispettosa della melodia originale, e con un arrangiamento giocato tra il suono quasi bandistico dei fiati (Enrico Pasini alla tromba e flicorno) il rock e la slide di Riccardo Sgavetti. Degno omaggio all’amata genitrice della canzone d’autore italiana, per un disco che guarda al rock d’autore del futuro, consapevole del proprio passato.

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