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R Recensione

7/10

Dino Fumaretto

Sono Invecchiato Di Colpo

Nelle giornate occupate dal tour solitario connesso al precedente lavoro intitolato “La Vita è Breve e Spesso Rimane Sotto”, Dino Fumaretto (alias Elia Billoni all’anagrafe comunale) ha stabilito di recuperare ed analizzare alcune sue vecchie canzoni, scartate e lasciate nel cassetto perché ritenute troppo scarne e addirittura più disarmanti di quelle inserite nel disco d’esordio. Il buon Dino ha materializzato l’idea di rimettersi a lavorare su questi pezzi. La prima analisi fu una profonda disamina interiore, tra l’altro inserita nel brano che chiude il disco e dà il titolo all’album: "Sono invecchiato di colpo"  (Sono invecchiato e non me ne sono reso conto. Ho sognato di essere in un manicomio ma mi sono accorto di non essere pazzo. Sono solo invecchiato in fretta). Fumaretto, per proseguire nel rimessaggio dei suoi sogni, non può fare altro, richiamando un suo consueto brogliaccio, che consultare il suo interprete ufficiale e preferito: Elia Billoni. Gli estratti emergono trasformati e arrangiati con l’ausilio del validissimo Nicola Cappelletti e soprattutto impreziositi. I testi caustici e sempre al limite tra il sogno e la realtà sono corroborati da una base ritmica e strumentale più evidente se confrontata al lavoro discografico antecedente che vedeva Fumaretto come esclusivo “one man show”: Dino ed il suo accattivante ed essenziale pianoforte.

Ne scaturisce un disco molto più complesso e compiuto dove i testi sono sempre la principale attrazione, circondati ora da suoni che ne elevano l’interesse ed il valore pur restando profondamente astratti ma anche diretti, dolorosi e tenebrosi, aggettivi questi ultimi che lo rimandano a pagine già note, dall’ironia di Ivan Graziani, al dolore di Piero Ciampi o alla mistura tre Giovanni Lindo Ferretti ed Enzo Jannacci. Ancor di più si rivela la durezza e la profondità cara a  Juri Camisasca, autore fin troppo sottovalutato.

Ascoltando “Mente Spostata”, brano scelto come singolo, ci tuffiamo in ritmiche musicali accattivanti e rapide che fingono di suggerire un brano allegro, al contrario, rivelatore dell’esatto opposto (Guido la giornata con la mente spostata mentre gli altri si scontrano). In “Cosa C’è Nel Frigo” l’analisi esistenziale di cosa è stato inserito all’interno della propria vita e soprattutto ciò che è stato trascurato (Cosa c’è nel frigo non lo so. C’è tutto quello che non ho saputo elaborare). “Insonnia” è un classico e alienante pensiero dell’uomo non in grado di dormire e rilassarsi, invidioso di considerare  che intorno a lui tutti lo stanno facendo e augurando loro le inquietudini peggiori (Come fa questa gente a dormire la notte? Vorrei sapervi esseri umani insonni). Interessante il tratto d’unione del galletto che canta al termine del brano e che fa da sveglia per quello successivo, dal titolo “Risvegli”. Il racconto straniato, struggente, malinconico e dettagliato di un uomo che al risveglio non trova ciò che si aspetta dalla sua realtà (E mi sveglio la mattina con il sole sulla schiena. Lei non torna di sicuro, io non vado al lavoro). “Tu Sei Pazza” è un’altra gemma di follia dove Fumaretto descrive al meglio la riflessione terza di un dolore, interpretato nel brano da un dente, che può essere mitigato o tolto con l’ausilio di una nuova presenza stuzzicante, nel brano impersonata ovviamente da un dentista (Se ti toglie almeno un dente il dottore s’innamora e ti consola. Povera cara. Ma tu ti senti sola e dormi col dente).

Film Dell’Orrore” è l’ennesimo sogno ad occhi aperti, o chiusi, molto splatter, crudo e diretto (Come un film dell’orrore, quant’è facile tagliare. La mia pancia si può aprire, può uscire l’interiore). Tra i  pezzi eccellenti dell’intero disco, certamente, “Una Vacanza”. Un misto tra il miglior Morgan e il Luca Urbani dei Soerba, messi nel frullatore ed elaborati al meglio dalla brillantissima eterea coppia Fumaretto-Billoni. Una melodia noir, con tanto di fischiettio iniziale, davvero attraente che descrive la sofferenza esistenziale di pensieri o umori troppo ricorrenti e pulsanti nella testa. Meglio andare in vacanza (È troppa la sua presenza anche se non è mai abbastanza. Ho bisogno di una vacanza per dissolvere la sua presenza). “Non Ti Emoziono Più” recita di quanto uomini e donne possano essere prossimi dapprima ma in seguito distanti nei pensieri interiori (Ti colpiva una mia canzone. Non hai tradito a renderti conto che era un incidente di percorso. Oggi in bagno mi hai detto che non ti emoziono più). “Il Nuovo Che Avanza”, altro pezzo pregevolissimo, è l’accorata aspirazione di perfezionarsi e di non aspettare che il tutto scorra da solo. Gli altri nel frattempo vanno avanti (Voglio dormire ma non voglio dormire. Cerco un pensiero che mi dia l’ispirazione per fronteggiare il nuovo che avanza). Gioiello assoluto è il brano, già menzionato all’inizio e che fornisce il titolo al disco “Sono Invecchiato di Colpo”, abbellito dal complesso arrangiamento del talentuoso Iosonouncane.

Un disco doloroso, cupo nelle tematiche  che non si discostano dal precedente album d’esordio ma che segna un sicuro passo in avanti per l’artista mantovano. I testi stemperati tra il sogno e la concretezza sono meno frammentari e sono ora irrobustiti dall’onnipresente pianoforte ma anche da musiche più articolate e armoniche.

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andy capp 5,5/10
Dr.Paul 4,5/10

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