V Video

R Recensione

7/10

Francesco Baccini

Baccini canta Tenco

Il nuovo progetto discografico di Baccini nasce da un lavoro teatrale, portato in scena con successo lo scorso anno, dal titolo Baccini canta Tenco – Porto a spasso Luigi nei teatri, il cui intento era far rivivere le canzoni di Tenco, cercando anche di darne una veste nuova, pur nel rispetto dell’originale. La scaletta di quello spettacolo viene ora riproposta in questo disco, in cui Baccini, con l’aiuto prezioso di Armando Corsi (già chitarrista di valore al fianco dei più importanti cantautori italiani) che si è occupato dell’arrangiamento dei brani, e di Marzio Angiolani (docente ed esperto di canzone d'autore), coautore dello spettacolo,  ci accompagna in un viaggio nel canzoniere di Tenco, passando in rassegna non solo i brani più famosi e intimisti, ma anche quelli più impegnati, facendoci riscoprire anche l’aspetto più ironico e a volte satirico, spesso dimenticato, di Luigi Tenco.

Un disco dall’aspetto musicale molto vario, che con una bella intuizione si apre e chiude con due brani non di Tenco: la famosa Bang bang di epoca beat (lei se ne andò e a terra mi getto) portata al successo dall’Equipe 84, e Preghiera in gennaio, che Fabrizio De André scrisse proprio per la morte dell’amico Tenco. Il disco quindi si apre con un omicidio per amore, e si chiude con un suicidio contro l’odio e l’ignoranza degli uomini: nel mezzo, la vita di Tenco, racchiusa da due colpi di pistola.

Tra i grandi classici del canzoniere di Tenco, qui ritroviamo due emozionanti versioni eseguite in solitario, solo voce e piano: Vedrai vedrai, una versione molto sentita e molto simile all’originale, con solo un sax che entra discreto nel finale, e Mi sono innamorato di te, uno dei testi più intensi e profondi di Tenco, eseguito in maniera toccante.

Altri classici vengono rivisitati in una splendida chiave jazz, con la band al completo. Ritroviamo così Quando in una versione jazz di gran classe, Un giorno dopo l'altro trasformata in uno slow jazz in cui Baccini spicca anche come pianista, e Se stasera sono qui  che diventa una ballata dai toni jazzati, con la chitarra ed il sax che ci portano in un’atmosfera da jazz club.

Tra i brani che potremmo definire impegnati, spiccano la versione full band di Ragazzo mio, dotata di un gran arrangiamento ed un’ottima interpretazione, Ognuno è libero, in origine un brano dal suono prettamente beat qui trasformato in uno ska riuscitissimo, e soprattutto E se ci diranno, col suo inizio solo voce e chitarra che prepara all’ingresso della band per una versione jazzata che dà nuovo lustro al brano. Rivisitazione perfettamente riuscita e grande interpretazione di Baccini, forse la riproposizione migliore del disco.

Per quanto attiene all’aspetto ironico di Tenco, forse il meno conosciuto, Baccini propone alcune scelte azzeccate: Giornali femminili, eseguita con una grande interpretazione ed un splendido arrangiamento, che la trasforma in un brano dai ritmi caraibici e colori carioca, e La ballata della moda, in una versione jazz swing manouche, che colpisce per l’attualità del testo, dove si ironizza sul funzionamento del mercato pubblicitario, facendoci capire che Tenco aveva già percepito la trasformazione della nostra società in società dei consumi, in cui l’individuo da cittadino diventa consumatore.

La chiusura spetta a Li vidi tornare (ciao amore ciao) l’ultimo brano eseguito da Tenco in quel fatidico festival di Sanremo, in una versione guidata da una chitarra quasi funk, presentato qui nella versione originale, riportata alla luce anni fa da Massimo Priviero.

Ipotetico bis con Preghiera in gennaio, solo voce e chitarra, uno dei tanti capolavori di De André. Sempre molto difficile rifare De André, il paragone è immancabilmente perdente (come si può competere con quella voce?), però anche qui Baccini risulta convincente, e coraggioso nella scelta.

Ovviamente non ci si sofferma qui sul valore dei testi di queste canzoni, sempre di livello altissimo, in alcuni casi tra i più elevati della storia della nostra canzone d’autore, dandone per scontata la conoscenza. Chi invece si trova a confrontarsi con queste poesie per la prima volta, avrà diche rimanere meravigliato dalla profondità e della leggerezza con cui Tenco sapeva mettere in musica emozioni e pensieri. E a Francesco Baccini va dato il merito di aver riportato queste canzoni nei teatri, tra la gente, facendole rivivere.

V Voti

Nessuno ha ancora votato questo disco. Fallo tu per primo!

C Commenti

Non c'è ancora nessun commento. Scrivi tu il primo!
Effettua l'accesso o registrati per commentare.