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R Recensione

7/10

Nobraino

Disco d’Oro

In principio era il White Album dei Beatles. Poi vennero il lato oscuro del Black Album dei Metallica (ma anche il famoso doppio bianco del quartetto di Liverpool in quanto a lati oscuri non scherzava), e infine il genio folle del rock, Les Claypool, con il Brown Album dei Primus (e lascio alla fantasia di chi legge immaginare a cosa si riferisse il colore scelto). Ora arrivano i Nobraino, che con il loro nuovo lavoro omaggiano gli illustri predecessori, e forse si prendono anche gioco con ironia dell’agonizzante mercato discografico italiano.

Ad un primo ascolto, si percepisce chiaramente un notevole passo in avanti per la band romagnola, musicalmente molto cresciuta, merito forse anche del produttore artistico,  Manuele "MaxStirner" Fusaroli. Spicca anche la presenza costante della tromba di  David Jr. Barbatosta, ormai quinto Nobraino acquisito, il cui apporto impreziosisce molti brani.

Ma la marcia in più della bando romagnola, ciò che la distingue dal resto del panorama musicale italiano, è la capacità di misurarsi con temi alti con grande semplicità, giocando sempre sul filo dell’ironia, in un continuo rimando tra il serio e il faceto. Brani che ad un primo ascolto possono sembrare canzoncine innocue, rivelano in realtà tra le righe una seria attenzione per ciò che ci circonda.

Così è per Bunker, un brano quasi recitato con un testo splendido, uno dei vertici del disco (ottimi gli interventi della tromba nel finale) in cui la capacità di scherzare ed essere ironici parlando di cose serie si esplica al suo massimo livello. Così accade anche in Cesso di vivere, in cui si tratta il tema degli incidenti domestici, con la consueta vena ironica sullo sfondo (al povero protagonista del racconto, l’incidente domestico capita proprio prima dell’appuntamento con l’assicuratore).

Ne Il Mio Vicino, quasi una filastrocca con le sue rime baciate, si nasconde la violenza di chi non sopporta più gli altri, che siano il vicino di casa o di ombrellone. Storie piccole di liti tra vicini, accanto a cui passa la Storia muta e impotente (i polmoni bucati dagli spari di tutte le guerre). La vena ironica esplode poi in Bademeister, canzoncina leggera con un testo dall’apparente semplicità ma sapientemente elaborato sui mitologici rapporti tra i bagnini romagnoli e le turiste tedesche, e nei giochi di parole della ghost track Persone colte.

Anche musicalmente il disco presenta spunti di originalità lodevoli, passando dal rock ‘n roll di Record del Mondo in cui si parla di arrivismo e carrierismo (Voglio fare il record del mondo di chi sta più bene) su una base musicale in bilico tra country e surf, agli echi di melodie anni ’50 che si mischiano con il presente di Nottambula, brano cantato splendidamente, in cui Lorenzo Kruger dà prova di essere davvero un grande interprete.

Tra i testi dei brani, spiccano però quelli meno ironici e più profondi, come Il Minotauro, la sorprendente Film Muto, e la diretta Il Mangiabandiere, vero  capolavoro del disco, un testo propriamente politico nella migliore accezione del termine, pacifista come non se ne sentivano da anni, basato su una musica perfetta, una quasi marcia incalzante e in crescendo.

Musicalmente convincenti, con una notevole capacità di giocare con le parole e i loro significati, i Nobraino sanno inoltre giocare molto anche con l’aspetto teatrale della performance (e chi li ha visti sul palco del concerto del Primo maggio a Roma può confermare), dote questa che ne fa una delle migliori live band italiane di questi ultimi anni.

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Voto degli utenti: 6,5/10 in media su 2 voti.
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C Commenti

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TexasGin_82 (ha votato 7 questo disco) alle 15:49 del 7 giugno 2012 ha scritto:

Questo è un disco che fa brutto. Dopo il primo ascolto, mi trovo assolutamente d'accordo con il recensore, con questo album i Nobraino si fanno più ricercati, più profondi. Crescono sia le musiche che i testi. Forse l'unica pecca è che questa volta manca una canzone travolgente come Bifolco. Però una cosa non la capisco, Giorgio: perché se anche secondo te hanno fatto un passo in avanti rispetto al disco precedente, gli dai un 7 quando a quello prima avevi dato un 8???

REBBY alle 15:56 del 18 giugno 2012 ha scritto:

Pur continuando a provare simpatia per questa band io invece non riesco a percepire sto notevole passo avanti rispetto al precedente. Più o meno siamo li. Film muto la mia canzone preferita.

TexasGin_82 (ha votato 7 questo disco) alle 11:26 del 20 giugno 2012 ha scritto:

Dopo qualche ascolto il disco si inquadra meglio. In effetti, anche il mio entusiasmo iniziale si è ridimensionato. Penso ancora che il livello medio delle canzoni sia più alto di quello del loro disco precedente (Film muto, Il minotauro, Record del mondo, Il mangiabandiere sono tutti pezzi molto buoni), ma il loro stile (inconfondibile) non è ancora giunto a piena maturazione. Per cui solo7 / unbel7 / behècomunqueun7!