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R Recensione

7/10

Saluti da Saturno

Valdazze

Valdazze è la realizzazione di un sogno, forse utopistico. Una città costruita negli anni ’60 per iniziativa del Cavaliere Silvio Giorgetti, che l’aveva immaginata come località turistica per artisti, tanto da averla definita Il villaggio del cantante. Mirco Mariani, autore e leader di questa piccola e folle Flexible Orchestra Da Pianobar Futuristico Elettromeccanico che sono i Saluti da Saturno, colpito dalle scritte che tuttora costellano i muri delle strade delle province circostanti (Arezzo, Forlì, Cesena) indicandone la direzione, ha deciso di dedicare il suo nuovo disco a questo paese, a questo sogno realizzato a metà (a quanto pare, nessun grande cantante è mai andato a viverci).

Un disco di canzoni dolci e delicate, i cui testi, splendidi, tutti firmati dallo stesso Mariani, ci raccontano le mille sfaccettature dell’amore con un linguaggio semplice ma altamente lirico e poetico, accompagnato da una musica sognante, altrettanto apparentemente semplice ma in realtà complessa, costruita con gli strumenti più insoliti.

L’atmosfera tra il luna park e un carillon dello strumentale La giostra meccanica ci introduce in questo viaggio a Valdazze, in questo mondo di suoni delicati, come delicate sono la musica e il testo del lento canto d’amore Tra noi, in cui spicca la presenza di Vincenzo Vasi (anima della band di Vinicio Capossela) ai cori e xilofono. I trascorsi di Mariani con Capossela si manifestano più marcatamente in L’ultimo giorno d’estate, con i suoi strani strumenti (optigan, ondioline, glassarmonica, celesta, vibraphonette e pure un piano giocattolo) e un testo molto bello, per una canzone d’amore poetica e non banale, cantata da Bruno Orioli

Atmosfera vagamente caposseliana che ritroviamo anche in Bianco divano, sarà per il theremin di Vincenzo Vasi (un vero genio, oltre che probabilmente il migliore ad usare questo strumento dal suono incantevole e magico) ma anche per la visione poetica del testo, lirica e semplice ad un tempo, e per quei rumori in coda che sporcano la melodia.

Molto riusciti anche i brani più ritmati, come la scura L’amore ritrovato, con una grande interpretazione vocale di Roberto Greggi, per raccontare ancora l’amore, perso e ritrovato, e un messaggio nella bottiglia che forse non arriverà, perso tra le onde del mare, oppure la già conosciuta Hotel Miramare (era presente nel primo disco degli Ex il cui Valerio Corzani è coautore) con i fiati che danno un tocco di tex mex alla Calexico, ancora Vasi al theremin e Francesco Arcuri (altro musicista della band di Capossela) alla sega sonora.

Di contro, risultano intensi e emozionanti i brani più minimali come l’intimista Frammenti di notte, eseguita solo in due (ma con che sfoggio di strumenti! Mariani ai tamburi e teste di moro e Christian Ravaglioli al duduk e pianoforte a cristallo), e la splendida Lontano, solo voce e piano, e i suoni del theremin di Vasi, un piccolo capolavoro di delicatezza pop, una grande canzone d’autore.

I suoni di questo lavoro ci riportano sovente ad un mondo cinematografico del passato, come accade nel brano che dà il titolo a tutto il disco, Valdazze, con  le sue atmosfere da anni ’50, forse ricordi di un mambo ascoltato in un film con Alberto Sordi, atmosfera da film in bianco e nero, colorato splendidamente dagli strumenti di Mirco Mariani. E non sarà un caso la presenza di un brano espressamente dedicato al Cinema, un canto d’amore per quest’arte, contrappuntato con una serie  di strumenti ricercati, insoliti e strani (dulcitone, celesta, carillon, cristallarmonio) che trasformano i rumori in dolci melodie.  

Scopriamo così che si può fare musica anche con i bicchieri, che accompagnano i suoni delicati di una chitarra classica e un violoncello in un’altra grande canzone d’amore (La bocca tua), un testo splendido che si chiude, e chiude il disco, con una frase che ancora una volta colpisce per la sua semplicità e poeticità ("la pelle tua riflette ormai, la vita mia trascorsa sai, tra le braccia tue").

Il secondo disco dei Saluti da Saturno non è solo la conferma della bravura ed ecletticità del Mirco Mariani musicista, ma è soprattutto la prova delle sue qualità compositive nella scrittura di musiche e testi.

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Voto degli utenti: 7,4/10 in media su 4 voti.
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iksiks 10/10

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