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9/10

Edith Piaf

The Voice of the Sparrow: The Very Best of Edith Piaf (25th Anniversary)

Affettuosamente soprannominata ''Passerotto'', l'indimenticabile Édith Giovanna Gassion alias Édith Piaf, era una donna gracile, esile e mingherlina, alta poco più di un metro e mezzo, fronte ampia, occhi grandi ed intensi, molto schiva e a tratti introversa, ma in possesso di una voce meravigliosamente vitale, che si elevava nitida e luminosa, da lasciar tutti sbalorditi ed increduli perchè era impensabile che da quel corpicino così minuscolo e ossuto, potesse fuori uscire quell'incredibile voce robusta e vigorosa.

Nata quasi in concomitanza con l'inizio della Grande Guerra e poi tristemente cresciuta in una Francia gravemente depredata, - dove i memorabili anni Venti (tra arte e frivolezza) erano nello stesso arco temporale i drammatici anni Venti di una forte indigenza, tra prostituzione e povertà, alcolismo e degrado urbano -, Édith, naque in una strada parigina, davanti al numero 72 di Rue De Belleville, da una prostituta italiana, nativa di Livorno, che la fece crescere nel bordello di Nonna Marie in Normandia e poi la lasciò successivamente al padre Jean Gassion, un acrobata giramondo. Édith, già all'età di 14 anni, inizia a cantare per strada, chiedendo l'elemosina per rimediare qualche moneta e dar da mangiare a se stessa e al padre. La sua voce già sofferta e tormentata inizia a prendere forma. All'età di 17 anni avrà una figlia dal muratore Louis Dupont, Marcelle, ma la bimba morirà per una meningite mal curata a soli due anni.

Le sarà offerto nel 1932 un provino al Le Gerny's, un locale cabarettistico parigino, dal suo primo produttore Louis Leplé, che le affibbiò per primo il nomignolo ''Le Mome Piaf''. Leplé morirà assassinato qualche anno dopo in circostanze mai chiarite. Il debutto artistico della Piaf avvenne ufficialmente nel 1935. Nel febbraio del 1936, Édith si esibisce al gala del Circo Medrano, ottenendo il suo primo grande riscontro di pubblico. In quegl'anni si esibsce frequentamente affianco a Mistinguette, Fernandel e Maurice Chevalier e a partire dal 1937, otterrà l'importante contratto con il Teatro dell'ABC. Dopo Louis Leplé, il successivo impresario artistico della Piaf, sarà Raymond Asso (nonchè suo amante), ad ottimizzare artisticamente la Piaf, costruendole canzoni ''ad hoc'', ritoccandone stilisticamente l'immagine esteriore, facendone un’interprete di prima classe. Durante la seconda metà degli anni Trenta, con la sua voce policroma, veemente e al tempo stesso dolcissima, Piaf precederà di numerosi anni quel tumultuoso sensi di rivolta e di fermento che rappresenteranno poi gli artisti colti della cosiddetta "rive gauche" quartiere intellettuale, artistico e bohémien situato sulla riva sinistra della Senna, di cui faranno parte, fra i più noti: Camus, Vadim, Juliette Greco e Queneau.

Ciò che impressionava durante le sue interpretazioni canore era l'utilizzo sinergico sia di toni irruenti ed impetuosi, che di toni tenui, delicati e dolci, senza ovviamente, omettere quello spirito raggiante e lucente che era magistralmente in grado di manifestare alla gente. Cantava interpretando la vita di strada, sgualdrine, malviventi, falliti, accattoni, amori drammatici e miseria. Piaf era amatissima dalla gente comune proprio per il suo ''dar corpo'' e di rappresentare autenticamente la ''Parigi popolare''. Ormai divenuta un'interprete di primi livello della chanteuse réaliste, il ''Passerotto'' nei primi anni Quaranta conosce grazie a Raymond Asso, l'eclettico Jean Cocteau che a lei si ispirerà per la pièce teatrale "La bella indifferente".

Giunta negli anni della Seconda Guerra Mondiale, Piaf continua ad esibirsi in diversi teatri e cabaret di Parigi, anche se in modo stentato e discontinuo a causa del secondo conflitto mondiale. Tra estenuazioni, pause, aspettative sofferte, rancore per l'imperizia politica e militare, la Francia reagirà e si solleverà, nonostante lo sconforto e la mortificazione di quegli anni bui, inseguendo valide motivazioni per poterne uscir fuori. La voce di Édith Piaf espresse e simboleggiò abilmente questa Francia abbattuta ma al tempo stesso fiduciosa ed ottimista. Nel 1944 lega sentimentalmente con Yves Montand, cantando con lui al Moulin Rouge, offrendo una delle più emozionanti esibizioni della sua carriera. La Piaf favorirà Montand (pseudonimo di Ivo Livi) ad entrare nel mondo della canzone, consegnandogli l'inizio di fortunatissima carriera artistica. Ma appena lo chansonnier naturalizzato francese inizia la scalata al successo i due si lasciano. Piaf cambia etichetta discografica, firmando con la Pathè e nel 1946 scrive il testo della canzone che, nella Francia postbellica, diventerà per i francesi il cantico indiscusso del ritorno in patria (e soprattutto in vita), ovvero la meravigliosa ''La vie en rose'', cavallo di battaglia nonchè lirica-simbolo del canzoniere del Passerotto.

Sempre nello stesso anno, intraprese una tournée negli Stati Uniti esibendosi alla Constitution Hall, per poi cantare un anno dopo alla Play House e al Versailles di New York, riscuotendo un considerevole successo anche negli States. Nel 1948 conosce il pugile campione dei pesi medi Marcel Cerdan e se ne innamora follemente. Ma mentre il suo amato sta volando da lei per raggiungerla negli USA, l'aereo precipita rovinosamente ai piedi di una montagna dell'isola São Miguel, nell'arcipelago delle Azzorre. Nessun sopravvissuto tra i 48 passeggeri. Cerdan muore. Piaf in preda allo sconforto e alla disperazione per la morte del compagno, inizia a far uso di alcol e di droga.

Dopo questa tragedia, nel 1950 Piaf ritrova le forze per scrivere ed interpretare l'incantevole ''Hymne à l'amour''. La scrisse proprio in memoria del suo più grande amore, il pugile franco-algerino Marcel Cerdan. Il successo planetario così tanto ambito nonchè meritato, arriva proprio con la profonda ed intensa ''Hymne à l'amour''. Nel 1955 Piaf approda finalmente all'Olympia, storico teatro di Parigi, sito nel 9° arrondissement, monumento della musica nazionale francese, nonchè tempio europeo della musica popolare (e non solo), deliziando per l'ennesima volta la folla presente. Successivamente farà tappa alla Carnegie Hall di New York, dove la omageranno con ben sette minuti (!) di applausi in standing ovation. Tra il '56 e il '59, il Passerotto scriverà diversi brani, tra cui la celeberrima ''Milord'', scritta insieme a Marguerite Monnot. ''Milord'', tratta di storia di una prostituta, che invita più volte un uomo dell'alta borghesia, appunto il milord, a notarla e ad avvicinarla, nonostante lo abbia visto spesso in compagnia di una donna.

La vita di Piaf sarà un continuo succedersi di relazioni sentimentali dolorose e furibonde, la presenza di un compagno al suo fianco, fu come una esigenza prioritaria per chi (come lei) si è sempre sentita carente di qualsiasi affetto fin da piccola e aveva sempre temuto la solitudine e l'isolamento. All'alba degli anni Sessanta, distrutta dall'eccesso di liquori, sigarette, antidepressivi e notti insonne, fu colpita da una broncopolmonite. Guarì, ma una ricaduta le fu fatale. L'11 ottobre del 1963 si spense. Édith fu l'immagine e il ''suono'' di una certa Francia, un amalgama di passioni, tormenti, speranze e culture popolari. Il ''Passerotto'' non aveva soltanto una voce impareggiabile, ma il suo stile interpretativo era così intensamente passionale, che la sua maniera diventò un archetipo della canzone popolare, che negli anni successivi fece scuola ad un numerosa schiera di chansonnier. ''Non, je ne regrette rien'', ''La vie, l'amour'', ''Mon manège à moi'', ''T'es beau, tu sais'', ''L'accordeoniste'' e tanti altri capisaldi del suo stupendo canzoniere, sono contenuti in questa meravigliosa antologia. Un occasione straordinaria per qualsiasi ascoltatore.

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sarah (ha votato 10 questo disco) alle 10:25 del 7 luglio 2009 ha scritto:

Artista unica, una voce meravigliosa che cantava di ladri, diseredati, puttane e povertà. la sua opera è un apice del Novecento tutto

REBBY alle 10:57 del 7 luglio 2009 ha scritto:

Permettimi una correzione Angelo

La mamma di Edith, Lina Marsa (nativa di Livorno) era una cantante e suo padre un artista circense.

Erano dei girovaghi, degli artisti da strada. La

prostituta era la nonna paterna cui fu affidata.

Mr. Wave, autore, alle 11:02 del 7 luglio 2009 ha scritto:

no no, Rebby confermo che la mamma di Edith, (per l'appunto Line Marsa) era una prostituta italiana nonchè cantante, nativa di Livorno e il padre (Jean Gassion) fu un acrobata giramondo. A quanto pare le fonti di wikipedia sono errate.

Mr. Wave, autore, alle 11:07 del 7 luglio 2009 ha scritto:

oddio, in effetti ci sarebbero diverse interpretazioni biografiche sulla mamma di Edith Piaf. C'è chi scrive sia stata una prostituta alcolizzata, chi una cantante cabarettistica tossicomane, chi sia cantante, che tossicomane prostituta.

REBBY alle 11:09 del 7 luglio 2009 ha scritto:

La mia fonte non é Wikipedia. A me non risulta.

Qual'è la tua fonte, che si fa presto a dare della

prostituta ad una donna? Comunque ho appena fatto un rapido giro sul web e anche li (non solo su

wikipedia) non risulta.

Mr. Wave, autore, alle 11:13 del 7 luglio 2009 ha scritto:

Si vabbè ho citato Wikipedia per far un esempio. Non ho detto che hai fatto male a far conto alle fonti di Wikipedia comunque nel libro ''Viva Edith! La tormentata vita di Edith Piaf, chanteuse di Francia'' di Reiner Silvain e su ''The Wheel of Fortune: The Official Autobiography'' di Peter Owen Publishers riportano che la mamma sia stata una prostituta cantante.

fabfabfab alle 11:40 del 7 luglio 2009 ha scritto:

Sì, ma poi: si prostituiva e cantava contemporaneamente? Qual'era l'hobby e quale la professione primaria? Ok ok scusate ...

Mr. Wave, autore, alle 11:41 del 7 luglio 2009 ha scritto:

RE:

l'intento della recensione era totalmente altro. Vabbè no problem

REBBY alle 16:10 del 7 luglio 2009 ha scritto:

CON RISPETTO e SENZA POLEMICA

Il mio intervento non ha un carattere denigratorio

della tua rece (l'arte del recensire è così

complicata ...), ma a me è sembrato importante

rimarcare, all'interno delle note biografiche che

hai tratteggiato, che Edith fosse figlia di una

cantante, anche se meno brava di lei. Poi pare

fosse anche una "disgraziata" che viveva spesso di

espedienti per tirare a sera (quando non le

capitava da avere un contratto stabile) e quindi

non si può escludere nulla. Però non mi risulta

che "ricevesse" in bordelli, a differenza della

nonna paterna che per un certo periodo la allevò

amorevolmente. Quindi se al posto di "figlia di

una prostituta" ci fosse figlia di una cantante

"disgraziata" mi piacerebbe di più.

SamJack alle 17:45 del 7 luglio 2009 ha scritto:

una recensione davvero esaustiva e ben rappresentativa dell'artista...le correzioni di termini sulle presunte attività materne o di chissà chi per me sono assolutamente sterili e inutili.....

REBBY alle 18:09 del 7 luglio 2009 ha scritto:

Se per te le "correzioni" sono sterili ed inutili

a me che me ne frega (sto adottando il tuo

atteggiamento). Ovvio che chiunque scriva qui

(sia rece e commenti) lo fa per chi è interessato!

Mr. Wave, autore, alle 18:14 del 7 luglio 2009 ha scritto:

Ti ringrazio Samuele. Ripeto, le note biografiche a cui ho fatto riferimento sono state tratte dai libri; ''Viva Edith! La tormentata vita di Edith Piaf, chanteuse di Francia'' di Reiner Silvain e su ''The Wheel of Fortune: The Official Autobiography'' di Peter Owen Publishers. Ora di certo non so qual è la verità assoluta in merito alla madre di Edith.

SamJack alle 8:13 del 8 luglio 2009 ha scritto:

stop fraintendimenti

....sterili e inutili a fini strettamente musicali....

SamJack alle 8:17 del 8 luglio 2009 ha scritto:

e siccome storia della musica è un sito di musica, con queste inutili diatribe biografiche si rischia di sorvolare oltre la cosa più importante che, si veda un pò, è la musica.......

REBBY alle 8:39 del 8 luglio 2009 ha scritto:

Mah, le note biografiche sono nella recensione ...

e poi a me non sembra che il fatto che la madre

fosse anche lei una cantante (che nel momento

più "fortunato" cantò anche in locali di Montmartre) non sia poi un 'informazione così

irrilevante. Comunque tu libero di pensarla in

un altro modo, l'importante è che tu non venga

a farmi delle "predicozze" che, quelle si,

portano fuori tema. E poi qui ci sono persone

intelligenti e appassionate che non "rischiano

di sorvolare" sulla musica.

REBBY alle 9:03 del 8 luglio 2009 ha scritto:

C'è un "non" in più ... ecco cosa succede a dormire poco (eheh)

SamJack alle 11:27 del 8 luglio 2009 ha scritto:

ehm, il riferimento non è alle note biografiche ma alle diatribe biografiche.....

REBBY alle 11:38 del 8 luglio 2009 ha scritto:

L'unica diatriba qui l'hai creata tu. Io spero di

aver scritto in italiano comprensibile ...quindi chiudo.

SamJack alle 11:45 del 8 luglio 2009 ha scritto:

l'ultima cosa che voglio è creare diatribe, ma solo porre in evidenza certe questioni e dare il mio parere su queste....