R Recensione

5/10

Castanets

Texas Rose, The Thaw & The Beasts

Se City Of Refuge è stato l'album di rottura di Raymond Raposa, quello in cui ansia, paure e instabilità esplodevano e sfrigolavano in una desertica confusione sonora lo-fi, questo Texas Rose, The Thaw & The Beasts è sicuramente il segno della sua riappacificazione con il mondo, il raggiungimento di una quiete rassegnata ma matura, distesa e consapevole.

Si abbandonano dunque i deliri dello scorso album per dedicarsi ad un flusso uniforme e leggero di raffinato psych-country, dai contorni sfumati e ambient, dall'aspetto semplice e lineare, scarno e ridotto all'osso, se non fosse per quelle presenze elettroniche che spaziano dal ritmo glitch che scandisce la voce nasale di Raposa in Worn From The Fight (With Fireworks) ai “blip” che fanno capolino qua e là fino al synth rarefatto che fa da sfondo ad ogni brano.

 

Un senso della melodia, quello di Raposa, perennemente in stato di letargo, immobile, intangibile, dominato da sottili ricami e da un senso dell'armonia sciolto ed essenziale.

E si ripetono, come da tradizione, gli inviti a collaborare che questo artista ama rivolgere ad altri colleghi musicisti: spiccano questa volta Jason Crane dei Rocket From The Crypt, David J dei Bauhaus e Pall Jenkins dei Blach Heart Procession.

Purtroppo però raramente il disco riesce ad emozionare e ad andare oltre alla piattezza formale dei brani, dove ogni elemento è misurato e limato spesso oltre misura, non permettendo all'emotività che sicuramente ha ispirato il lavoro di sgorgare liberamente da questi undici pezzi letargici.

Da Rose in poi il mood dell'opera rimarrà su medesime frequenze monotone e minimali, secche e spolpate, impregnate di spleen e rassegnazione. Accordi di chitarra aridi in stile country impreziositi da timidi e radi arrangiamenti o preziosismi di varia natura (dalla steel guitar, al piano fino alla strumentazione elettronica) sempre solcati dalla voce nasale di Raposa, sono un mix che spesso non riesce a destare l'ascoltatore da uno spiacevole senso di noia.

La psichedelia rarefatta di On Beginning, interamente costruita su formicolii elettronici ed eco, assieme alla raffinata Down The Line, Love, fanno da contraltare a pezzi più spigolosi e ruvidi, quali My Heart e No Trouble (forse l'unico pezzo dove il livello di pathos si alza grazie ad un'esplosione chitarristica dall'effetto discreto).

Degni di lode per intensità e qualità compositiva sono la tenebrosa Thaw And The Beasts, con i suoi dolenti ed episodici rintocchi di piano, e l'ultima Dance, Dance, ovvero il pezzo che più di tutti si avvicina alla forma canzone, risultando completo, ricco e commovente.

Raymond Raposa non sembra aver ancora trovato un vero e proprio equilibrio, rimanendo sempre incastrato tra le sperimentazioni azzardate e il crooning acido e pacato ma non dotato di mordente.

Ormai, dopo sei album all'attivo, sperare in un miracoloso cambio di rotta sembra difficoltoso, ma chissà, di tempo questo giovane artista ne ha ancora un bel po'...E tutti sappiamo che dal passare del tempo ci si può aspettare quasi di tutto.

Sito ufficiale: asthmatickitty.com/castanets

 My Space: www.myspace.com/castanets

V Voti

Voto degli utenti: 7,5/10 in media su 2 voti.
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