Cold Specks
I Predict a Graceful Explosion
"I hope people don't just put me in a group with Adele and Amy Winehouse". Con questa dichiarazione, rilasciata al Guardian dalla canadese Al Spx, possiamo fugare ogni dubbio riguardo le voci di una presunta “nuova Adele” che fin da subito hanno accompagnato -senza peraltro rendergli troppa giustizia- l'esordio del progetto Cold Specks. Non c'è solo il bel canto in I Predict a Graceful Explosion. C'è un sound composito che intarsia una consistente corteccia soul con fresche venature (indie)folk, curando in maniera certosina arrangiamenti e melodie, riuscendo a dar vita a pezzi completi, multi-dimensionali, dove grazia ed enfasi si fondono per un esordio di tutto rispetto.
The Mark è un buon biglietto di presentazione: un delicato arpeggio di acustica sormontato dalla canorità imponente della Spx e accarezzato dall'apporto degli archi, per un'atmosfera pregnante e crepuscolare che sarà propria di tutti gli undici brani proposti. E' con Heavy Hands che però entriamo nel vivo della proposta dei Cold Specks. Un pezzo che si sviluppa incastonando screziature armoniche su una base traditional, arrivando a livelli compositivi interessantissimi, peraltro confermati dalla successiva Winter Solstice, prima vera gemma dell'album. Anche qui si procede con un accumulo che vede nell'approfondirsi delle trame sonore un crescendo di pathos, sempre dominato dalla vocalità esplosiva che solca le note dolenti di piano con fermezza e trasporto. Qui è come se la sontuosità degli Arcade Fire incontrasse una tradizione soul di lungo corso riproposta con disinvoltura. Il bello è che i pezzi degni di nota sono ancora numerosi: la sinuosa When the City Lights Dim, la grave Hector con i suoi intarsi chitarristici, o ancora Elephant Head, dai piacevolissimi sviluppi anthemici.
Una proposta convincente, dunque, in grado di mettere assieme con disinvoltura più fonti costitutive, costruendo impalcature leggere (arrangiamenti a base di fraseggi garbati di chitarra elettrica, archi e piano) che però sorreggono corpi densi e carichi. Buon gusto, cura certosina e tantissima ispirazione: questi i tratti distintivi di una grande promessa da tenere assolutamente d'occhio.
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Verdena Wow
Soft Metals Soft Metals
Youngteam Daydreamer
Robert Pollard Superman Was a Rocker
Ben Sollee and Daniel Martin Moore Dear Companion
Lau Nau Nukkuu
Yeasayer All Hour Cymbals
braids Native Speaker
The Pains of Being Pure At Heart The Pains of Being Pure At Heart
Stars In Our Bedroom After the War
Colapesce Un Meraviglioso Declino
Fleet Foxes Helplessness Blues
Bon Iver Bon Iver
Fleet Foxes Fleet Foxes
Shearwater Animal Joy
Band of Horses Everything All the Time
Husky Forever So
Bon Iver For Emma, Forever Ago
Fleet Foxes - Live 15-11-2008 ai Magazzini Generali (Milano)
First Aid Kit The Lion s Roar
Bon Iver Blood Bank Ep
Live @ Arcade Fire (Ferrara, 11Luglio 2007, Piazza Castello)
Fleet Foxes Sun Giant EP
Arcade Fire The Suburbs
Assemble Head In Sunburst Sound Manzanita
Adele 21
Poliça Give You the Ghost
Arcade Fire Neon Bible