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R Recensione

8/10

Laura Marling

A Creature I Don't Know

Sarà la giovanile spigliatezza che fa il paio con un’età non poi così lontana da chi sta scrivendo in questo momento, il privilegio di averla seguita costantemente sin dai primi vagiti o i continui progressi conquistati con tenacia lungo una carriera breve, ma già ricca di soddisfazioni. Ogni nuovo disco di Laura Marling – per essere più precisi, il terzo in appena quattro anni – viene salutato con la grazia della (sempre) possibile ascesa di una nuova chanteuse e con l’impazienza di chi va oltre l’accordo, il frammento lirico, la gonnella. Quasi fa sorridere, ripensandoci, la fila serrata dei contestatori dell’epoca “Alas I Cannot Swim”, quando ancora nessuno avrebbe scommesso un centesimo sulle canzoni sbarazzine, eppure non banali di una qualunque bionda diciottenne: gli stessi che si sono visti costretti ad adoperare per un cambio di rotta in occasione di “I Speak Because I Can”, entusiasmante bis artistico in un mondo dove MySpace (esiste ancora?) non ripete. Scettici, o scettici, voi che ancora non credete nel potere delle nuove generazioni! Le poche riserve rimanenti si candidano ad essere spazzate via: “A Creature I Don’t Know” è, ora, il lavoro che può certificare, in via definitiva, l’entrata di Laura nell’olimpo folk di chi realmente conta.

L’energico impatto iniziale di “The Muse” oscura lo zampettare country di voce, acustica, strimpellate di banjo e pianoforte con una vena crepuscolare dritta dritta dalla (non troppo) vecchia “Devil’s Spoke”, come a riunire idealmente le anime dei primi lavori. Ma la Marling non è Amy MacDonald e nemmeno Dolly Parton, lo si era capito da tempo e lo si mette in chiaro ancor più convintamente con lo scorrere dei minuti. Finanche la capacità – mirabile – di sintesi personale attira l’attenzione più come riconoscimento di una bravura accademica, piuttosto che costruzione di qualcosa oltre. “Sophia”, liberatasi delle paciose levigatezze che ne affliggono un po’ anche il finale, si inerpica in una sorta di notevole madrigale vicino a Kate Bush, costruito su belle architetture corali ed un climax strumentale che va ad arricchire di dettagli barocchi il basico giro centrale: il tutto va a confluire poi in “All My Rage”, saggio di songwriting “verde” con taglio da filastrocca che trabocca di candidi melismi. Nel mezzo, “Night After Night” ingigantisce la sua intima prospettiva di nascosto, intimo germe folk autoriale, conducendo i giochi sul filo del minimalismo, aperta – se non addirittura agognata – opposizione all’opulenza di coda.

Laura Marling è il ritratto di una scuola che cambia, continuamente. Che sa sperimentare nuove forme melodiche, senza recidere i cordoni che legano inevitabilmente il proprio operato alla magnifica tradizione di cui è figlia. Ma Laura Marling, a sua volta, è anche, e soprattutto, una ragazzina ambiziosa in procinto di divenire una donna in grado di codificare un proprio messaggio compiuto. “The Beast”, a tal proposito, raggruma tutti gli umori più neri di una scrittura tendente, per sua natura, alla foschia, incedendo catatonica e (d)evolvendosi sulla scia di un polveroso, maledetto blues da strada. Cosa che una semplice wannabe ben difficilmente farebbe, o rischierebbe nel fare: questa è forse la forza dell’autrice inglese, il nascondere chi si è veramente, o farlo credere altrimenti. L’eclettismo, d’altronde, non manca, nemmeno quando si scivola sul sudismo pragmatico di “Salinas”, unico brano facilmente evitabile e diretto discendente del gusto produttivo di Ethan Johns, o si cercano agevoli vie per portare a casa il bottino pieno (“Don’t Ask Me Why”).

Ancora un po’ di maturazione, ed il discorso sarà completo. Il capolavoro è nell’aria, fidatevi di noi…

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Voto degli utenti: 7,6/10 in media su 11 voti.
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sarah 8/10
loson 9/10
Cas 9/10
REBBY 7/10
ayam 8/10
gramsci 8,5/10

C Commenti

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ozzy(d) (ha votato 6 questo disco) alle 14:30 del 6 ottobre 2011 ha scritto:

caruccia e non troppo lagnosa, c'è pure qualche bella canzone dai.

sarah (ha votato 8 questo disco) alle 19:50 del 10 ottobre 2011 ha scritto:

Ne ho già parlato nel forum, per me è un disco spettacolare e lei è davvero l'erede di Joni Mitchell. Bellissima recensione.

loson (ha votato 9 questo disco) alle 17:30 del 10 dicembre 2011 ha scritto:

Joni Mitchell, Suzanne Vega, Beth Orton, Sandy Denny... Tanti i nomi che suggerisce questo "A Creature I Don't Know", anche se, fondamentalmente, Laura Marling resta Laura Marling e basta. Disco rivelazione, di gran lunga migliore di qualsiasi cosa la ragazza abbia fatto in passato. Fra le "vette" di questo 2011.

Marco_Biasio, autore, alle 21:54 del 10 dicembre 2011 ha scritto:

RE:

LOOOOOOOOOOOOS! Ma allora ci sei ancora!!

loson (ha votato 9 questo disco) alle 12:16 del 11 dicembre 2011 ha scritto:

Ogni tanto trovo il coraggio di rifarmi vivo... Bravo Marco, bellissima scelta.

Cas (ha votato 9 questo disco) alle 23:33 del 11 dicembre 2011 ha scritto:

Mi sbilancio assieme al Los. Da tempo non sentivo un disco folk così completo, così convincente, così pieno. C'è la tradizione migliore, ma c'è anche una capacità di trascendere riferimenti temporali troppo contingenti. Un disco che poteva essere attuale 40 anni fa come tra 20 anni. Qui ci sono pezzi che non possono che essere celebrati tra i migliori di questo 2011. Tanto di cappello a Laura Marling che entra prepotentemente nella storia della musica -nel 2011- con una chitarra e poco più...

simone coacci alle 18:42 del 17 dicembre 2011 ha scritto:

è cresciuta esponenzialmente dal disco d'esordio, che pure a suo tempo avevamo segnalato positivamente, veramente un prova di grande maturità.

salvatore (ha votato 7 questo disco) alle 10:49 del 18 dicembre 2011 ha scritto:

Bel disco, decisamente più maturo del precedente. E molto sentita la recensione

REBBY (ha votato 7 questo disco) alle 9:21 del 6 febbraio 2012 ha scritto:

"Ancora un po' di maturazione ed il discorso sarà completo. Il capolavoro è nell'aria, fidatevi di noi."

Mi fido. In particolare The beast, The muse e anche Salinas (perchè evitabile Marco) sembrano già certificarlo.

ayam (ha votato 8 questo disco) alle 12:39 del 31 dicembre 2012 ha scritto:

Bellissimo disco scoperto grazie al sito, sono appena al secondo pezzo e già mi piace parecchio. Non vedo come e dove possa calare, è tutto splendido!