R Recensione

6/10

Mircanto

Le Finestre Sono Aperte

 Mi chiedo come mai buona parte degli artisti italiani continuino ad inciampare in un campanilismo di certo non voluto ma costantemente in agguato. Mi chiedo perché uno come Raymond Raposa possa permettersi di fare un disco in una camera di motel nel deserto e connotare l'opera di significati universali, mentre i Mircanto, formati da Daniele Nava, Thomas Foiadelli e Ruggero Sguera non riescano a fare altrettanto.

Le Finestre Sono Aperte è un progetto realmente interessante. Registrato dal vivo nel Caffè Letterario di Bergamo con l'intento di sfruttare l'influenza casuale ed “imprevedibile” dell'ambiente sulla musica, il disco suona come...un disco suonato in un Caffè Letterario di Bergamo.

Le ottime idee contenute nell'opera non riescono a svincolarsi da un provincialismo che traspare da eccessivi rimandi ad una realtà iper-locale, troppo famigliare e gelosa di questa stessa famigliarità.

Come diceva un mio amico tempo fa, durante una discussione sulla letteratura italiana contemporanea, la maggior parte delle opere odierne non riescono a varcare le pareti della cameretta in cui sono state concepite e scritte, non riescono a far leva su caratteristiche di valenza universale e dunque esportabili. Non mi intendo di letteratura, ma per quanto riguarda la musica la mia impressione è la stessa.

Non so se si tratti di un senso inconscio di inferiorità nazionale o di che altro, ma troppo spesso mi è capitato di approcciarmi ad ottimi artisti italiani i quali però lasciavano sempre un qualcosa di incompleto, non riuscendo a catalizzare idee pur geniali in contenitori (o non-contenitori, la musica è anche questo) adeguati.

Così i Mircanto.

Opera di cantautorato ambiziosa ed affascinante, grazie all'abilità di un trio in grado di interagire creando graziose sintonie e sinergie, Le Finestre Sono Aperte avrebbe tutti i connotati per essere celebrata. La buona tecnica chitarristica, impressionista, calda e schietta, si unisce alla voce capace di Nava, oltre che a testi coscienti e complessi. I tenui rumorismi ritmici di Sguera, dedito a percuotere oggetti improbabili e le incursioni melodiche di Foiadelli, capaci di cesellare e impreziosire i brani con diamonica e xilofono, completano un piacevole, nella sua cerebralità, insieme di intuizioni e di stimoli sonori.

Gli influssi ambientali giungono qua e là a catapultare l'ascoltatore nell'istante esatto in cui i nostri erano intenti ad eseguire i pezzi, immortalando istanti su istanti. Una celebrazione dell'autenticità che rischia forse di giungere fuori tempo massimo visti gli sviluppi che la musica sta seguendo, ma ancora dotata di validità e vitalità.

Peccato che pezzi incantevoli come Io e Le Mie (Manie), Trubador e Poca Voce, risentano di quella limitatezza di cui parlavo poco fa.

Le Finestre Sono Aperte ma si potrebbe aprirle di più, oppure uscire direttamente all'esterno.

L'artista italiano viene trattato spesso come caso a parte, per il quale utilizzare categorie e strumenti d'analisi specifici. Invece no, a mio parere gli artisti italiani hanno pari dignità, e con pari dignità devono essere trattati.

Questo è il mio modo per valorizzare il lavoro dei Mircanto.

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