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R Recensione

7/10

This Is The Kit

Bashed Out

Con Sufjan Stevens lassù a troneggiare (pure troppo?), e molti altri dietro, non si può dire che non sia un anno buono per il folk. Torna dunque con un ottimo tempismo Kate Staples, ossia This Is The Kit, dopo cinque anni di silenzio, confermando come l’anno buono lo sia anche per il contributo di una truppa inglese di nuovo importante.

Se però in altre cantautrici britanniche qualcosa di europeo filtra (vd. Kristin McClement), Staples si allinea al songwriting delle folksters d’oltreoceano, anche, se non soprattutto, in virtù della produzione affidata a Aaron Dessner (The National), che raramente lascia nuda la voce (“Misunderstanding”), preferendo sostenerla con una varietà di rinforzi prelevati tanto dal repertorio classico del genere (il banjo in “Spores All Setting”, gli archi altrove) quanto dai kit (eh) più elettronici. Che sono sempre usati, come nell’ultimo Sufjan, con molta discrezione, in punta di piedi, ma facendo la differenza (“Silver John”). E alle volte sembra davvero di essere in un disco dei National con voce al femminile (“Vitamins”): Staples, d’altronde, ha accompagnato più di una volta i 4 in tour.

Così come fa la differenza, assieme al suono costantemente scuro e ovattato della batteria, che spesso imbuca i pezzi in angoli di penombra fragilissimi e per questo splendidi (“Bashed Out”, con toni quasi da murder ballad, “All in Cahoots”), la scrittura di Staples, tra la Shannon Wright più introversa e la migliore Essie Jain, capace di estrarre, in sospensione tra chitarra e piano, mirabilmente equilibrati nella produzione, melodie eccellenti (“Nits”, apice, come una cantilena della malinconia).  

Nonsolosufjan.

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fabfabfab alle 13:40 del 22 aprile 2015 ha scritto:

Moooooolto bello. Ripasso per il voto.