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7/10

Massimo Saccarola

A Due Passi Da Casa, Tutto Sembra Favorevole

Fa un certo effetto rigirarsi tra le mani l'album autoprodotto di Massimo Saccarola, il raffinato A due passi da casa, tutto sembra favorevole. Quello che colpisce è la sensazione di avere a che fare con una piccola opera d'arte, innanzitutto. Ogni confezione infatti è unica, dipinta a mano e poi numerata, contrassegnata dal tratto leggero, elegante ed astratto di un artista senza dubbio poliedrico. L'autoproduzione in questo caso si traduce in qualità e cura, riuscendo a far leva su quello che l'industria musicale non può dare, o perlomeno non con la stessa autenticità: eleganza, rifinitura, unicità.

Le canzoni di Saccarola sono il riflesso in note della cura prestata per vestirle, sono lo svelarsi di una sensibilità profonda e pregnante racchiusa in dieci gioiellini dotati di un fascino cristallino e genuino. Come creature sonnacchiose i brani dell'artista veneto si adagiano sui ricami leggeri della 12 corde rilasciando pian piano i loro umori, invitando l'ascoltatore ad abbandonarsi al mondo intimista dell'autore e costruendo sulla base di questa complicità tutta la loro disarmante espressività. Un lavoro oltremodo domestico che mette in gioco le regole dell'ospitalità: siamo buoni ospiti allora, e ascoltiamo con attenzione.

La chitarra di Saccarola intarsia arie e sbuffi, cesella riccioli e dipana melodie gonfie e profumate su cui si adagiano le liriche, in un perfetto equilibrio tra evocatività strumentale e cantautorale. Sopiti in una sospensione sognante, i brani dell'album dipanano immagini poetiche e colme di malinconia (“tu chiedilo al giorno dove vanno le ombre / che si allungano / nel dubbio di un arrivederci”), cariche di un simbolismo fatto di immagini rubate ad un vissuto troppo intimo ed introverso e forse proprio per questo colmo di significanza universale (“Elisa suona sfiorando una corda / con parole troncate e spalancate / A modo suo, illustra il silenzio / così il dubbio mastica, solo frasi a metà”). La dolcezza di brani come Latte di lucertola o La questione privata esemplificano una maturità invidiabile nel dar forma a creature che paiono levitare, che sono estranee al tempo e allo spazio, dando già allo stile di Saccarola la persuasività di un marchio di fabbrica.

Una sintesi originale e personale, in grado di mettere in campo un classicismo mai barocco e superfluo, dalla comunicatività semplice e cristallina, mai approssimativa o acerba. Siamo di fronte ad una grande prova di raffinatezza e poetica, in grado di dosare sapientemente le dosi e apparirci come una delle più convincenti forme di canzone d'autore italiana del 2010.

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salvatore alle 13:11 del 24 gennaio 2011 ha scritto:

Sto ascoltando qualcosa su myspace. Davvero molto raffinato. La chitarra (emblematica la strumentale "a due passi da casa") mi ricorda Nick Drake...

Dalle parti dell'Alessandro Grazian più rarefatto.

Ottima recensione e ottima segnalazione

Cas, autore, alle 13:27 del 24 gennaio 2011 ha scritto:

Tra l'altro Saccarola è un artista a tutto tondo, l'album è a disposizione in free download qui: http://massimosaccarola.bandcamp.com/

salvatore alle 13:32 del 24 gennaio 2011 ha scritto:

RE:

perfetto! cercavo cercavo e non trovavo