Susanne Sundfør
The Brothel
Ancora venti del nord a sferzare una primavera indecisa; quella di un anno fa, metà marzo per l'esattezza, quando questo terzo disco di Susanne Sundfør è uscito in Norvegia, e quella di oggi, che l'ha visto diffondere a macchia d'olio in tutto il globo. Acclamato fino allo sfinimento in terra natale – addirittura il secondo album più venduto di tutto il 2010 – tocca adesso i nostri confini nella speranza di un più ampio consenso, defilandosi o quantomeno cercando di sfuggire ai faciloni pregiudizi del caso sulla "musica del nord".
Perché è musica che sa di nord, ma anche di sud e di est: un nightmare-pop più da incubo, appunto, che da sogno, venato di sottili incisioni electro per aspri richiami synth e brevi frazioncine jazzy (l'ombra paterna di Lars Horntveth come produttore e compositore, in questo caso e anche se in minor parte, si avverte). Ma è la voce della Sundfør a rendere davvero interessante il lavoro: una verve teatrale molto simile a quella della Plaschg (Soap&Skin) unita ai fremiti vibranti di una Björk definisce l'incanto sia nei frammenti electro-pop (le pulsazioni incontrollabili di "It's All Gone Tomorrow" aperte da un coro d'archi in pungente scioglimento, l'angosciante e disarmonico goth sintetico di "Lilith") che nelle più placide, ma non per questo meno obscure, distensioni cantautorali (i pressanti rulli di percussioni e i riflessi di Cat Power in "Knight of Noir" e la splendida ballata "The Brothel", impressionante e inquietante gemella della "The Owl And The Tanager" di Sufjan Stevens). Album veramente intelligente, "The Brothel" non si perde mai nell'autocompiacimento e anzi alterna abbastanza spesso, in maniera sapiente, momenti ritmati (il pop-soul scoordinato e scampanellato di "Turkish Delight", l'electro-pop Röyksoppiano di "Lullaby") e melodie di paralizzante bellezza (l'ambient surreale di "As I Walked Out One Evening", l'incontro tra classica e beat imponenti in "O Master", forse la più vicina a Soap&Skin).
Un'opera quindi che - mai preda di un ampolloso citazionismo - insegue molte coordinate artistiche e spaziali, che forse si perde in qualche momento meno acceso ("Black Widow" su tutte), eppure capace di riservare ben più di una piacevole sorpresa. La piena maturazione è rinviata, ma decisamente a portata.
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